007 Spectre (Sam Mendes, 2015)

Ufficializzato oggi cast e titolo per il nuovo Bond, nelle sale fra un annetto circa. Uscirà come “Spectre”: decisamente, un nome alquanto FAMILIARE per tutti i bondofili. Ritorna alla regia Sam Mendes (alèèèè!!), ovviamente Craig (gloria eterna all’uomo!!), nonchè Ralph Fiennes (il nuovo M) e Naomie Harris (miss Moneypenny). Nuove entrate: per il cattivo abbiamo Cristoph Waltz (urka!), c’è poi quell’omone di Dave Bautista (che spero e suppongo avrà una scena di lotta con Craig…), e per finire Lea Seydoux e…Monica Bellucci! Che è più vecchia di Craig…
P.S. Battute maschiliste a parte (scusa, Monica: sei ancora una bella milfona!), gli ingredienti per un nuovo bel capitolo della saga ci sono tutti. Sbagliare è impossibile, o quasi. Ora speriamo in una sceneggiatura adeguata…

È vero, il cast è notevole, la regia non da meno, il titolo evoca nemici di 007 ormai datati ma ancora con un gran potenziale, ci sono tutte le premesse per un gran bel filmozzo. Certo che, pur essendo ancora una gran bella donna, è curiosa la scelta della bond girl di turno che appunto rischia di essere più una bond milf… Vedremo, ma penso che non rimarrò deluso.

Quoto. Personalmente, non ho ancora capito se la “figliola da salvare” di turno sarà la giovane Seydoux o appunto la Bellucci. Ma l’idea della “Bond milf” è comunque stuzzicante. .
P.S. A proposito: Craig è apparso in gran forma. Sembra già pronto per le riprese…

il trailer italiano ufficiale

//youtu.be/XWYVsXQL6TI

Visto alcuni minuti fa. Molto “bourniano” per certi versi, puro Bond per altri. Ancora pochi mesi di attesa. .

Ma c’è di mezzo anche blofeld? Comunque questo giovane Q deve ancora convincermi… Il trailer è invero promettente.

il trailer mi ha lasciato freddino, decisamente più “bondiano” quello del nuovo mission impossible

vero, assai più bondiano (e intrigante) quello di Mission Impossibile V. Beh perlomeno Craig non si olia i bicipiti, è già qualcosa.

Concordo che il trailer del nuovo M:I è spassoso e abbastanza entusiasmante, con Cruise che a 53 anni oltre al fisico (ancora integro…) sfoggia anche una sacrosantissima autoironia. Inoltre, come nuova “coppia comica & d’azione” lui e Simon Pegg promettono bene. Però Bond rimane, piaccia o meno, il “padre nobile” di tutti gli agenti segreti avventurosi, e il contributo di Craig a rivitalizzare la serie (dopo la tutto sommato poco convincente “era Brosnan”) è grandissimo. Perciò la fiducia nel nuovo 007 rimane alta…
P.S. Tranquilli: mr Craig anche stavolta sfoggerà i muscoli. Lo pagano un tot per ogni scena senza camicia…

Un pò di gossip estivo. Per la serie “galeotto fu il set”, pare che la Bellucci e mr Craig si siano messi insieme. Il rude appeal muscolar-proletario dell’attore inglese ha fatto centro. Ben fatta, Daniel…

All’insegna della consueta simpatia che lo caratterizza, Craig continua a sputare nel piatto in cui mangia. 007 per lui è “un uomo solitario, triste e fallito”, si augura che la sua interpretazione di Bond “non sia sessista e misogina come le precedenti”, visto che “il mondo è certamente cambiato rispetto al tempo in cui Fleming scrisse i suoi romanzi”. E grazie al ca*** verrebbe da aggiungere, peccato che tu quello devi fare, James Bond, non James Ivory.

Craig a casa sua si sfonda di addominali però Bond deve essere un novello Giampiero Mughini. Ma quando ha firmato il contratto c’era pure la clausola “cambia il personaggio come stracazzo ti pare”? Non è che se ti chiamano a fare Freddy Krueger ti presenti sul set e dici: “eh no ragazzi, così non va, qui le unghie vanno limate, questo maglioncino a strisce è fuori moda, e poi cominciamo a mettere un po’ di crema per le scottature diamine!”. Se gli fa tanto schifo 007 (non i suoi incassi però), perché non fa posto a qualcun altro?

