Death and the Maiden - La Morte e la Fanciulla (R. Polanski, 1994)


http://www.imdb.com/title/tt0109579/

Forse di tutti i film di Polanski è il meno considerato e il più sottovalutato ed è un gran peccato visto che è sicuramente tra le cose più belle che abbia mai girato.
È un incredibile kammerspiel (tratto peraltro da una pièce teatrale) che in una notte sola racconta la storia di una generazione distrutta, quelle dei ragazzi vittime delle dittature sudamericane degli anni '70.
Non viene detto dov’è ambientato, si parla solo di un paese del Sud America e va bene così anche perché in questo modo il dramma raccontato diventa universale e i suoi personaggi vanno al di là dei nomi che portano.

È la storia di una donna che è stata imprigionata da ragazza durante la dittatura e per un periodo di due settimane è stata in balia di aguzzini senza nome e senza volto (lei era sempre bendata) che l’hanno sottoposta a torture e umiliazioni di ogni tipo. Nei suoi ricordi rimane soprattutto “il dottore”, un uomo che la stuprava ascoltando “La Morte e La Fanciulla” di Schubert.
Quando crede di aver riconosciuto l’uomo (portato a casa casualmente dal marito in una notte di tempesta) decide di processarlo a modo suo e di farlo confessare.

I tre attori sono davvero superlativi, fanno quasi a gara a chi è più bravo. Sigourney Weaver è sicuramente alla sua migliore interpretazione e il suo personaggio è assolutamente indimenticabile con la sua voglia di vendetta e il suo contorto - ma comprensibile - concetto di giustizia, Ben Kingsley è perfetto nella sua ambiguità di presunto torturatore e Stuart Wilson tiene testa ad entrambi nel ruolo del marito della donna, travolto dagli eventi e dal ruolo politico che ricopre.
Non si vede nulla delle torture, non ci sono flashback che mostrano le atrocità. Tutto viene raccontato dalla Weaver in maniera incredibilmente intensa (complici anche i piani sequenza senza controcampi) con dettagli al limite del sopportabile.

Un grandissimo film con una splendida fotografia di Tonino Delli Colli e un uso disturbante della musica di Schubert.
Ne consiglio a tutti la visione o la re-visione, film capolavoro.

Ho il dvd francese, essenziale ma di buona qualità.