Come evitare i Bootleg?

Cercando sul web ho trovato questo articolo, in inglese: https://www.brentonfilm.com/articles/beware-of-pirates-how-to-avoid-bootleg-blu-rays-and-dvds-part-2 nel quale c’è una lista degli studio, dei vari paesi, che distribuiscono dei dvd a blu-ray illegali. Purtroppo in questa lista ci sono anche degli studio dei quali non pensavo mai che facessero delle edizioni illegali. Qualcuno ne sa di più? A questo punto, mi sembra quasi impossibile evitare quelli maledetti bootleg.

Tecnicamente solo un addetto ai lavori potrebbe saperlo, visto che l’utente difficilmente può essere al corrente di chi detiene i diritti del tal film e chi no. Però in altri topic qualche label nostrana, diciamo così “leggerina” in materia, è stata menzionata. Ovviamente sulla fondatezza di tali accuse non mi pronuncio, chi sa si assume la piena responsabilità delle proprie affermazioni.

Per fortuna ne è stata menzionata anche qualche straniera. Mi ricordo quando stavo per ordinare un’ edizione tedesca
de La via della droga e prima di farlo o dato un’occhiata al topic relativo dove ho scoperto che il dvd della NEW è un bootleg e alla fine non l’ho preso e purtroppo fino ad oggi non ho ancora visto quel film di castellari. Spero ancora in un’edizione legale.

Un altro dvd sospetto che purtroppo(?) avevo comprato, in tempi non sospetti, è stato un’edizione spagnola di Cadaveri eccelenti.

Grazie a Giorgio Brass ho evitato tante edizioni bootleg ma temo che nella mia colezione purtroppo ci sia qualche dvd illegale. Oltre a quel dvd spagnolo che ho già citato, di cui non sono sicuro, ho recentemente saputo che anche un’altro dvd che avevo comprato, sempre un’edizione spagnola, del film “You Can’t Win’em All” con Charles Bronson, è un bootleg anche quello.

Questo topic potrebbe essere d’aiuto di chi, come me vuole avere solo dischi legali, se gli adetti ai lavori facessero una lista di quelle label che sono illegali. Non so però se si può accusare una label, anche se ovviamente illegale, in un forum publico senza avere delle conseguenze legali.

Dalla lista che hanno inserito (fermandomi alle label nostrane) mi sembra abbiano messo nel calderone un po’ di tutto… in pratica ci sono pure CG e Terminal video perché, da quanto ho capito, pur curando solo la distribuzione di alcune delle label più discusse, dagli estensori dell’articolo sarebbero ritenute “complici” dei “bootlegari”.

Nell’articolo viene anche citata una label perché “edita spesso film in lingua originale”: ma che vorrebbe dire? Mi sembra che nel caso specifico molti dei film da loro editati non siano neanche mai usciti nei cinema nostrani.

Inoltre viene citata pure la Dania Film che non mi risulta essere una label di dvd bensì la casa di produzione di Luciano Martino, quindi che c’entra? Il logo della Dania era spesso sui dvd della AYP e della NoShame (che non erano etichette pirata - infatti per la NoShame viene anche rettificato, dopo che l’estensore dell’articolo l’aveva inserita nel calderone - perché le due label in questione pubblicarono molti film facenti parte del catalogo Dania), come sui dvd Federal video, che peraltro credo siano addirittura una emanazione diretta della Dania.

Per finire nella lista peraltro manca una label su cui abbiamo discusso un po’ tutti qui sopra, tra le prime forse etichettate in questo modo.

Giusto fare articoli sul tema così come combattere la pirateria, tuttavia l’estensore, oltre a bocciare qualsiasi proposta valida per arginare il fenomeno, arriva a dire pure che, qualora le major rendessero tutto il loro catalogo disponibile alla visione online in tutto il mondo, favorirebbero il lavoro dei “pirati”. E allora che facciamo? Se addirittura dice che le piattaforme “ufficiali” e con abbonamento rendono disponibili film “piratati”, presumo perché “ingannate” in qualche modo anch’esse, noi, a parte il fatto di non comprare più dvd (senza contare che in Italia ormai anche molti dei dischi ufficiali pubblicati dalle major sono fuori catalogo), quale altra possibilità avremmo per contrastare il fenomeno?

