Cinderella 2000 (Al Adamson, 1977)

Una vera chicca, una pellicola deliberatamente assurda e delirante, mi stupisce che nessuno ne abbia parlato prima di me in questo covo di trashofili incalliti.

L’estetica è volutamente kitsch e pacchiana, con dei costumi futuribili in stile “Barbarella” che esasperano però l’elemento bizzarro ed eccentrico, in un tripudio sbarluccichii, pailettes, gommapiuma, elementi catarifrangenti e chi più ne ha più ne metta.

Il sesso è la tematica al centro della pellicola (in una società del futuro la libera fornicazione è vietata, un controllore che sta a capo del pianeta, tramite un cervellone elettronico, estrae a sorte i numeri dei fortunati cittadini che sono autorizzati a fare sesso) e, ça va sans dire, le scene di nudo o di copulazione sono onnipresenti e sovrabbondanti.
Non mancano elementi grotteschi e surreali, con trovate assurde in cui la ricerca della verosimiglianze è l’ultima delle preoccupazioni degli autori, a sottolineare l’intenzione di realizzare fondamentalmente una grande farsa e buttare tutto in caciara, come testimoniano le immagini seguenti:

La ciliegina sulla torta sono le canzoni, spiazzanti, inattese ed estremamente divertenti. Si tratta infatti di un musical, e tutti gli interpreti principali si producono in performaces canore degne di nota, cantando canzoncine (dai testi sempre incentrati su tematiche “piccanti”) tanto sciocche quanto orecchiabili.

A dare un’ultimo contributo all’improbabilità del tutto sono i dialoghi italiani, talvolta addirittura non coerenti col continuum cronologico, ma sempre sopra le righe e brillanti nel loro folle afflato goliardico.

Visto nel bel bluray proposto dalla label Filmotronik.

3 Mi Piace