Calibro 9 (T. D'Angelo, 2020)

100 Milioni di euro spariscono in una frode telematica, il primo sospetto è un certo Fernando Piazza… un cognome che sembra pericolosamente familiare.

Eh si, è proprio il figlio di quell’ Ugo Piazza e nel cast c’è anche la Signora Nelly Borden (Barbara Bouchet), stiamo proprio parlando del proto-sequel di Milano Calibro 9, ne avevamo già parlato in forum, ma all’epoca era solo un ipotesi.
Prodotto da Gianluca Curti, figlio di Ermanno Curti, produttore di diversi film di Di Leo.
Il film ancora non l’ho visto, ma è stato presentato fuori concorso al Torino film Festival, chissà se @Tuchulcha lo vedrà in anteprima?

https://www.torinofilmfest.org/it/video-fuori-concorso/

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Alla fine potrebbe anche essere una stronzata ma posso dire che vedere le immagini al suono di Preludio mi ha fatto venire i brividi…?

P.S… “Commissario Valerio Di Leo”…

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Non lo vedrei neanche sotto tortura

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In uscita il 4 febbraio in digitale.

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Su Infinity :unamused:

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Non ho resistito e l’ho noleggiato, forse unico del forum vista l’assenza di commenti finora.
Ho letto tanti giudizi cattivissimi sul film basati prevalentemente sull’impossibilità di raggiungere l’originale. Io mi ci sono accostato semplicemente con curiosità e non con aspettative esagerate e questo credo che mi abbia dato lo sguardo giusto per vedere questo sequel.
Il film a mio avviso parte molto bene nella parte in cui vengono introdotti i personaggi e si mette in scena il tema centrale della vicenda, vale a dire il furto informatico di cento milioni di euro ad una famiglia dranghedista. Da un certo punto in poi però la narrazione si addormenta e la tensione cala decisamente per poi riprendersi alla fine quando il quadro si chiarirà con un mezzo colpo di scena.
Buona la prestazione degli attori con un Marco Bocci credibile nella parte di un Piazza 2.0. Forse un po’ sopra le righe il commissario senza scrupoli di Alessio Boni. Barbara Bouchet fa solo da souvenir e secondo me è stata anche doppiata male, con una voce troppo giovanile per l’anziana Nelly.
La regia di Toni d’Angelo mi è sembrata un po’ troppo “scolastica” (la scena del corriere di Milano che esce dalla metro e si trova, pensa te, al Duomo). Inoltre mi è sembrato tutto “pulitino” nonostante una certa dose di violenza.
La colonna sonora originale è sicuramente non memorabile, se poi arriva dopo aver sentito l’accenno di Preludio…
Alla fine però sono stato contento di averlo visto perchè ormai film di genere italiani come questo si contano sulla punta delle dita.
Segnalo un paio di clamorose sviste. La sovraimpressione ad un certo punto indica che siamo a Reggio Calabria mentre poco dopo Piazza entra a Stalettì, come indica il cartello preso a fucilate (ci sono stato, effettivamente il cartello è proprio così). Peccato che il paesino in questione si trova nel catanzarese. Inoltre sempre Piazza riceve un pizzino di carta da portare al processino della Santa Società. Prima di poterlo fare si deve gettare in acqua per sfuggire a dei killer, gli si sporcano gli abiti di sangue perchè gli sparano eppure il fogliettino viene consegnato come se fosse uscito in quel momento da una tipografia.

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