Io penso che piuttosto che vendere i diritti per ogni singolo paese, le major e i vari detentori dovrebbero mettere in piedi piattaforme in cui rendere disponibile l’intero loro catalogo a livello mondiale, con varia disponibilità di lingue e sottotitoli, proponendo varie modalità di fruizione, con fascia di prezzi differente, a partire dalla semplice visione istantanea, allo scaricamento o alla richiesta di copie su supporto fisico, ovviamente più costose. Tuttavia mi risulta che solamente la Disney stia pensando ad una propria piattaforma di questo tipo o magari con abbonamento. Le altre preferiscono, per fare maggiore profitto, vendere diritti alle singole piattaforme, magari anche per brevissimi periodi di tempo, che se si tratta di una serie tv composta da molte stagioni, diventa pure difficile riuscire a vedersela tutta prima che venga tolta dalla piattaforma! Che senso ha questa cosa? Per non parlare della spesso totale assenza di film e serie tv datate: su Sky cinema i pochissimi film “antichi” arrivano agli anni 60, tranne qualche eccezione di titoli storici ormai classici, che tutti conosciamo e abbiamo visto e rivisto.

Fino ad ora mi pare che per contrastare il fenomeno abbiano escogitato ben poco, al di là dei pessimi spot a volume altissimo e non skippabili appena inserito il dischetto nel lettore, mi vengono in mente solo sistemi di protezione facilmente scardinabili dagli hacker più scaltri oppure quella idiota suddivisione dei mercati per “regione 1,2,3,4 ecc” che secondo me non ha fatto altro che favorire la pirateria invece di contrastarla. Se invece facessero sempre uscire, quanto meno i titoli di maggior richiamo, nelle sale di tutto il mondo in una singola data specifica, magari rendendo disponibile subito anche il bluray, la pirateria dei film “nuovi” sarebbe più che dimezzata.

Peraltro negli ultimi anni alcune etichette, quanto meno a livello di cd musicali ma non so accade anche per i film, sia major che etichette più o meno grandi, hanno improvvisamente rimesso in commercio vecchi titoli dei loro cataloghi in versioni apparentemente come le originali ma che non sono altro che copie fisiche su cd-r di pessima qualità (quelli che sotto sono verde pallido), corredate da semplici foglietti con il numero delle tracce, spesso senza le note di copertina che erano presenti nell’edizione originaria. Il “bello” è che poi le mettono in vendita tramite i maggiori siti di vendita online, il più delle volte a prezzo non economicissimo e quasi sempre omettendo di specificare che si tratta di “copie on demand” su supporti consumer. Non è una sorta di “taroccamento” pure questo?

Concordo su tutto.
A proposito di label, che sia più realistica questa lista: https://www.hometheaterforum.com/community/posts/4285400/ ?

Non credo: ci sono solo 3 label italiane, mi sembra un po’ striminzita come lista… forse perché si riferiscono esclusivamente al catalogo di questa “Blackhawk film”…

Comunque in Italia quali label sono 100% illegali? Se non lo si può dire in pubblico, lo capisco, non c’è problema.

Oltre al fatto che non lo si può dire in pubblico… io credo che di alcune non ci sia neppure la certezza al 100%: se hai letto i commenti su quel sito un tizio, immagino italiano, faceva presente che una delle label in elenco aveva titoli in catalogo che aveva pubblicato solo lei, quindi magari in tal caso potrebbe esserci il beneficio del dubbio; oppure ne veniva citata un’altra che forse inizialmente aveva pubblicato più a cuor leggero ma poi invece si è messa in regola. Nel caso di titoli pubblicati contemporaneamente da più label, magari potrebbe essere un indizio maggiormente valido. Ma c’è da dire anche che di alcuni film non si sa neppure a chi appartengano i diritti, allora magari una label prova a pubblicarlo comunque rimandendo “a disposizione degli eventuali detentori dei diritti”, dicitura che si legge spesso nei libri con molte foto ad esempio, qualora l’editore non sia riuscito a risalire alla fonte…

Esistono ancora persone che si fanno scammare comprando dvd piratati nel 2019 ?

