Annabelle (John R. Leonetti, 2014)

http://www.imdb.com/title/tt3322940/?ref_=nv_sr_1

Visto ieri pomeriggio, gradito. Mantiene le promesse, regalando soprattutto nella seconda parte una buona dose di spaventi. Inutile aspettarsi guizzi di originalità, è un dichiarato horror medio che cita apertamente le pellicole del filone partorite negli anni 70 e riesce a farsi perdonare l’ingenuità dei dialoghi e il finale tirato via (cosa ormai consueta nel cinema mainstream del terrore americano). Divertente omaggio a Rosemary’s Baby (i due protagonisti si chiamano John e Mia, anche i sassi lo sanno) e perfino una piccola e gradevole (oltre che paurosa) citazione al Mario Bava di Schock (non vi dico quale, i baviani la individueranno subito). Nel complesso superiore a The Conjuring, per me.

L’ho visto anch’io e confermo le note positive di Tuchulca. Io mi sbilancio un po’ di più: l’ho gradito molto!

Un ottimo film di genere a basso costo. Il gusto per la citazione non è stucchevole e rivela una grande passione del regista per il genere horror. Brividi a volontà, effetti speciali ridotti al minimo (niente mobili che volano né teste che girano), almeno tre sequenze degne di nota. Lo consiglio a tutti gli appassionati.

Unica nota stonata: il pubblico incivile (l’ho visto in una multisala di Torino). Ho beccato un branco di giovani divoratori di pop-corn e tracannatori di cocacola che ruttavano e sghignazzavano in continuazione. Ad un certo punto, esasperati, siamo partiti da diversi punti della sala con urla e minacce. Da bravi conigli si sono zittiti subito e non hanno più fiatato (scusate l’OT).

Quando l’ho visto io il cinema era pieno di ragazzini tamarri e temevo il peggio. Invece dopo un inizio ridanciano si son lasciati prendere dal film e credo si siano anche spaventati, qualche gridolino nelle scene clou si è sentito. :slight_smile: Pare abbia incassato un botto la settimana scorsa, più di Sin City 2.

Visto anch’io in sala lo scorso weekend a Londra.
Mah, onestamente l’ho già dimenticato ma alla fine non è brutto anche se è prevedibilissimo, tutta roba già vista ma almeno è senza particolari pretese.
L’unico spavento degno di nota era quello della scena che cita apertamente Bava (realizzata bene, tra l’altro) ma tutti gli altri erano telefonatissimi (anche se al cinema c’era gente che ha letteralmente urlato più volte quindi magari sono io che ormai sono troppo smaliziato).

Buh trovate come l’ascensore del seminterrato e il finto prete demoniaco sul pianerottolo di casa erano abbastanza indovinate. D’accordo con te, più che turbarmi hanno suscitato in me una certa ammirazione oziosa per l’abilità con cui erano realizzate. Classico horrorazzo usa e getta ma almeno non siamo ai livelli indecorosi delle solite puttanate per adolescenti, tutte “booo!” ed effettacci digitali da play station scrausa.

No, ma infatti. Non è brutto e se uno poi non ha visto molti altri horror potrebbe persino farsela sotto dalla paura.
Se invece uno ha già visto questi - collaudatissimi - meccanismi in mille altri film non può che anticipare tutti gli spaventi.
Alla fine questo film sarebbe potuto uscire anche trent’anni fa, il tono era quello degli anni '80.

Col senno di poi ho trovato un po’ maldestro l’omaggio a Rosemary’s Baby con i personaggi che si chiamano come la Farrow e Cassavetes in un film che cita in maniera molto esplicita la famiglia Manson.

Visto la settimana scorsa e lo ho trovato molto riuscito.
Erano anni che non saltavo sulla poltrona e qui mi è capitato almeno 4 volte.
Grande atmosfera per tutto il film, alcune scene un po telefonate ma nel complesso lavoro piu che riuscito.
Finale un po sottotono ma aperto… e ora sotto con la congiura.

Per me si tratta di un film realmente modesto, che si segue per inerzia, più che per coinvolgimento.
Chiaramente, essendo uno spin off a basso budget, non è che ci si potesse immaginare chissà che meraviglia, però è tutto completamente prevedibile e con un finale che si intuisce dopo 7 minuti.
La regia di Leonetti è la copia in tono minore di quella di Wan: curata, controllata e con abbandonante uso di sound design e fuori campo per creare tensione, ma senza alcuna capacità di imbastire un’atmosfera inquietante o magica. Ma Wan, nel bene e nel male, ha maggiori capacità di stupire e sa anche orchestrare una narrazione con il fiato meno corto. I primi minuti di “The Conjuring”, incentrati su Annabelle, valgono tutto questo film.
I dialoghi sono poi al minimo storico e non mancano clamorose incongruenze, difficilmente digeribili anche in un horror:

Mia è spesso in giro senza la bambina: a chi la lascia visto che lei e il marito non hanno amici e parenti?
Con tutti i timori che ha, addirittura va nel seminterrato da sola, per un’azione di nessuna urgenza, lasciando da sola in casa una bambina di pochi mesi, cosa che nessuna madre farebbe nemmeno in circostanze tranquille.
Quando Mia e la nera sono da sole in casa e si scatena l’inferno, la bambina non si trova più, ma la nera insiste perchè loro due escano da lì, blaterando un folle ‘La bambina la troviamo dopo’ (!!!). Sembra che non gliene freghi nulla della piccola, però poi si sacrifica per lei…

Spin off di Conjuring guardato in un pomeriggio torrido calabrese, non ci sono particolari spaventi anche se alcune trovate non son male, quelle già citate prima di questo post per intenderci. Lo si guarda volentieri al momento anche se poi rimane poco da ricordare. La bambola ha il difetto di non muoversi mai, niente, ne un cenno, niente di niente, forse verso il finale cambia leggermente espressione, per mostrare uno sguardo più satanico, ma non ci giurerei così a memoria.