Di nuovo tante scuse ( Romolo Siena 1975)

Squadra vincente, non si cambia

Quando il 13 dicembre 1975 andò in onda la prima puntata sul Programma Nazionale, i telespettatori di ritrovarono davanti il seguito dello show dell’anno precedente fu la definitiva consacrazione di una formula televisiva rivoluzionaria: il famoso meta-varietà.
Scritto sempre dal trio Vianello insieme a Terzoli e Vaime, diretto con la solita maestria da Romolo Siena, lo show aveva nuovamente distrutto i meccanismi della televisione dell’epoca, offrendo e regalando dinamiche surreali che anticipavano di decenni la comicità contemporanea ad un Italia ancora troppo “abbottonata e bacchettona”
Andato in onda per otto puntate fino al 31 gennaio 1976, lo show si apriva e si chiudeva ironicamente con le “tante scuse” che i due conduttori rivolgevano al pubblico per non averlo saputo divertire abbastanza. Ovviamente, l’effetto fu l’opposto: lo show registrò indici di gradimento altissimi, vicini ai 20 milioni di telespettatori a puntata (e c’è gente che disprezza questi spettacoli del passato e preferisce i reality pomeridiani e non…mah)
Molti telespettatori seguivano con interesse quei fuori onda (molti hanno abboccato credendo che erano veri), ha insegnato agli italiani a ridere su cosa poteva accadere e capire cosa c’era realmente dietro un classico varietà fatto di grandi orchestre ed orchestrali, di paillettes e scale illuminate e lustrini e lo ha smontato pezzo per pezzo, dimostrando che l’ironia più colta è quella che non risparmiava nessuno, a partire dai nostri protagonisti.
All’interno del programma non mancavano gli ospiti nazionali e internazionali.
Raimondo annunciava spesso con grande enfasi l’arrivo sul palco delle star di primissimo piano, icone di Hollywood a grandi registi europei .
Che burlone: per colpa delle interruzioni continue del capoclaque, di problemi tecnici inventati dal regista Romolo Siena, dai cameraman e dagli assistenti di studio o dei capricci (a volte veramente pallosi) di Sandra, il super ospite (spesso un cantante “de casa nostra” non riusciva mai a esibirsi in modo prestabilito).
La forza innovativa è stata principalmente l’autoironia.
Mettendo in scena i propri finti fallimenti, le gelosie professionali e i bisticci coniugali, Mondaini e Vianello avevano creato un tipo di format inossidabile.
Le sigle d’apertura e chiusura non erano semplici intermezzi, ma veri e propri segmenti narrativi che riflettevano perfettamente l’estetica pop e l’ironia graffiante della coppia Mondaini-Vianello.
La sigla d’apertura Piru pirulì è stata scritta da Carla Vistarini, Italo Terzoli, Enrico Vaime con la musica di Marcello De Martino, ed è rimasta impressa nell’immaginario collettivo italiano spesso scambiata erroneamente dal pubblico con il titolo Noi… no! e si distingueva per un’avveniristica, come accadde per l’anno precedente, fusione tra la realtà e animazione
Sandra e Raimondo si muovevano e interagivano all’interno di un universo fatto di cartoni animati curati stavolta da Sandro Lodolo, storico creatore delle sigle di TV7, Sapere, Prima visione, Rischiatutto nonché i fratelli minori di Carosello: Tic-Tac, Break, Do-re-mi e Arcobaleno
Per il congedo dal pubblico, l’atmosfera si faceva più romantica ma anche più ironica e noir.
Sandra e Raimondo si vedevano da lontano in un prato e iniziavano a corrersi incontro al rallentatore (slow motion), a braccia aperte, simulando una scena d’amore romanticissima.
Più si avvicinavano più quella volpe di Raimondo stava per mettere in atto un vero e proprio sabotaggio nei confronti di Sandra.
All’ultimo secondo, a pochi metri dall’incontro, Raimondo con uno stratagemma drastico e surreale la evitava o la neutralizzava dimostrando cinicamente un carattere spietato e indifferente, il pubblico si divertiva stando dalla sua parte, un pò meno per Sandra: ma si sa, era tutto rigorosamente finto.
La canzone Coriandoli su di noi venne affidata nuovamente ai Ricchi e Poveri su testo scritto sempre dalla Vistarini, dagli autori del programma e dal Maestro De Martino.
Con la conclusione del varietá, diremo addio a quel modello di varietà comico garbato e domestico(credo che lo ritroveremo 2 anni più tardi sempre grazie a loro nello show Noi no, e poi, il nulla).
L’altalena di battute affilate, silenzi eloquenti e surreali, l’ eleganza di Vianello, in perfetto contrasto con la vivacità della Mondaini, aveva rivoluzionato (in bene) il linguaggio umoristico della televisione italiana.
Chapeau





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Il registro era lo stesso della precedente edizione e quindi irresistibile.
Per quanto però riguarda la sigla finale a mio avviso siano su livelli superiori, sia come brano che come scenetta. È rimasta nell’immaginario di molti. Persino Mastandrea e la Cortellesi l’hanno omaggiata cosi:

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Senza dubbio, ecco perché nel post avevo accennato all’inizio…Squadra vincente, non si cambia.
Non ho contato Mastrandrea e la Cortellesi così come l’imitatore Claudio Lauretta e la moglie che solo pochi giorni fa hanno omaggiato Raimondo e Sandra, per lasciare ancora vivo il ricordo di noi bambini degli anni 70, di quel fascino di come vedevamo quel programma in bianco e nero, credo uno dei pochi che potevamo vedere per intero, senza andare a dormire presto, dopo Carosello…:wink:

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