Quoto in parte D-Fens: Craig sfonda porte apertissime, chiunque abbia letto almeno un paio di romanzi di Fleming sa benissimo che il Bond letterario è, per molti aspetti, un individuo spregevole e odioso. Ma diciamoci la verità: arrivato al quarto film, Craig è un pò stanco. Anche perché è indubbiamente lo 007 più “dinamico”, e arrivato a 47 anni qualche lieve cedimento è comprensibile. Ma tranquilli: ha già firmato per il quinto film (che sarà presumibilmente il suo ultimo, nella serie). Gli ulteriori milioni di dollari sul conto corrente allevieranno la stanchezza. .

Scusate, non ho ancora cercato ma… si sa chi fa la canzone d’apertura? Per un po’ s’era parlato dei radiohead ma poi hanno smentito.

Appena scoperto: sarà sam smith…:cry2::dizzy::-(:swap::chainsaw::sad::smt018:shock::cry::smt089:suicide::evil::smt091:pissed::smt011:smt013:smt078:icon_hang

Già circola qualche recensione. Pare che il film sia MOLTO valido. Per conferme o smentite, ancora 10 giorni di pazienza. .

Visto ieri con molta delusione, nonostante le attese: belle location, grande direttore della fotografia, straordinario piano sequenza nel prologa, gradevole sigla d’apertura, azione degna di questo nome (finalmente, pittosto coinvolgente nel primo trempo) valorizzata dall’ottimo Imax…
…ma, man mano che si arriva verso il dunque (dal secondo tempo in poi, grosso modo), é come se il regista (in modo alquanto semplicistico, quindi da semplicione) non sapppia sviluppare il plot procededendo per vie sbrigative e superficiali con minima (salvo rarissime eccezioni) tensione anche nei colpi di scena (piuttosto intuibili e, comunque, per niente sorprendenti) affievolendo il tutto progressimamente ed é un vero peccato per un appassionato della saga come me. :frowning:
Per rendere l’dea cito quel critico il quale, peraltro recentemente, sostiene (e condivido) come l’ultimo “Mission Impossible” (nonostante minori ambizioni e, soprattutto, minori aspettative) sia stato più convincente ed appagante di quest’ultimo 007. :-p
In poche parole, qusi, come una cornice senza quadro. :rolleyes:

SPECTRE-BALL

“Mi è sembrato di vedere uno spettro dietro di voi”
Sean Connery, 1965 circa.

“Ho visto SPECTRE ieri sera”
Marcello, cinque minuti fa circa.


Look Up!

Look Down!

Look Out!

Here Comes The Biggest Bond Of All!


E poi venne Thunderball, e fu il quarto film interpretato dal Connery.
Dopo il fenomeno Goldfinger, all’apice del successo cinematografico dell’agente a doppio 0, la produzione ci diede dentro per confezionare “The Ultimate James Bond Movie”, lo “007” più estremo mai visto. Doveva essere “Larger Than Life”. E così fu. A cominciare dal nome del cattivone di turno: Largo, appunto.

E poi venne SPECTRE, il quarto film interpretato dal biondo Craig.
I tempi sono cambiati, molto, ed i paragoni sono del tutto fuori luogo, troppo. Ed è QUESTO, ora, il “The Ultimate James Bond Movie”.

Gli “strilli” di Thunderball ci sono tutti:

SuperJetpack!

Supercars!

Superboats!

Supergirls! (e - ahimè, che piaghe vidi ne’ lor membri! - c’è pure la “milfona”)

Superfights!

Supercheases!

Supersets!

Superlocations!

MA-NON-E’-TUTTO, signori miei belli.

NON-E’-TUTTO.


Perchè io - non proprio uno a caso - ho percepito una tensione ed una coesione come mai prima.
E per due ore - che sono quasi tre - ho riso poco (grazie a Dio!), guardato tanto, visto moltissimo, ma, soprattutto, flirtato seriamente, quasi religiosamente, con un’inarrestabile, quasi ossessiva, consacrazione al Culto Bond.
Questo è un film che prende molto seriamente Le Sacre Scritture della Saga e cerca di dare molto ai fanatici senza però peccare troppo di vergognosa sboroneria registica o di basse furberie da Cinema del Weekend. I difetti, gli sgambetti filologici (sono in pieno intorpidimento post-ipnotico e potrei anche sbagliarmi, ma qualcosa c’è), ed altro ancora, tutto viene scalciato via dall’incedere di SPECTRE, un film che quasi - quasi - prende l’Ascensore per l’Inferno.

