Diabolikal Super Kriminal

In America sta uscendo (per la prima volta in inglese) la serie del fotoromanzo nero KILLING. Alcuni miei amici residenti a New York mi hanno detto di una nuova KILLING-MANIA che piano piano sta invadendo i negozi di merchandise, fumetti e angoli di strade con adesivi, felpe magliette ecc… Come al solito in Italia molti non sanno neanche dell’esistenza di Killing.
In questo sito: http://themaskofdeath.blogspot.com/2006_06_01_themaskofdeath_archive.html
si parla tra l’altro di un film-documentario diretto da un regista italiano che si firma “SS-Sunda”…

Si, conosco il ragazzo che lo sta realizzando… Anche lui mi raccontava che in usa è scoppiata una vera e propria moda, una mania che ruota intorno alla rediviva figura di killing!

Per quel che riguarda il documentario, mi pare che abbiano da poco fatto l’ultima intervista, ora mancano alcune cosette da girare e poi il montaggio. Comunque da quanto ne so, hanno fatto un lavoro davvero fatto bene, intervistando tutte le possibili figure professionali che ruotavano attorno a killing, dagli attori che interpretavano i fotoromanzi all’ultimo degli elettricisti presenti sul set!

Ho contattato il tipo, che tra l’altro è il regista di FLESH DOLLS OPERETTA…

Si si esatto è proprio lui, è molto in gamba!

Visto ieri sera, per la prima volta, nel dvd pubblicato da Cinekult insieme a Satanik.
Documentario ben fatto, che ripercorre la storia del mitico foto-noir Killing andando ad intervistare vari personaggi (noti e meno noti) che a vario titolo hanno collaborato nella sua realizzazione.
Eccone alcuni:
Gabriella Giorgelli

Inizialmente ricorda poco, ma poi-sfogliando vari numeri di Killing ricorda e si meraviglia di fronte alla “cinematograficità” di queste fotostorie.

Paul Muller

Erna Schurer

Altri personaggi intervistati: Rico Boido (Rick Boyd), Vito Fornari (il “Tarzan italiano”), John Benedy, Corrado Farina, Romano Scavolini, Giancarlo Borelli (figlio del regista di Killing, Rosario Borelli).

Altri invece, tra cui George Hilton, Regina Seiffert, Carlo Rambaldi (il disegnatore della prima tuta di Killing) e Luciana Paoli, non hanno gradito rilasciare interviste, così come viene rimarcato nei titoli finali.

Il documentario è stato dedicato proprio a Luciana Paoli (http://francescapaolucci.blogspot.com/2010/06/screen-legends-gallery-143-luciana.html), bellissima attrice che ha interpretato il ruolo di Dana, la donna di Killing.

Essendo un lettore-collezionista di Kriminal, Satanik, e di quasi tutti i neri anni 60, non potevo fare a meno di iniziare a collezionare anche i numeri di Killing.
In questi giorni sto leggendo il n.25, “Requiem per una sadica”, di cui vi posto un paio di immagini.


Ovviamente, senza il genio di Max Bunker, con il suo Kriminal, Killing non sarebbe mai nato.

Nel Mucchio di questo mese c’e’ un’intervista a SS-Sunda. Parla anche del documentario su Killing, e il succo e’ che tolti Corrado Farina e qualche altro, ha intervistato una manica di megalomani che credevano di aver partecipato a chissa’ qualche opera rivoluzionaria. E che ha preso per il culo loro e gli spettatori del documentario facendogli bere un mucchio di stronzate.

Ma spiega anche il senso della sua operazione? Se non gliene importava nulla perché lo ha girato?

Mi pare dica qualcosa a riguardo, vedo se domani sera riesco a tornare in biblioteca e riprendere l’articolo.

Ho riletto l’intervista. Praticamente l’ha fatto perche’ in quel momento poteva fare solo un documentario; dovendo scegliere, ha optato per Killing, suo mito d’infanzia. Dice poi che in generale i documentari non rappresentano affatto la realta’ come vorrebbero fare, perche’ l’intervento e le intenzioni del regista sul prodotto finale sono determinanti, quindi e’ sempre un suo punto di vista quello che viene proposto. Poi come avevo scritto dice di aver intervistato in gran parte gente convinta di aver partecipato a qualcosa di rivoluzionario che in realta’, linguaggio a parte, non lo era affatto: era semplicemente un prodotto per borghesi fissati con la morbosita’ e l’erotismo deviati.

1 Mi Piace