Capriccio (T. Brass, 1987)

DVD:
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[i]Titolo: Capriccio
Regia: Tinto Brass
Anno: 1987

Paese: Italia
Durata: 98’
Cast: Francesca Dellera, Nicola Warren, Andy J. Forest, Luigi Lavezzi
Produzione: Filmauro[/i]

Immagino che parlare bene di questo film sia come farsi sparare a pallettoni di guano di piccione, però io lo annovero tra i Brass che ancora non svaccavano. Certo, è un film con tutti i topoi dell’estetica tpicamente brassiana, bisogna nutrire una certa “sensibilità” per l’argomento; c’è tutto il repertorio, le sue comparsate da voyer allupato, la donna seduta alla scrivania intenta a scrivere il diario delle sue emozioni, la pipì della protagonista, i deretani in primissimo piano, il tradimento come afrodisiaco matrimoniale, il voyeurismo, i dettagli ginecologici, eccetera.

E’ da Capriccio in poi che Brass dà un’accelerata al suo erotismo, spingendo sempre più verso l’hard, esplicitando con generosità anatomie e amplessi. Tuttavia ancora c’è un certo gusto. La messa in scena è spesso assai gradevole, come la festa alla Reggia di Caserta, gli arredi con specchi e impiantiti a fuga prospettica di linee optical, la caccia amorosa nel bosco tra la Dellera (puro burro) e Forest, a mo’ di quadretto “panico” (che ricorda un po’ quello che succede alla Fenech in Quel Gran Pezzo dell’Ubalda), o anche la festa paesana del patrono, che ha un che di felliniano (accentuato dalla comparsata della Biagini, molto volgarotta).

E’ uno dei Brass più curati ed eleganti visivamente. Già doppiata (da Giuppy Izzo, se rammento bene) e non ancora “gonfiata” (alle labbra e alle tette) la Dellera, notevole (e anche apprezzabile come attrice) la Warren (che fine ha fatto?!), sempre simpatico e azzeccato Forest. Un Brass, insomma, che ancora ci teneva alla sceneggiatura, e non solo alla… forma (anzi, FORME).
P.S. Più che buono tecnicamente il dvd Filmauro. Avessero messo una bella intervista all’autore, sarebbe stato ancora meglio…

Che io sappia non sarebbe proprio proprio la versione integrale del film, ma non ci sono termini di paragone perché non credo esistano altre edizioni nostrane, e anche a livello estero non trovo assolutamente nulla.