Massì che lo prende.

E giù fino in Fondo.

Fino in Fondo.

Alla Ricerca del Tempo Perduto.


SPECTRE

Cazzo, fossi stato io il regista ed i produttori m’avessero imposto QUEL TITOLO, dai che me la sarei fatta tutta di corsa fino alle Varesine con la sciolta al culo.

Un titolo così, per uno 007, è rischio al 300%. Come quando ti piazzi tutte-ma-proprio-tutte le fiche (da leggere alla francese, mi raccomando) sul panno verde, preghi l’Iddio tuo ed ingolli saliva manco fosse uno shot al rhum & pera.
Ma Mendes, evidentemente, non è tipo da cagarella: ha stretto le chiappe ed ha consegnato ai produttori 'sta meraviglia.


SPECTRE

Un titolo così è pura dinamite proustiana. Maddalene inzuppate che catapultano ogni fan ai sessanta, ad un busto senza volto, ad un persiano bianco sul grembo, ai colletti alla coreana, al fascino misterico di un acronimo tutto “Dalla parte di Swann”.

E com’è che si chiama la bond-girl di oggi?


La sequenza che apre SPECTRE è la più bella vista mai.

La più bella vista mai.

Punto e pace in terra agli uomini di buona volontà.


LA PIU’ BELLA VISTA MAI, dicevo.

E’ il Rollercoaster Gigante del Mondo, e voi ci siete sopra. E siete minuscoli. Fuori - enormi e possantrici - Odino,Thor, Vulcano, Heimdallr, Poseidone, Loki, la Santa Vergine di Guadalupe, Roger Moore e Tony Curtis si baloccano delle vostre sorti. E siete sparati su a 180. E poi siete sparati giù a 200. Il sangue vi va alla testa ma i contorni delle cose, non si sa come, rimangono definiti, quasi taglienti. E gli Dei sono tutti là fuori che vi sputano addosso la loro follia. E voi ancora su. E poi ancora giù. 180, 200 all’ora ed i contorni delle cose sempre lì ben chiari. Quell’attimo di orrore lucido, quello che precede la morte, tirato ad un infinito spasmo.

Vivete, sì, ma vi Lasciate un po’ Morire.


Questo è “il Cinema Commerciale” che si fa le spalle larghe, vi taglia la strada a tradimento e manda voi ed i virtuosismi del cinema d’autore sulla corsia d’emergenza. E pieni di lividi, pure.

Ma come cazzo si gira un tale mantra-cinetico?

Non è semplice, ma proverò comunque a spiegarvelo.

Prendete uno shaker Boston e versateci un pizzico di Louma Argentiano, giusto un dito. Poi passate al Don. Un buon vecchio Don invecchiato del '71, per l’esattezza. Di questo non lesinate, almeno tre dita. Poi, anche se costosissimo, ci vogliono cinque dita di De Palma; se proprio volete risparmiare qualcosa, usate quello del '98. Ora chiudete bene lo shaker, date 4 o 5 cinque colpi di gomito in rapida successione, aprite al brucio e ci versate un tocchetto di Scola del '77 - la botta finale! - non richiudete lo shaker ma versate immediatamente il sopraffino intruglio in una coppa Martini che avrete avuto l’accortezza di strofinare prima sul vello di cocca (cocca dai lineamenti gallici, bionda ed appena umidiccia) e di conservare in freezer fino ad un attimo prima.

Ora portate alla bocca il calice ed ingollate l’infuso.

Vi cola giù come seme di vulva, sapido, aspro. Sa di terra, bava, umori e miele. Ed appaga cazzo e mente.

Dio com’è buono… il Gusto Pieno della Vita ed anche di più.


Sarà anche un piano-sequenza col “trucco”, sì!, sarà pure che tantissimi soldi e tantissimi mezzi aiutano, sì!, ma gente!, sveglia!, questa è roba che fa venire la gotta al cazzo a tanti e sì!, prima m’hanno chiamato pure Claudine Auger e Baron Samedi e sapete che m’han detto, eh?

