https://www.imdb.com/it/title/tt0337876
Anomalo il percorso artistico di questo regista, solo un pugno di lungometraggi nell’arco di 30 anni, intervallati da un sacco di videoclips (che sembrano essere il linguaggio che più gli interessa), spot e cortometraggi.
In questo suo secondo film per il cinema è già un autore solido e affermato e dirige una brava Nicole Kidman in un ruolo delicato e controverso. Sicuramente un autore a cui piacciono le scelte difficili, le sfide.
La storia è quella di una donna che perde il marito prematuramente e che una decina di anni dopo, quando finalmente si sente pronta a risposarsi e reiniziare una relazione con un uomo, deve confrontarsi con un bambino che afferma di essere la reincarnazione del coniuge defunto. All’inizio è irritata, ferita. Scaccia via il bambino. Ma poi questo torna, e torna ancora. E le racconta un sacco di cose su di lei, sul suo passato in comune col marito buonanima, cose che nessuno se non loro due può sapere. La donna lo accoglie in casa, nella propria intimità, con lo sgomento di parenti ed amici si convince veramente che il bimbo sia chi dice di essere, che sia la reincarnazione dell’uomo che ha amato. Ne nasce una promiscuità ambigua, una relazione anomala, lo svilupparsi di una sfera intima e affettiva tra un’adulta ed un bambino. Certe immagini sono difficili da guardare per lo spettatore, il film osa molto, sia a livello concettuale che a livello visivo.
Sarà proprio vero? Il bambino è chi dice di essere e ricorda realmente una vita passata? Ci troviamo di fronte a un caso di metempsicosi o ad un fenomeno di allucinata follia?