Consigli per musicista emergente

Canto, suono la chitarra e scrivo canzoni più o meno dall’età di 11 anni. Dal 2010 circa ho cominciato ad avere le mie prime esperienze formando gruppi con amici. Non riuscendo mai, peró, a trovare persone con le mie stesse ambizioni. Serate. Registrazioni. Tutto tempo perso. Questo fino al 2019 quando poi ho deciso di non dipendere più da nessuno e cominciare un percorso da solista. Ora, lasciando perdere l’ultimo anno e mezzo per ovvi motivi, il mio problema principale, da cui nasce questo post, è un altro. Abito in una piccola provincia di Napoli dove c’è il nulla assoluto. E anche negli anni scorsi, quando suonavo in giro con una certa frequenza, facevo una fatica enorme. Poi canto e scrivo in inglese, quindi ho avuto ed ho ancora più difficoltà, perché soldi per trasferirsi all’estero per ora non ce ne stanno. Ho quasi 28 anni e per la musica ho sacrificato tutto, soldi, possibilità, lavoro e anche vita sociale. Pur sentendo, citando Rocky, di saper fare solo quello, non sono riuscito fino ad ora a farne però una vera professione. Quello che vi chiedo, ovviamente, non è come si fa a fare successo suonando la chitarra, figuriamoci. Ma solo due parole che mi possano essere d’aiuto, se possibile. E qualche dritta, soprattutto da chi ha più esperienza di me. Sono molto affranto. Ed é lacerante vedere il tempo passare sapendo di star “buttando” via la propria vita. Grazie.

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Dubito tu possa diventare il Masayoshi Takanaka italiano dall’oggi al domani, però in un periodo come questo dove la vita e i rapporti sono basati sui social, un buon inizio è quello di aprirsi un canale youtube, instagram e mostrarsi al mondo, poi se ci sono le doti il resto vien da sè.

Non che ci si debba mettere in ridicolo come il mio idolo H.J. Freaks, ma se uno è un artista sarprà sicuramente come spiccare tra le masse, crearsi un personaggio, fare cover di un certo tipo, boh…

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Assolutamente impossibile ipotizzare un percorso senza sapere nulla di quel che fai.
Personalmente ho intrapreso una strada simile da ormai qualche anno: autarchia completa, mi son messo perfino a cantare che avevo trentotto anni, senza mai essermi avvicinato prima a un microfono. Non ho la voce di Thom Yorke, ma pace: non ho voglia di mettere le mie parole in bocca a qualcun altro né di mediare la direzione artistica delle mie cose con altri strumentisti.
Quello che dice SWAT è indubitabilmente vero, ragione per cui sono pressoché fermo al palo. Ma un’altra delle cose che non ho la voglia né la capacità di fare è quella di trasformarmi da musicista in social media manager.

Posso chiederti perché? L’ho fatto da giovane, ma col tempo ho preferito eliminare il filtro che inevitabilmente si crea scrivendo in una lingua diversa dalla mia.

Se la tua è un’urgenza espressiva non stai buttando via nulla: è una cosa che si fa a prescindere dai riscontri e da risultati economici al cui confronto i conti dell’Inter sono rosei.

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Scusate, dall’alto della mia ignoranza nel campo musicale, ma suonare dal vivo per strada, nelle metropolitane in piazza? Tanti cominciano così…ho visto dei fenomeni in giro fare parecchi soldini nelle custodie dei propri strumenti.

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Eh, Max, senza capire che tipo di musica faccia diventa complesso rispondere.
Un discorso è se fai roba chitarra e voce, un altro se suoni più strumenti sovraincidendo e/o fai uso di elettronica.
Oltre al fatto che alzare due lire facendo il busker è possibile a Roma o Milano, ma dubito lo sia nella provincia di Napoli.