  • Cazzo Marcy m’hai visto mai 'Sto-Ben-Di-Dio-Dalla-Gloria-come-se-ne-piovesse-dall’Ano-Dei-Tempi? L’hai visto mai, eh?

  • Cazzo se l’ho visto sì 'Sto-Ben-Di-Dio-Dalla-Gloria-proprio-come-se-ne-piovesse-dall’Ano-Dei-Tempi e cazzo se v’ho pensato voi due, gran strusci di cazzo che non siete altro!


Ed eccoli, sono i Titoli di Testa.

Ancora sbronzo di Sequenza Regina, non riesco bene a capacitarmi della title track: non mi convince e nemmeno riconosco il cantante, che parrebbe un castrato, forse pure un po’ rotto in culo. Titoli del genere, dominati da cuoio e petrolio, avrebbero meritato l’ugola di Scott Walker - non esattamente un Farinelli - o le tonsille di David Bowie (cazzo aspettano?).


Chiusi i titoli, il film plana sul consueto canovaccio, sui consueti personaggi di contorno. Riti & Ricorsi del Mondo Bond.
Ma come accennai in apertura, qui si sente che l’aria è più umida, che si fa mista all’odore di muffa, crisantemo, cera, cipressi e marmo bagnato.

E la fotografia incalza quel bouquet da camposanto.


Sono due ore, quasi tre, d’un coito elegante, si scopa sul velluto, in penombra, l’olio d’ambra sui genitali per profumare la frizione. Ma si scopa. Le architravi registiche di Mendes tengono duro e lui si permette pure qualche pomodoro, qualche Pomodoro Verde Fritto mentre i due eroi aspettano, aspettano alla Fermata del Treno.


E poi qui c’è più nostalgia.

E poi qui c’è più individualismo.

E poi qui c’è più intreccio, più interscambio con la Storia.

Perché, lo ripeto, è lo 007 più freudiano di sempre.

Quello che ci mette dinnanzi tutte le figurine che ci piacevano da piccoli.


E così troviamo la figurina di “Vivi e Lascia Morire”, quella di “Thunderball”, quella di “Dalla Russia con Amore”, quelle di “Al Servizio Segreto di Sua Maestà” ed ancora un’altra, ancora un’altra ed un’altra ancora. E’ una sbronza caleidoscopica di frame già visti e respirati, un gigantesco Album di figurine Liebig che ci lecchiamo i baffi, i nostri, quelli del gatto e fors’anco i manubri del Pierpaolo.


Ed è Intrattenimento.

Intrattenimento sommo.


Sì, si perde un po’ qualcosa che in Skyfall c’era e qui no. A parte il macigno armonico di Adele, manca quel velo di angoscia che, ben frullato con le esibite debolezze e cadute del nostro, sparava Skyfall ad un livello di sperimentazione “quasi-troppa”. E poi, e poi in Skyfall c’è la sequenza del Modigliani.

Io però insisto, questo SPECTRE m’è parso dinamite.

Manca l’arditezza di Skyfall, sì!, manca il maglio-in-culo di “Royal”, sì!, ma l’inarrestabile parata di citazioni fotografiche, registiche, iconografiche e quel continuo innescare nuovo-nel-vecchio & viceversa, i 140 minuti di azione che poi ne vorresti ancora pure, ancora pure, fanno di SPECTRE una lunghissima, estenuante, scappellata di glande.

E poi non v’ho ancora detto del coccolone finale.


Il Coccolone Finale.

E’ una fitta al cuore, una sincope che m’ha colto.

E’ il confronto finale fra Stavro Blofeld e Bond. Là, dalle parti del Parlamento.

E lì, proprio lì, che Mendes piazza l’omaggio cinematografico più sorprendente: Avoriaz, 1975, il mio film preferito di tutti i tempi.


Solo un paio di cosucce, prima di passare al Vello di Cocca.

M’è rimasta come una piccola distorsione, un “qualcosa che non mi torna”. Non l’ho acchiappata per bene, sono ancora troppo “caldo”. Ma di certo ha a che vedere con Blofeld e la sua famiglia. Ma forse anche con Bond e la sua famiglia.

