Chuck Steel: Night of the Trampires (Mike Mort, 2018)

https://www.imdb.com/it/title/tt4278346

Tutto nasce da questo roboante cortometraggio, realizzato da un eclettico animatore gallese che è riuscito a ramazzare i finanziamenti necessari per dare vita a un’opera totalmente fuori dagli schemi, Raging Balls of Steel Justice:

Una specie di versione revisited ed aggiornata di Killer Bean (su la mano chi se lo ricorda), in cui un machissimo eroe/vigilante sconfigge da solo un’orda di banditi armati fino ai denti.
Il corto intende calcare l’acceleratore al massimo sul versante dell’adrenalina, dell’umorismo macabro e politicamente scorretto e degli effettacci gore, dando vita a un prodotto davvero eccezionale ed unico nell’ambito dell’animazione indipendente.
Ciò che caratterizza l’opera però è anche la sbalorditiva qualità realizzativa. Mike Mort riesce a sfruttare al massimo le potenzialità delle moderne tecnologie di postproduzione, al punto che il film sembra un’animazione digitale che simula lo stile claymation, mentre invece si tratta di claymation vera e propria, boostata all’inverosimile e resa qualcosa di eccezionalmente innovativo.

Il successo è tale che Mike Mort riesce poi a realizzare un lungometraggio, Chuck Steel: Night of the Trampires, riprendendo il personaggio principale di Chuck Steel (supersbirro d’acciaio che estremizza le caratterizzazioni da macho dei vigilantes holliwoodiani alla Norris/Stallone/Van Damme) e tutti gli altri comprimari del corto, creando per ciascuno un background che prevede una storia personale ed un approfondimento psicologico.
Il lungometraggio è anche la modalità espressiva adatta per dare libero sfogo a una verve creativa improntata ancor di più all’eccesso ed all’esagerazione, calcando la mano ancor di più sugli elementi oltraggiosi, inverosimili e provocatori e soprattutto inserendo una roboante componente horror (i Trampires sono vampiri alcolizzati che si nutrono del sangue di gente che esce sbronza marcia dalle discoteche e dai ristoranti), che si concretizza in particolare in un esasperato e strabordante body melt estremamente creativo. E in effetti quale miglior strumento per mostrare corpi che si sciolgono, dilaniano, modificano, frantumano, liquefano, sventrano, eviscerano, trasformano, spatasciano, sbriciolano, decompongono, mostrificano (etc etc etc) dell’animazione con la plastilina?

Chuck Steel: Night of the Trampires è davvero ad un altro livello rispetto a qualsiasi altro prodotto simile io abbia visto. Adrenalinico, oltraggioso, divertente e debordante, ovviamente lo consiglio senza mezzi termini.

Una specie di incrocio tra Torrente, Braindead, Commando e decine di altri film che vengono evocati più o meno direttamente in questo diverissement postmoderno che si diletta a sovraccaricare i topoi cinematografici di riferimento fino a stravolgerli completamente in un tripudio di pallottole e budella.

PS: era proprio questo il film che intendevo vedere con @CUG e che un capriccio del destino (sottoforma di wormhole manifestatosi nella tasca superiore del mio zaino) ci ha impedito di gustarci in favore di Creators: the past
:exploding_head:

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Uscito quattro anni fa in br, in Gran Bretagna, per la Screenbound. Ovviamente ormai fuori catalogo. Da come lo descrivi, il film pare una bomba, una figata immane. Il genere di opera che, se la vedessi in sala, a fine proiezione sarei esaltato entusiasta e gasato al massimo. E ancora più ovviamente, si tratta di un prodotto totalmente inedito da noi…:face_holding_back_tears::confounded_face::grimacing::face_with_symbols_on_mouth:

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