Tratto da una storia vera, è ambientato nella fine del 1800 in Africa. Durante la costruzione di un tratto di ponte di una ferrovia, decine di lavoratori vennero sbranati da due leoni assetati di sangue. Metafora della natura selvaggia che si ribella alla civilizzazione, la pellicola di Arch Oboler è un buon film di serie B, con un vigoroso Robert Stack (lo Stilwell di 1941) nei panni di un ingegnere che sconfiggerà le due fiere in un serrato finale tra le montagne, dopo che le due bestie hanno divorato un piccolo bambino del villaggio. La peculiarità del film è che è il primo della golden age del 3D, con un’ottima fotografia a colori e recentemente uscito negli USA in Blu-ray 3D, egregiamente restaurato dalla 3D Film Archive, i migliori del settore. La visione in 3D è sbalorditiva e catapulta lo spettatore nell’Africa del periodo.
Nel 1996 venne fatto un remake basato sulla stessa vicenda, Spiriti delle tenebre, di Stephen Hopkins con Val Kilmer e Michael Douglas, considerato poco riuscito. La sceneggiatura di William Goldman, secondo l’autore, fondeva l’epica di Lawrence D’Arabia con la minaccia invisibile de Lo Squalo, ma fu rovinata dalla pochezza del regista e dal subentrare come produttore e poi come attore, di Michael Douglas, che riscrisse il personaggio del cacciatore togliendone l’aura enigmatica. Il film comunque ha una produzione coi fiocchi, con ottime scenografie, una fotografia eccellente (Vilmos Zsigmond) e magnifici e invisibili leoni animatronici di Stan Winston.
