Rivisto Domenica sera in preparazione all’ultimo capitolo della saga, e riconfermo la mia rece d’epoca. Anzi, per me questo è pure meglio del primo, così come preferisco l’Aliens di Cameron al primo di Scott. Dall’inizio folgorante, alla Londra disabitata (m’ero dimenticato che la pandemia era finita per mancanza di cibo), confino e lockdown ante litteram, green zone stile Baghdad e americani che prendono possesso della ricostruzione. Carlisle & Renner sugli scudi, ha quasi 20 anni ma rimane attualissimo.
PS: un amico patito del genere mi fa notare un topos comune, quando ci sono bambini di mezzo in questi film le cose vanno sempre in vacca. Morale, meglio sacrificarli subito.
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Su questo franchise non sono decisamente in linea con il sentimento generale del forum. Capita.
L’incipit iperadrenalinico mi ha fatto leccare i baffi ed ero gasato a palla di cannone. Poi però succede qualcosa che mi fa cadere le gonadi sul terreno e mi maldispone per tutto il film. Il soggetto inizia ad inanellare una serie di assurdità che neanche la più forzata sospensione dell’incredulità può far passare. Quando ho visto I due bimbiminkia scappare per andare a prendere la foto di mammina in una zona a rischio e Jeremy Renner che li tana subito ma i militari arrivano dopo ore, giusto il tempo di incontrare la madre infetta, sono stato fortemente tentato di spegnere la televisione per il nervoso. Poi mi sono detto “vabbè, sarà uno scivolone solitario” ed invece I militari chiudono tutti i residenti in un garage bloccando le porticine con una catena che un solo contaminato (uno!) sfonda per iniziare la mattanza. Si procede di questo passo fino alla chicca finale: il ragazzino casca su una scala mobile al buio ricoperta di cadaveri e dopo il ruzzolone, invece di aspettare che lo raggiungano la sorella e la dottoressa, se ne va! È chi incontra? Il padre che sopravvive all’inferno di napalm e gas e lo raggiunge manco avesse il GPS.
Perdonatemi, di fronte a queste cose non riesco a giudicare il film serenamente. Per aggravare la situazione anche io stigmatizzo l’utilizzo epilettico della camera a mano. In quantità limitata ha il suo perché ma l’uso massivo con l’effetto nunsecapisceuncazzo alla fine stufa.
Spiacente ma rispetto al primo di Boyle siamo proprio agli antipodi.
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