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Il genere che faccio non saprei descriverlo con precisione. Penso si possa però categorizzare a grandi linee come pop rock. Ovviamente in acustico, voce e chitarra soltanto. Scrivo in inglese perché sono cresciuto con la musica cantata in questa lingua. Poi mi è sempre piaciuto, infatti a scuola era l’unica materia in cui eccellevo. Ho anche scritto tanti brani in italiano ma ho scelto l’inglese come lingua principale delle mie canzoni. Volendo, se serve, posso poi fare qualche registrazione. ll busking è qualcosa che ho sperimentato per un po’ qualche anno fa, anche con un certo entusiasmo iniziale. Però l’ho poi abbandonato, perché “musicalmente” non mi dava nessuna soddisfazione. Il palco, piccolo che sia, è un’altra cosa. Per i social dovrei prenderci la mano, perché non li amo molto ed uso solo Twitter, pur aprendolo comunque di rado. Ho certamente in passato creato account YouTube per le band in cui suonavo, anche se, come l’utente sopra, nemmeno io mi sono mai sentito tanto a mio agio nel cercare di pubblicizzarmi. Per quanto riguarda il pubblico e l’urgenza del creare, sono molto felice ogni volta che compongo un nuovo brano, anche perché essendo molto timido e di poche parole, lo scrivere è da sempre per me un modo diverso per tirare fuori le emozioni ed i pensieri. Non sogno che milioni di persone imparino i miei testi a memoria, però, allo stesso tempo, mi piacerebbe cantare i miei pezzi per più persone possibili, perché credo che il senso sia anche un po’ quello. A cosa serve fare un film e tenerselo per sé stessi? Comunque grazie per i messaggi…

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Oppure passi al lato oscuro:

i talent show

Eh, magari potresti lavorare con una DAW. Non per mantenere necessariamente dei suoni digitali, ma per costruire degli arrangiamenti. Scheletro acustico + melodia vocale è solo la base di una canzone, se vuoi far tutto da solo bisogna che cominci a lavorare su qualcosa di più strutturato.
A meno che tu non sia un novello Nick Drake - ma siamo nel 2021 e non nel 1967, non so quanto spazio potrebbe esserci per una proposta di quel tipo.

Comunque in bocca al lupo!

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organizzo concerti dal 96 e lasciati dire che praticamente nessun direttore artistico (anche solo di pub) ha veramente voglia di ascoltare quello che proponi
Anche io ti consiglio di registrare qualche video e metterlo sui social, meglio se ha qualcosa di visivo che attira…la musica in sè ormai non se la fila più nessuno

Secondariamente andare a bussare a tutte, ma proprio tutte, le porte possibili, ma aspettati un sacco di porte chiuse in faccia (più o meno gentilmente)

Dispiace dirlo, ma in italia vige una certa mafia. La cosa migliore che puoi fare è farti amico qualcuno di una band che abbia già un minimo di giro e che ti faccia fare da spalla a loro, oltre a presentarti amici in altre band o locali, centri sociali ed ogni buco in cui sai che si suona
E’ brutto, ma va tutto a conoscenze. Specie in questa fase in cui la musica dal vivo (specie per le band che propongono pezzi propri) è ai minimi storici come interesse (a meno che tu non sia un rapper) sia a livello di pubblico e, di rimando, da parte di chi organizza.
Anche la qualità non paga più, a meno che tu non abbia il culo di finire la sera giusta su palco giusto davanti ad un pubblico selezionatissimo di amanti della musica
A quasi nessuno (anche a coloro che ascoltano tanta musica) interessa andare a sentire un signor nessuno a scatola chiusa. La gente vuole cantare (pezzi che già conosce) o, se può, ballare
Se tu avessi una band almeno avresti il supporto di altre persone e anche a livello musicale credo che, se fai davvero punk rock, avresti anche più tiro per fare colpo su un eventuale pubblico
Quindi, in definitiva,. devi tirar fuori la faccia da culo e farti degli amici e inserirti in qualche giro

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Ho spesso riflettuto in passato su molte delle cose da te menzionate in questo post, man mano che l’innocenza faceva sempre più posto alla disillusione. Grazie mille però per queste tue parole, cercherò di farne tesoro. Sono molto crude ma per questo le apprezzo ancora di più. E grazie anche agli altri, spero di portarvi buone nuove per il futuro. W la musica…

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