Calore nel ventre - Ta paidia ton louloudion (Omiros Efstratiadis, 1973)

come spesso accaduto per i thriller/polizieschi del regista greco, rimaneggiamento suino a partire dal titolo e probabili inserts e distribuzione nostrana tre anni dopo.

probabile, quasi certa, versione hard:

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Un triangolo estivo a Rodi, loro scapestrati, lei radiosa. Poi l’ex, criminale vero, esce dal gabbio e li coinvolge tutti nei suoi piani. Finale tragico come da tradizione.

45 minuti soporiferi, poi il regista si rammenta di saperci fare e via di inseguimenti e aggressioni, amplessi sulla spiaggia e suoni di armonica in riva al mare, trattative tese e gelosie appena celate, sparatorie “accidentali” e vendette “spietate”. Gradito bonus: altri flashbacks dai colori assurdi, ma questa volta più funzionali che in altre pellicole elleniche.

L’aspetto del cattivo ricorda un po’ Jamie Gillis, mentre la protagonista femminile Maya (interpretata dalla splendida Maria Vassiliou) ricalca un po’ la misteriosa bellezza della Parthenope sorrentiniana.

Tutto sommato, un altro apprezzabile tassello nella cinematografia di Efstratiadis.

Qualche immagine evocativa:


La noia iniziale interrotta da una scheggia impazzita stile Bergonzelli!

Si commenta da sola.

Un’incredibile transizione dopo una scena palpitante!

Rivalità maschile.

I famigerati flashbacks, in una delle tante tinte scelte chissà da chi.

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Lo so che non c’entra niente col film, ma le tinte rosa qualche volta venivano usate nel muto per le scene romantiche. Questa sequenza, invece, mi pare movimentata. Non ho capito se è in origine era già un hard.

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La versione che ho visto io era tutto tranne che hard, erotico abbastanza morigerato direi :grin:

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Allora delle due: O pesantemente insertato o una delle tante fregature che rifilavano agli ignari spettatori (film soft spacciati per hard).

In Italia è uscito soft, ma esiste anche una versione hard che pare duri circa 100 minuti.

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