E poi qui manca qualcosa.

Ah già, non c’è proprio.

Mancano le fiche, manca il gioco, manca il casinò. Perché Craig, qui, di tempo per l’azzardo proprio non ne ha. Sta per lasciare il campo, e vuole lasciarlo pulito.


Sì, le fiche (mi raccomando, questa volta è da leggere all’italiana), voi volete che io vi parli delle fiche.

Beh, avrete già letto che sono due.

Difatti, ed ora ve ne parlo.


Il “Vello di Cocca” non è succo di frutta. A volte è succoso, certo. Ma raramente è fruttato - diciamocelo.

E’ comunque l’essenza più sessuale che donna d’alta imperatività femminea possa esprimere, ed eccolo qua:

  • Stephanie Sigman.
    Ventenne e messicana. E’ lei la prima a calcare le scene. Ed è talmente bella che Mendes si permette di giocarsela principalmente di schiena, e pure mascherata. Gustatevi il taglio di spalle, schiena e sbalzo-vita che si porta dietro. Attenti però alla sincope che vi piglierà quando, stesa sul letto, vi mostrerà quello che non si era visto prima. E’ probabilmente lei la più bella, anche se i media hanno puntato i riflettori altrove e voi, idioti ogni giorno di più, subito avete rivolto il naso dove là dove vi avevano piazzato il formaggio. Dura poco - è vero - ma ha la fortuna di far parte del miglior intro bondiano mai visto.
    Questo lo dico io, “Stephanie Knows Who”, invece, questo lo diceva Arthur Lee nel 1966 e, dritto com’era, quello aveva già capito tutto.
    Questo è Vello di Cocca.

  • Lea Seidolce.
    Trentenne e gallica, è una che le deve colare tanto di quel miele giù per l’interno coscia che penso a tutti quei coglioni che ancora si chiedono dove cazzo sono sparite le api. E’ lei la bond-girl di SPECTRE. Io l’avevo già vista in Protocollo Fantasma ed un’altra sera, a casa mia. E posso confermare le voci di corridoio sulla scelta dei produttori: oltre che per la bravura è stata voluta per l’evidente somiglianza con quella leggenda del cinema “B” sulla quale qui dentro, certamente, vi siete fatti le ossa (quelle del polso) in molti. La figliuola, difatti, calza quasi esattamente le forme, l’incarnato, e quei particolarissimi lineamenti che furono di Brigitte Lahaie. E certamente non è roba da poco. Ed io le fo i miei complimenti: oltre al film, io metto sul podio pure lei.
    Non è questione di quanto sia fascinosa né, tanto meno, di come quelle tettine riempiano così bene le coppette di champagne. E’ questione che le attrici francesi, non di rado, hanno quella capacità: ti ci avvicini con la macchina da presa, ti ci avvicini forse troppo e loro appannano le lenti.
    Questo è Vello di Cocca Supremo.

Ma poi c’è.

Sì.

Quell’altra.

  • Quell’altra.
    Poi c’è quell’altra. Non si può vedere e non si può sentire. In faccia perennemente quell’aria da super-pompa sul palchetto della Scala. E’ l’unico neo di tutto il film. Un piccolo tumore. Ho letto su Almanacco Topolino che l’avrebbero spacciata per milfona dell’anno e coguarona del decennio, e che pure Super-Pippo se la sarebbe trombata. E’ chiaro che Super-Pippo stava senza le noccioline, che Barbara (Broccoli) non m’ha dato retta quando le scrissi di sottotitolare per non udenti, vedenti e credenti quei cinque minuti di tragedia, e che ai Parioli stanno dannatamente messi male a matematica, se quelli li considerano cinquant’anni ben fioriti.

E con le fiche (per oggi) chiudo.


  • Ma t’è piaciuto più di Casino Royal!?!

  • Casino Royal è un gran colpo di balestra - teso e micidiale - che trafigge il bianco e nero iniziale, le urla di Chris Cornell, l’avvelenamento al Casinò, Vesper Lynd e la Morte a Venezia. Casinò Royal è la Nascita della Rinascita ed è bellissimo. Un film intoccabile.
    SPECTRE è una gran botta di spingarda. Parte con una potenza inusitata, è il barrito di un V8 americano sui 400 metri, poi scarroccia un po’ di muso ma resta quell’entusiasmo pornografico a pomparti sangue al cazzo. Io dico che c’è da azzuffarsi parecchio, c’è da azzuffarsi parecchio.

