https://www.imdb.com/it/title/tt4278346
Tutto nasce da questo roboante cortometraggio, realizzato da un eclettico animatore gallese che è riuscito a ramazzare i finanziamenti necessari per dare vita a un’opera totalmente fuori dagli schemi, Raging Balls of Steel Justice:
Una specie di versione revisited ed aggiornata di Killer Bean (su la mano chi se lo ricorda), in cui un machissimo eroe/vigilante sconfigge da solo un’orda di banditi armati fino ai denti.
Il corto intende calcare l’acceleratore al massimo sul versante dell’adrenalina, dell’umorismo macabro e politicamente scorretto e degli effettacci gore, dando vita a un prodotto davvero eccezionale ed unico nell’ambito dell’animazione indipendente.
Ciò che caratterizza l’opera però è anche la sbalorditiva qualità realizzativa. Mike Mort riesce a sfruttare al massimo le potenzialità delle moderne tecnologie di postproduzione, al punto che il film sembra un’animazione digitale che simula lo stile claymation, mentre invece si tratta di claymation vera e propria, boostata all’inverosimile e resa qualcosa di eccezionalmente innovativo.
Il successo è tale che Mike Mort riesce poi a realizzare un lungometraggio, Chuck Steel: Night of the Trampires, riprendendo il personaggio principale di Chuck Steel (supersbirro d’acciaio che estremizza le caratterizzazioni da macho dei vigilantes holliwoodiani alla Norris/Stallone/Van Damme) e tutti gli altri comprimari del corto, creando per ciascuno un background che prevede una storia personale ed un approfondimento psicologico.
Il lungometraggio è anche la modalità espressiva adatta per dare libero sfogo a una verve creativa improntata ancor di più all’eccesso ed all’esagerazione, calcando la mano ancor di più sugli elementi oltraggiosi, inverosimili e provocatori e soprattutto inserendo una roboante componente horror (i Trampires sono vampiri alcolizzati che si nutrono del sangue di gente che esce sbronza marcia dalle discoteche e dai ristoranti), che si concretizza in particolare in un esasperato e strabordante body melt estremamente creativo. E in effetti quale miglior strumento per mostrare corpi che si sciolgono, dilaniano, modificano, frantumano, liquefano, sventrano, eviscerano, trasformano, spatasciano, sbriciolano, decompongono, mostrificano (etc etc etc) dell’animazione con la plastilina?
Chuck Steel: Night of the Trampires è davvero ad un altro livello rispetto a qualsiasi altro prodotto simile io abbia visto. Adrenalinico, oltraggioso, divertente e debordante, ovviamente lo consiglio senza mezzi termini.
Una specie di incrocio tra Torrente, Braindead, Commando e decine di altri film che vengono evocati più o meno direttamente in questo diverissement postmoderno che si diletta a sovraccaricare i topoi cinematografici di riferimento fino a stravolgerli completamente in un tripudio di pallottole e budella.
PS: era proprio questo il film che intendevo vedere con @CUG e che un capriccio del destino (sottoforma di wormhole manifestatosi nella tasca superiore del mio zaino) ci ha impedito di gustarci in favore di Creators: the past
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