Arance & martello (Diego Bianchi, 2014)

Da un po’ di tempo ormai mi è venuto lo sghiribizzo di recuperare questo film del poliedrico Diego Bianchi, che è nato come artista video (per quanto fosse un videomaker decisamente sui generis), cosa che quindi mi fa ben sperare. Insomma, ho qualche aspettativa rispetto a questa sua opera prima cinematografica, speriamo che non venga tradita.

Sulle piattaforme però il film non ci sta e non conosco nessuno che ce l’abbia per farmelo prestare, mi sa che prima o poi mi tocca comprare il dvd, che fortunatamente è ancora in catalogo.

Qualche forumista l’ha visto?

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Grazie all’aiuto del King (Ghidora) ho potuto finalmente visionare questo film.

È un’opera molto personale, ci rientra dentro tutto l’immaginario di Diego Bianchi, tutto e le sue radici culturali ed il suo orizzonte politico.
Si parla di quartieri popolari, di lotta per la salvaguardia di un tessuto sociale autentico e verace che rischia di essere soppiantato dalle logiche capitalistiche di politicanti più sensibili ai risvolti economici di progetti di riqualificazione urbana che al valore della Roma del popolo, della dimensione umana dei quartieri che compongono la città.

Si parla di sezioni di partito di quartiere, di militanti disillusi, traditi, scorati o imbalsamati, chiavi di logiche e dinamiche ormai fuori dal tempo.
Si parla di giovani pieni di valori e di voglia di vivere ma anche di giovani che conducono un’esistenza vacua e omologata.

Si parla di pensiero critico vs preconcetti, luoghi comuni, qualunquismo, odio del diverso e pensiero unico.

È un film che se apprezzi Zoro e le sue modalità comunicative ti cattura; se invece non appartieni al novero di coloro che simpatizzano per lui, probabilmente la pellicola ti irrita o ti sembrerà scontata o superficiale, o poco significativa, o troppo partigiana.

A me in definitiva è piaciuta.