  • E’ vero che la Lea Seidolce t’ha raggiunto durante una notte piovosa e t’ha fatto vedere cosa fa una cerbiatta quando trova un pavesino?

  • No. Non pioveva affatto.

  • Ma Thunderball è il tuo preferito?

  • E’ quello che ho visto più volte. Io invecchio ed i gusti cambiano. Thunderball è rimasto.

  • Non è la prima volta che tiri in ballo Brigitte Lahaie ed il tuo famigerato thread apparso qui qualche anno fa, è oramai un classico della rete. T’ha forse fatto dei favori?

  • Ero ragazzetto al primo anno di francese, e proprio una sega ad arrotare le consonanti. Era l’alba degli ottanta ed i miei, ogni tanto, invitavano a cena un’amica loro. Il nome, come la fattezze, sapevano d’Olanda, ma lei era francese, sorrideva spesso ed aveva un taglio d’occhi che ti rimane addosso. Non mi dissero mai di che s’occupava ed io imparai presto a vivere di fatti miei. Ed accadde che il mio francese migliorò tantissimo, ed accadde che divenni pure il cocco dell’insegnante.

  • Ma cazzo ma è vero che hai avuto una relazione con…

  • Scusa, ma ho una certa fretta di scrivere su Gente di Rispetto, ti fo ciao con la manina!


Forse, e quasi, il miglior Bond mai visto.

Da vedere.

1 Mi Piace

Marcello mi hai appena convinto ad andare a vederlo.
Ovviamente non mi sono minimamente cimentato nella lettura del tuo post, ma sappi che mi hai convinto lo stesso :smiley:

Non che ce ne fosse bisogno di chiederlo, ma tra Marcy e l’Innominabile che ha pasticciato la pagina appena sopra, a chi volete credere ??? Andate in pace.

245 milioni di dollari spesi (il 9° film più costoso di sempre) e la montagna ha partorito un topolino. Spectre - a mio parere - è un discreto film d’azione ma non è un grande film di Bond. Hai voglia a farlo durare 148 minuti per darti la patente di autore, nel complesso è tirato per le lunghe. Ha bellissimi momenti, come la parte iniziale in Messico con relativo piano sequenza, o le scene di colluttazione in ambienti ristretti, la fotografia è incantevole e le location, come da tradizione per Bond, sono mozzafiato. Tuttavia la parte romana è tra le peggiori, al di là dello stereotipo urlato (in Italia tutti ascoltano musica lirica, dalla vedova della Mala al vecchietto in 500, e si beve vino rosso), le scene nella Capitale sembrano outtakes de Il Codice Da Vinci, con la supervisione dell’Ente per il Turismo.

Léa Seydoux mi è piaciuta molto, un po’ atipica come Bond girl (del resto non si può nemmeno più parlare di “Bond girls” classicamente intese) ma valida. La Bellucci con quei pochi fotogrammi che ha è uno spettacolo. Punto. Il comparto villain invece fa acqua: Waltz non si è reso conto di non essere più sul set di Tarantino, stesse faccette buffe, stessa recitazione. Il gran papavero di Harvard, C, è un fighetto che più anonimo non si può, immagino sia stato selezionato secondo la formula “il primo tizio che passa fuori dagli studios che piace alla segretaria di edizione”. A Ralph Fiennes, che le sue cartucce le avrebbe pure, viene dato troppo poco spazio, e Q è il prototipo universale del nerd (John Cleese perdonali perché non sanno quello che fanno). Ah, Moneypenny poi è fantastica, praticamente una Spice Girl, battuta pronta, attiva sessualmente, giovane, intuitiva come un premio Nobel ma leale come una sorella.
Quella di Sam Smith credo sia probabilmente la peggior canzone di sempre di 007, una palla colossale, abbinata ad una grafica dei titoli di testa molto kitsch. Il top a mio parere comunque si raggiunga nel finale, quando nel cataclisma cosmico che si abbatte su Londra, James prende per manina la Seydoux e i due se ne vanno via come i fidanzatini di Peynet.