Baghdad Messi (Sahim Omar Kalifa, 2023)

Bel film davvero, tratto da un cortometraggio omonimo girato dal regista 11 anni prima, che fece incetta di premi in giro per il mondo.

La storia è quella di un bambino fanatico di calcio che, proprio mentre sta giocando a pallone per strada coi suoi amici, resta coinvolto in un conflitto a fuoco tra le forze di occupazione occidentali ed un manipolo di combattenti locali.

Il film è toccante perché riesce a raccontare dal punto di vista interno la vicenda di un bambino che resta amputato d una gamba, facendoci capire cosa egli può provare, quali possono essere i suoi desideri/rimorsi/recriminazioni e come egli viene percepito e considerato dalle persone che ha intorno a lui (famiglia/vicini di casa/compagni di giochi/estranei) in un contesto di estrema instabilità politico/religiosa e lotta armata, in cui esplosioni, scontri a fuoco e tragedie simili a questa sono all’ordine del giorno.

In più la pellicola riesce a dipingere in modo fresco e leggero, senza pesantezze didascaliche, il contesto sociale della Baghdad post-guerra, nella quale gli occidentali che dovrebbero garantire la pace sono invece un elemento di malcontento e la loro presenza scatena rappresaglie armate e genera odio; un odio che si aggiunge a quello fratricida ed apparentemente insanabile che già esiste in una popolazione divisa tra sciiti, sunniti e curdi, etnie separate da fratture insanabili, da cicatrici ancora sanguinanti, che continuamente vengono riaperte lacerando le carni della coesione sociale.

In tutto questo i bambini giocano a calcio, guardano i grandi club occidentali sfidarsi alla televisione e sognano di diventare dei calciatori forti come Messi e Ronaldo, passando tutte le loro giornate in strada a giocare a pallone tra le macerie.
E se sei stato amputato alla gamba è difficile accettare di punto in bianco che il tuo orizzonte non sarà più quello, perché effettivamente è difficile riporre speranze, desideri e sogni altrove, se vivi in un mondo devastato da 20 anni di guerre che non ti offre nessun’altra prospettiva concreta.

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