A Casa Nostra (Francesca Comencini, 2006)

Comencini cosa ci combini.
Forse in un atto di pura speranza o fede vado all arena per recuperare il film della Comencini che avevo perso alla sua uscita. Non l’avessi mai fatto.
A casa nostra si impone subito come film corale: dire alla Altman renderebbe l’idea di base, ma farebbe impallidire anche i, pochi, denigratori del regista scomparso lo scorso anno. Tanti personaggi quante storie banali, stereotipate e veramente mal amalgamate fra loro. E si sa, in un film dove l’intreccio narrativo è portato avanti dalle situazioni singole, dai protagonisti e le loro storie, partire con queste premesse non è di buon auspicio per il futuro. Qualche esempio renderà meglio l’idea: Zingaretti è il classico uomo di finanza senza scrupoli, Laura Chiatti è una modella cocainomane che si vende per qualche lusso, Luca Argentero operaio che aspira a cambiare la sua condizione, Valeria Golino capitano della Finanza tutta lavoro e speranze amorose, e poi ancora prostitute dell’est, ex galeotti che se ne innamorano, artistoidi impenitenti… proprio un bel quadretto. Questo carosello di personaggi gira attorno ad una storia che non sa bene dove andare a parare: se essere un thriller virato al poliziesco, un dramma psicologico o una semplice raffigurazione della corruzione moderna. Tra dialoghi e situazioni così banali e macchiettistiche da sembrare a volte anche plausibili si arranca ad un finale che costringe la Comencini a fare incontrare forzatamente e meccanicamente ogni singolo tassello della storia, per giustificare personaggi di contorno inseriti per inspessire l’esilità del soggetto. Il castello corale che si reggeva sulla speranza che negli ultimi minuti un improvviso colpo di scena cambiasse le sorti del film crolla completamente: i personaggi si rivelano tenuti insieme da legami e fili inesistenti, cercati forzatamente nelle ultime, imbarazzanti inquadrature.
Da notare: un nudo, non integrale, di Laura Chiatti. Stop.

Che film di merda ragazzi!

Mi hanno portato a vederlo le mie amiche, quanto mai, mai speso peggio 5 euro.

Insostenibile, irritante, il bello è che alla platea del cinema d’essai è piaciuto, se è questo ciò che viene apprezzato ora dagli intellettualoidi italiani stiamo freschi :frowning: