Un bel film che tratta in modo esaustivo ma anche leggero la tematica dell’autismo in età adulta. Seguiamo la vicenda di una trentenne che, nel corso di alcune ricerche che deve svolgere per il giornale per cui lavora, si rende conto di avere molte delle peculiarità che caratterizzano le persone autistiche. All’inizio spaventata, si avvicina poi ad una associazione che si occupa di questa realtà, approfondisce, si informa, conosce, fino ad arrivare a farsi fare una diagnosi da una neuropsichiatra. Finalmente comprende il perché di molte delle difficoltà che si è trovata ad affrontare durante la sua esistenza, il perché di tutte quelle piccole cose che la rendevano diversa dalle persone intorno a lei e che le rendevano così faticoso integrarsi nelle modalità relazionali, nello stile di vita, nei ritmi che quotidianamente caratterizzano il mondo intorno a lei.
Di pari passo con la sua presa di coscienza assistiamo alle difficoltà che hanno a comprendere ed accettare questo suo “nuovo” status le persone che le vogliono bene e che con lei interagiscono ogni giorno: la madre, il compagno (con cui la relazione è sempre stata molto complicata e burrascosa), i colleghi. Al tempo stesso però si evidenzia come, una volta che si hanno gli strumenti per conoscere e capire, per tutti quanti diventa più semplice accettare.
Un buon film, che ha il merito di abbordare con coraggio una tematica che difficilmente viene messa sotto i riflettori, di cui spesso non si parla molto in quanto risulta tutt’ora “scomoda” nella nostra società.