Contact (Robert Zemeckis, 1997)

Questo film alla fine non è certo un granché (anzi, io lo trovai trascurabile e noiosetto) ma ha una scena che considero straordinaria.
Parlo della scena che mostro nel video qui sotto (con il commentary di Zemeckis che spiega il trucco) e che è un esempio perfetto di come dovrebbero essere usati gli effetti digitali e di post produzione.
Ripeto, il film è quello che è (ma lo si può anche guardare) però questa scena è da spellarsi le mani dagli applausi.

Ecco il video (la sequenza in questione è ovviamente quella che parte dal minuto 1.18.
Non è uno spoiler, è una scena che si vede nella prima parte del film.

Io invece lo trovo notevole, specie per la capacità di messa in scena. Non lo riguardo da anni, ma ricordo ancora tutto il gioco di transizioni che c’è nel prologo (montato come una sorta di botta e risposta fra scene a distanza di anni), o la scena in piano-sequenza con la Foster che arriva all’antenna.

Beh, ma a livello di messa in scena e di mera tecnica direi che non si discute.

Lo trovai loffio (e, ripeto, noioso) a livello di storia anche perché poi ricordo che tutto si trasformava una specie di pippone new age dove lei alla fine incontrava il padre morto al posto degli alieni.

Magari dovrei dargli un’altra possibilità ma dubito che cambierei idea, ricordo troppo bene la parte finale che mi diede la classica mazzata.

Praticamente d’accordo con Giorgio: tecnicamente sensazionale, e la Foster è talmente brava e convincente che rende la visione comunque obbligatoria, ma le implicazioni sociologiche (rompono i coglioni un pò tutti alla protagonista, in quanto si dichiara NON credente: minchia, pare un crimine da pena di morte immediata, negli States! E poi parlano di “freedom of speech”, fottuti bigottoni ipocriti…) e misticheggianti (sapore di New Age, appunto, e la figura di Matthew Mc Conaughey -attore che tante altre volte mi è piaciuto- è sostanzialmente irritante e inutile) danno un retrogusto poco gradevole al tutto. Tra i peggiori Zemeckis, per quanto mi riguarda…

pur essendo un grande fan di Zemeckis (i primi film, quelli scritti insieme a Bob Gale: I wanna hold your hand, used cars, Ritorno al futuro, l’episodio di Storie Incredibili, ecc.) non ho mai avuto occasione di vedere Contact…questa sequenza è davvero eccezionale!
Credo, però, che la voce del commentary durante la scena non sia quella di Zemeckis.

Hai ragione, ho appena controllato sul dvd.
Il dvd contiene 3 commentary e quello che spiega bene l’effetto (quello del video di youtube, quindi) è dei due tecnici degli effetti speciali.
Zemeckis nel suo commentary non spiega granché dell’effetto.

Molto bella la sequenza, del resto Zemeckis è sempre stato un autore capace di utilizzare al meglio la tecnologia (o magia) dei VFX per creare una sua poetica personale, come dimostra dall’inizio alla fine Forrest Gump, e non solo quello.

la mia puntalizzazione è ai limiti della pedanteria e nasce solo dal fatto che ormai la voce di Zemeckis (come quella di Landis) mi suona familiare, tante volte l’ho sentita tra commentary, interviste e speciali…
Tornando a Zemeckis, riguardo (e a conferma) del suo uso pioneristico della tecnologia, vorrei segnalare l’episodio YOU, MURDERER (1995) che diresse per la (sua) serie Tales from the Crypt: fu uno dei primi esperimenti di uso della CGI per innestare digitalmente famose star scomparse in un nuovo film, in questo caso Humphrey Bogart.
Da wikipedia:
The episode “You, Murderer” (1995) is particularly noteworthy since it was one of the first shows ever filmed that used computer effects to digitally insert actors into an episode. The episode was directed by series producer Robert Zemeckis, who had recently directed Forrest Gump which utilized these effects. Alfred Hitchcock appeared in a cameo at the beginning of the episode, and Humphrey Bogart played the starring role for this story. Because both men had been dead for decades, their appearances made the episode very well known amongst fans. This episode was also notable for Isabella Rossellini’s guest appearance in which she parodies her lookalike mother, Ingrid Bergman, for the first (and only) time.

Un film ambizioso ma solo parzialmente riuscito. Alcune cose sono belle, ma la storia non appassiona. Non c’è un vero “cattivo” (dovrebbe essere uno tra Tom Skerritt e James Woods, ma hanno ruoli minimi). McCounaghey poi come santone laureato in teologia fa ridere i polli. Anche la love story tra lui e la Foster è improbabile ed appiccicata con lo sputo al resto della storia tanto per poter infilare nel trailer una scopata.

Qua e là si intuisce il filmone che avrebbe potuto venir fuori, anche dato l’argomento di partenza, molto molto affascinante.

Il dvd italiano, quando parla Clinton, non prevede doppiaggio. Sa la madonna perché, ma si passa all’inglese e senza sottotitoli.

Non so se sia corretto, ma presumo sia questa la scena a cui si riferiva Brass: