Apt Pupil - L'Allievo (B. Singer 1998)


http://www.imdb.com/title/tt0118636/?ref_=nm_knf_i2

Per me questo è un bell’adattamento per il cinema di un ottimo racconto di Stephen King. La materia trattata è delicat(issim)a ma alla fine non se ne rimane delusi e, anzi, personalmente ne ho molto apprezzato l’equilibrio.
È una bella storia sul fascino del male, raccontata senza cedere eccessivamente alle ovvie concessioni morbose ma concentrandosi soprattutto sulle psicologie dei personaggi. C’è il vecchio gerarca nazista che, ritiratosi in provincia sotto mentite spoglie, aspetta di morire in pace ma allo stesso tempo non sa resistere al richiamo del passato che risveglia la bestia che c’è in lui. E c’è il ragazzo di 16 anni, troppo sveglio e troppo soggetto al fascino dell’orrore che lo travolge senza che riesca a difendersi. Due bei personaggi interpretati molto bene da Ian McKellen e da Brad Renfro (attore interessantissimo ma sfortunato: è morto di overdose a 25 anni) che duettano per tutto il film in scene molto ben costruite.
Il resto del cast è abbastanza insignificante ma la presenza di David Schwimmer (Ross di Friends, con due baffi improponibili) nei panni del consulente scolastico mi è parso un grave miscasting.
Il film comunque è bello, girato bene (per me è il lavoro migliore di Singer - regista che peraltro non ho mai amato - ) e con un bel ritmo.
La storia del racconto originale, comunque, è abbastanza diversa, ci sono parecchi episodi omessi (anche corposi), il finale non è lo stesso e anche le psicologie dei personaggi hanno differenze significative. In ogni caso la sceneggiatura del film è più che buona.

Ho il dvd italiano che credo sia fuori catalogo. Come extra ha il trailer e una breve featurette promozionale d’epoca (6 minuti) decisamente trascurabile.

Il racconto di King era contenuto nell’antologia “Stagioni Diverse” che conteneva altri tre racconti. Da due sono stati tratti dei film di successo (da “Il Corpo” hanno fatto “Stand By Me” e da “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank” hanno tratto quel film con Tim Robbins e Morgan Freeman del quale non ricordo il titolo italiano) mentre è strano che nessuno abbia mai fatto un film dal quarto racconto “Il metodo di respirazione”. Forse è troppo truculento e forse non reggerebbe un lungometraggio (sarebbe perfetto come episodio di un film composto da più storie) ma secondo me merita.

E’ stato tra i primi DVD della mia collezione, ossia della prima ondata di uscite, un jewel box.
Non ho un gran ricordo del film, avevo venduto il disco abbastanza alla svelta, sicuramente è ora di rivederlo.

Poi è stato ristampato in amaray e credo che sia fuori catalogo pure quell’edizione.

Le Ali della Libertà.

All’epoca il racconto L’Allievo mi aveva letteralmente angosciato, King ti costringe a immedesimarti con il ragazzo protagonista, con tutto quello che combina mentre gli eventi gli precipitano addosso, davvero un capolavoro per me. E forse proprio per quello avevo evitato il film, perché me ne avevano parlato abbastanza male. Per esempio, mi avevano detto che a tratti l’interpretazione di McKellen pareva quella di Sellers in Stranamore, con il braccio che parte in automatico nel saluto nazista, cose del genere, per cui l’avevo evitato.
Mi sa che è ora di vederlo, decisamente.

La scena che citi c’è ma io l’ho considerata come una delle due citazioni a Kubrick che ci sono nel film.
Vediamo se qualcun altro l’ha notata…
(Poi magari sono solo io che l’ho vista, eh)

Mi pare che su un Almanacco della Paura del '98 o '99 c’era un articolo che parlava di questo film, o sbaglio?

Gran bel film, trovo rispetti abbastanza lo spirito del racconto ispiratore pur concedendosi le libertà menzionate da Ziorzio. La scena dove il ragazzo costringe il nazista a marciare per poi rendersi conto di non riuscire a fermarlo (“Stai giocando col fuoco, ragazzo”) è realmente da brividi.

Forse il capolavoro di Singer, regista talentuoso ma lievemente discontinuo. Strepitoso Mc Kellen, molto bravo il prematuramente (era diventato un tossicaccio…) scomparso Renfro, alcune scene da vero brivido. E per una volta, il finale cinematografico è nettamente superiore a quello del modello letterario, truculento ma a modo suo rassicurante. Quello creato dallo sceneggiatore Brandon Boyce è invece MUCHO inquietante…

Visto finalmente. In effetti mi ero perso un gran bel film e uno dei migliori adattamenti di King.
Più riuscito nella prima metà, secondo me, un po’ diluito nella seconda, dove credo manchi parecchio materiale rispetto alla novella. Renfro e McKellen sono bravissimi, anche se McKellen non ha proprio i tratti da vecchio tedesco. In questo lo Szell di Lawrence Olivier rimane inarrivabile. E anche a me David Schwimmer come consulente psicologico è sembrato un po’ ridicolo.
Comunque un ottimo film, per quanto non ai livelli dei Soliti Sospetti, il mio preferito tra i film di Singer assieme a Operazione Valchiria.

La seconda citazione kubrickiana segnalata da Brass lì per lì mi era sembrata la scena in cui

il paziente dell’ospedale riconosce Dussander e si morde le nocche della mano, che mi ha ricordato la reazione dello scrittore Alexander quando riconosce Alex in Arancia Meccanica

ma poi mi sono reso conto che ricordavo male.
Insomma, qual era la scena? :slight_smile: