Cold in July (Jim Mickle, 2014)


http://www.imdb.com/title/tt1179031/

Un gran bel thriller che, ho scoperto grazie alla segnalazione di un mio amico e, per puro caso in quanto stavamo parlando di “Miami Vice” e così è venuto fuori il nome di Don Johnson che è tra i protagonisti di questa pellicola (ed è ancora in grande forma!)… così poi, il passo è stato brevissimo ma, ritornando al film, come detto mi è veramente piaciuto perchè da una vicenda di difesa personale, poi si passa totalmente ad un altro argomento di cui non vi anticipo nulla, se non di vederlo: Il DVD è in uscita per la vendita il prossimo mese, se a qualcuno interessasse!!! :wink:

//youtu.be/UO63ccU6ce0

Preso tempo fa il br crucco, qualità eccellente. Son curioso di rivedermelo doppiato, ma in originale tutti rendono al meglio, specie Shepard con la sua parlata strascicata da redneck. Ottimo anche Hall in un personaggio remissivo e passivo (fino a un certo punto…), e UBERcool Don Johnson. Se altri registi lo useranno adeguatamente, si avvia a una bella “terza età attoriale” da gran caratterista…
P.S. A un certo punto i personaggi principali vanno in un drive-in dove proiettano “La notte dei morti viventi”. Ah, Lansdale…

Non male anche se ho preferito la prima parte alla seconda.
Hall continua a non convincermi per il semplice fatto che continua a fare tutte le faccine che gli ho visto fare ad nauseam in Six Feet Under e Dexter. Mi sembra un attore volenteroso e coraggioso ma, appunto, un po’ limitato.
Don Johnson invece è magnifico.

A me comunque questo Mickle sembra un po’ incapace, con tutto il rispetto. Questo il quarto film diretto da lui che vedo e in tutti e quattro ho notato in maniera decisamente evidente l’assenza di una mano forte e di una vera personalità registica.

Io invece una mano e uno stile ce li vedo, apprezzato sin dai tempi di Stakeland (ma mi aveva divertito pure il suo esordio, 'na roba con barboni mutanti trasformati in roditori di cui non rammento il titolo) e continua a piacermi. Fossero tutti così, i registi horror/ thriller attuali, ci metterei la firma. Decisamente ha colto lo spirito del bel romanzo di Lansdale; concordo sulla bravura di Don Johnson.

Bel noir, m’è piaciuto un sacco, specie la resa dei conti finale. Bel ritmo, bella storia (bello anche il libro), bella l’atmosfera, grandi johnson e shepard!

È scomparso due giorni fa (come Jeanne Moreau…), a 73 anni, Sam Shepard. Attore ma soprattutto drammaturgo di prim’ordine, aveva collaborato anche con Antonioni per “Zabriskie point”. La sua figura asciutta e solida, da cow-boy, venne sfruttata al meglio da registi come Altman, Philip Kaufman, Ridley Scott e Wenders. Ebbe due figli da Jessica Lange.

I film di questo regista continuano a non convincermi; non sapevo che fosse lo stesso di “Stake land” e “We are what we are”, eppure lo stato di tedio provato durante la visione si è rivelato il medesimo coi suoi predecessori. Incapacità a tenere alta la tensione per tutta la durata del film. Quindi se la prima parte poteva essere un preludio a fuochi d’artificio, la seconda si è rivelata piuttosto loffia e innocua. Sembrava di assistere ad uno di quei thriller anni ‘90 dai contenuti scabrosi ma solo superficialmente, giusto per scioccare un po’ lo spettatore ma tenendolo sempre su un binario rassicurante. Un prodotto commerciale.
In sostanza, non è un brutto film ma quelli belli sono altrove, sono quelli che ti trasmettono un coinvolgimento che non ho percepito se non parzialmente nella prima parte. Troppo netta la sterzata, col film che diventa qualcos’altro e che perde pesantemente di ritmo.