Oddio, sono a 2/3 della mia vita e se devo aspettare di morire per vedere certi film in maniera decente in lingua italiana (anzichè da tvrip vecchi di anni), acquisto anche queste edizioni, in attesa che un domani arrivi qualcosa di meglio. Non mi sento un criminale, pago e le compro su canali ufficiali, non alla bancarella di paese. L’importante è avere la consapevolezza di cosa si sta comprando. Evidentemente, dovrebbero essere organi preposti a vigilare su cosa arriva sul mercato in maniera del tutto regolare e sotto la luce del sole. Se poi escono edizioni ufficiali, ho sempre acquistato pure quelle. Ecco, se uscissero prima quelle, non esisterebbero i bootleg, ma evidentemente qualcuno non ha interesse a pubblicare certi film qui da noi.
E’ come con la musica: teoricamente avrei dovuto aspettare il 2018 (30 anni) per ascoltare su cd la discografia degli heavy load. Per anni hanno pubblicato bootleg a più non posso, venduti ovunque…ovviamente quando non c’era altro ho preso quelli. Ora hanno rimediato con edizioni ufficiali. Se c’è domanda e manca la risposta ufficiale, c’è sempre qualcuno che si insinua negli spazi vuoti. Naturalmente non dico che sia corretto.

Il punto è che parliamo di edizioni home video regolarmente distribuite, con tanto di bollino Siae. E’ ovvio che chi compra non è tenuto a sapere e a giustificarsi per l’acquisto, che in teoria anche una casa di solito in regola potrebbe fare la furbata di “rubare” un titolo e senza segnalazioni passerebbe inosservato. Del resto, le edizioni di questo tipo spesso mostrano incuria non da poco nella confezione e il collezionista preferisce sicuramente edizioni più locupletate, magari import. A meno che la logica sia “in circolazione trovi solo questo”. Poi oh, facessero chiudere i battenti a chi pirateggia in questa maniera spudorata non ci verserei una lacrima.

Visto che si parla più o meno esplicitamente della mia Penny Video, mi permetto di intervenire in prima persona, tanto non ho niente da nascondere.
Premetto che secondo me il dossier sulla pirateria di Brenton Film è un utilissimo contributo di giornalismo investigativo, sia per le spiegazioni generali che vengono fornite e sia perché l’autore si è preso il rischio di fare nomi e cognomi. Purtroppo però va detto anche che non mancano diversi abbagli, forse perché strada facendo è subentrata una certa (comprensibile) furia giustizialista. Come è stato già indicato, soprattutto per quanto riguarda la nebulosa situazione italiana ci sono diversi equivoci francamente ridicoli (la Dania avrebbe piratato in DVD i film che aveva prodotto negli anni '70?!). Con molta fatica, il mio socio Michele De Angelis qualche tempo fa è riuscito a far rettificare alcune informazioni palesemente diffamatorie sulla sua NoShame, ma purtroppo Brenton non risponde puntualmente alle mail e non è molto propenso ad aggiornare il sito.
La mia Penny Video è stata inserita (a mio avviso senza ragione) nella gray list durante l’ultimo aggiornamento di qualche mese fa, per cui già da marzo ho provveduto a inviare una dettagliata documentazione sul nostro operato, che a tutt’oggi non è stata però presa in considerazione dal gestore del sito (i vari messaggi che ho inviato su diverse piattaforme risultano tutti come “non letti”). Al di là del fastidio e degli eventuali danni di immagine collegati a questo errore, mi pare francamente un comportamento irresponsabile e poco corretto.
Non posso ovviamente postare online copie dei contratti riservati che abbiamo siglato con i vari produttori/autori dei film che distribuiamo, ma mi limito a riportare anche qui una manciata di testimonianze dirette che dovrebbero togliere ogni dubbio sul nostro modus operandi:

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Ma se li vendono in tutti i negozi(librerie, videoteche, e-shop) non è cosi difficile farsi scammare.

Aspe’, mica l’avevo letto l’elenco… che c’entra appunto la Opium Vision, che è rimasta una delle poche case italiane specializzate in “cinema bis” a pagare i diritti? In un altro topic i nomi delle label nostrane piratesche erano stati fatti e la Penny non c’entrava.


E ha ragione Steed, vedo menzionata qualche altra label a mio avviso incolpevole, o quantomeno con argomentazioni pretestuose. Cretini.

Dunque, una pagina internet del genere ha il suo perché e può essere molto utile, ma deve essere aggiornata costantemente (vedi quanto ha scritto Saimo per esempio) e le notizie andrebbero verificate bene.

Oddio, siamo di fronte ad una cospirazione allora.

Io pensavo che tutte o quasi tutte le label dell’elenco fossero incolpevoli ed è stato proprio per questo che ho creato questo thread, per chiarire le cose e perciò ringrazio te e Saimo per il vostro contributo.

Figurati, Saimo in quanto addetto ai lavori ne sa più di me. :slight_smile:

Piccolo gioiellino di film, tra l’altro :slight_smile:

Ciao!
C.

grazie