Desconocido - Resa dei conti (D. De La Torre, 2015)

Lo stressato Carlos, un benestante bancario qualunque, si appresta ad accompagnare i figli a scuola, questa mattina tocca a lui, una giornata come tante, con la trascurabile eccezione che una telefonata anonima gli spoilera la presenza di una bomba nell’auto… sarà una lunghissima giornata.

La percentuale di cinema iberico su netflix si fa ogni giorno più imponente, questo “Numero Sconosciuto” (ci voleva tanto a chiamarlo così?) parte decisamente bene, con la giusta dose di tensione poi piano piano crolla tutto manco fosse una partita di jenga.
Peccato, la seconda parte rovina veramente il film, senza spoilerare nulla dategli comunque un’ opportunità, l’ottimo cast lo rende comunque godibile.

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L’ho visto principalmente per la presenza del mitico Luis “Pep” Tosar, interprete di tanti ottimi film, e per la prima mezz’ora è veramente accattivante. Poi però si sfilaccia, si ingarbuglia, si siede, si affloscia per arrivare a un finale non soddisfacente, almeno per i miei gusti.

Peccato perché comunque è girato bene e il trio di interpreti principali (l’uomo i due figli) è molto bravo. Manca però una sceneggiatura capace di mantenere le ottime premesse iniziali.

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Visto sabato sera
Concordo quasi in toto con gli esimi giudizi qua sopra.
Quasi perchè, nonostante la parabola dell’efficacia sia senza dubbio discendente (ma era possibile tenere la tensione alta alla stessa maniera per tutta la durata?) quello che per me scade veramente di qualità sono gli ultimi 10’ circa, ovvero dalla fuga dalla piazza

Quello che mi ha veramente smaronato è il finale. Perchè metterci un lieto fine?..secondo me il protagonista sarebbe dovuto in qualche maniera morire insieme all’antagonista, se non altro per completare la sua parabola di apparente “espiazione” dall’essere stato realmente uno spietato inculatore di risparmiatori inetti.
Anche dal punto di vista drammaturgico l’avrei visto molto meglio.
Invece hanno deciso codardamente di inserire il finalino rassicurante (oltre che terribilmente irrealistico…sopravvivere in acqua ad un esplosione così vicina, con solo uno svenimento??), manco fosse una pellicola hollywodiana.
Se l’intento del film era anche quello di denunciare un certo modo di fare delle banche, che purtroppo è prassi, inserendo quel lieto fine tale intento è stato completamente depotenziato, secondo me. E non basta certo il siparietto finale con il rifiuto del protagonista di tornare in quell’ambiente.

Ottima anche l’ambientazione, La Coruna, molto evocativa soprattutto se siete stati da quelle parti

Ciò detto, rimane comunque un ottimo film che merita pienamente la visione, e dimostra una volta di più di come sia possibile fare buon cinema di un certo genere al di fuori dei soliti ambienti anglosassoni (o asiatici), sfruttando delle buone idee e degli attori capaci.
Il confronto è ovviamente col povero cinema italiota, il cui mainstream fatto di povertà di idee, scarsissimo coraggio ed attori raccomandati perlopiù inadeguati…ed è assolutamente impietoso per quanto mi riguarda.
Speriamo solo che l’ondata di creatività che in Spagna è riuscita ad emergere, grazie soprattutto ai soldi di Netflix, possa arrivare anche da noi anche se con qualche anno di ritardo.

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