https://www.imdb.com/it/title/tt12901944/
Un film particolarissimo, potrebbe rientrare quasi nella categoria del cinema sperimentale. Non ha una trama accattivante, non intende fare spettacolo o entertaining, tuttavia risulta affascinate per le immagini suggestive ed il simbolismo che contengono.
In questo strano contesto in cui già le location ci inducono spaesamento (le campagne della Bretagna in inverno, casolari sperduti in mezzo a boschi e prati umidi, tra fango e nebbie che avvolgono perennemente i luoghi e i personaggi), se ne vanno in giro degli animali antropomorfi, realizzati proprio come delle persone vestite da contadini , tagliaboschi e cacciatori che però hanno un’enorme testa ferina, come se dal colletto dei camicioni di flanella spuntassero quei trofei imbalsamati che di solito troviamo appesi sopra in camini nelle locande dei cacciatori, con musi di cinghiali, cervi, equini etc.
Scarsissima comunicazione, dinamiche relazionali fredde ed algide, questi misteriosi personaggi interagiscono tra loro con lo scopo di dare la caccia a degli esseri umani che, seminudi, si nascondono nei boschi braccati come fuggiaschi. Quando vengono acchiappati, questi uomini subiscono dagli animali antropomorfi dei trattamenti brutali e privi di misericordia, venendo sfruttati, torturati, segregati e soggiogati per finalità utilitaristiche, o anche solo per svago.
Una specie di messaggio animalista che, ribaltando le dinamiche ed i rapporti di forza tra l’essere umano e gli animali, ci mette scomodi facendoci indossare per una volta i panni delle bestie, che noi sfruttiamo senza ormai neppure più rifletterci, per ottenerne carne, forza lavoro o futili divertimenti.
Un film caratterizzato da una marcata profondità concettuale; lento, antispettacolare, ostico, eppure a mio giudizio bello.
