Ai margini della metropoli

Ai margini della metropoli
It. 1953
REGIA: Carlo Lizzani
ATTORI: Massimo Girotti, Marina Berti, Giulietta Masina, Paola Borboni

  • Operaio disoccupato è incriminato per la morte di una ragazza. La sua posizione è critica, ma, dopo un secondo delitto…

Venerdì 10 agosto alle 9:05, Rai Tre

http://www.film.tv.it/scheda.php?film=186

Ispirato da un famoso fatto di cronaca nera (l’omicidio a Roma di Anna Bracci e il biondino di Primavalle)

Incautamente sospeso tra dramma e denuncia civile (come spesso accade con Lizzani).

Molto riuscito, secondo me. Chiaramente a Lizzani interessa più il lato sociale che non la trama gialla, ma non è un limite, anzi. Notevole comunque l’arringa dell’avvocato (Girotti) nella parte finale.

Nel cast c’è anche Mimmo Poli, in un piccolo ruolo. Ma l’interpretazione davvero commovente secondo me è quella di Giulio Calì, che nel film è un personaggio che si chiama proprio Calì.

Su cui ha realizzato un breve documentario anche Luchino Visconti.
http://www.youtube.com/watch?v=wKQv9qGm-ww

//youtu.be/wKQv9qGm-ww

Simone tu che sei ferrato su Lizzani che ne pensi del film?

Segnalo che una sequenza venne girata all’interno del cantiere dello stadio Olimpico, allora (fine '52-inizio '53) in costruzione.

Secondo me il film sconta un po’ l’indecisione fra cronaca sociologica e impianto di genere, nel senso che nel complesso il risultato mi sembra poco omogeneo. Negli stessi anni altri registi riuscivano a combinare questi due aspetti (penso a Germi), ma Lizzani qui era comunque alle prime armi, e a tratti ricordo una certa pesantezza retorica. C’è anche da dire che, secondo quanto si scrisse all’epoca, il film sconta tutta una serie di intoppi con la censura, per cui già in fase di scrittura le premesse di critica sociale furono un po’ annacquate. La descrizione delle borgate resta in ogni caso molto interessante (Europa '51 è dietro l’angolo), anche grazie al gusto figurativo di Gianni Di Venanzo, un direttore della fotografia sicuramente in anticipo sui tempi.

Ottimo il dvd Medusa. 1h 25m 05s, come extra il trailer d’epoca.

sì è vero, impossibile non commuoversi, a un certo punto subisce anche la disapprovazione del suo cane :smiley:
anche a me il film è piaciuto, pur con qualche inevitabile limite ti tiene sempre lì e il finale è molto bello

sono anche d’accordo sull’ottima fotografia, a cui viene resa giustizia dal dvd Medusa, buono come qualità video e così così nell’audio, un po’ gracchiante

Non ci ho visto limiti e retorica, anzi, penso che per l’epoca l’analisi sociologica fosse pienamente centrata.
Entrare più in dettaglio significava fare un documentario, restarne fuori avrebbe prodotto qualcosa di più vicino al neorealismo. Parliamo di capolavori per carità, ma che giocano con molto mestiere sulla leva emozionale, qui invece si unisce molto bene cronaca e dramma senza cercare effetti particolari.
La realtà mi pare descritta molto bene, in quegli anni c’era un’Italia che era uscita in piedi dalla guerra e un’altra che aveva fatto un passo indietro di decenni e doveva ripartire da zero, in questo film si incontrano.