Dizionario Stracult di Marco Giusti

Ho sempre avuto diffidenza nel libro di Giusti. In passato mi sono sempre trattenuto dall’acquistarlo complice anche il prezzo alto. Sfogliandolo mi dava l’aria di un libro superficiale che cavalcava l’onda del revivalismo del cinema di genere o cinema “trash” secondo gli autorevoli giornalisti che bazzicano in tv. Poi ho detto vabbò amen cediamo alla tentazione. Ora che è in mio possesso ribadisco quelle che erano le mie sensazioni. Superficiale, non esaustivo; propende per il cinema di genere ma poi vi si trovano sparsi (non so ancora bene con quale criterio ma cercherò di capirlo leggendo) film di Visconti, Bellocchio ecc. Si fa uso e abuso del termine trash, trashissimo, cultissimo e tante altre amenità verbali che piacciono ai ggiovani ma farebbero scattare Moretti e non solo con un “Ma come parla? Le parole sono importanti!” Non discuto l’amore di Giusti per il nostro glorioso cinema ma un po’ più di professionalità non avrebbe guastato. Inoltre per quanto riguarda l’aspetto “filologico” delle pellicole si fa un uso massiccio di materiale tratto da Nocturno e Delirium sopratutto ma anche Cine '70 non aggiungendo nulla di nuovo quindi a chi come noi già fa uso di queste riviste. Se non altro ha il pregio di essere una guida utile e a portata di mano: una specie di imdb del cinema di genere di immediata consultazione. Chi ce l’ha che ne pensa?

Io ce l’ho, e devo dire che è molto utile per chi è alle prime armi…cioè più o meno la situazione in cui mi trovavo io quando lo comprai (“naziporno?? e che è?” pensai)…col passare del tempo l’ho accantonato. In ogni caso la passione quasi ossessiva del Giusti per il nostro cinema mi ha sempre turbato…

Io ce l’ho ma lo consulto solo a visione ultimata perchè una delle sue caratteristiche è quella di svelare assassini, trame e finali di ogni film.

Verissimo. Ecco un’altra cosa irritante che dimenticavo.

…è uno sport assai diffuso questo!

A me è sempre risultato utile, il suo dizionario. E’ vero che talvolta svela i finali anche perché pare che siano le sole cose che in alcuni casi ricorda, ma va detto che la quantità di film italiani di genere inseriti è rimarchevole e prova l’affezione genuina del Giusti al nostro cinema meno celebrato (almeno fino a qualche tempo fa). Direi che come opera è abbastanza unica e riporta spesso informazioni altrimenti difficilmente rintracciabili. A meno di non imbarcarsi in ovvie navigazioni internettiane, chiaro.

Ed a volte svela addirittura dei finali farlocchi…ce l’avete sottomano? Andate a leggere la scheda di Amarsi un po’

Non capisco poi l’uso della parola porno. Quasi tutto è porno. Basta che ci sia erotismo in un film che venga definito porno…Persino La Coda dello Scorpione di Martino è definito come porno-trhiller…Forse sono io che sono poco elastico…:confused:

In effetti è vero, ma penso faccia parte dell’atteggiamento un po’ goliardico di Giusti, che prevedendo di non poter essere preso troppo sul serio si è lasciato andare ad un linguaggio semiparodistico o, per l’appunto, forzatamanete “ggiovane” in modo da ripararsi dalle accuse di chi l’avrebbe accusato di pressapochismo. “Massì, na cosa che ho fatto per divertimme n’po’…”

Avrò sentito questo discorso almeno duemila volta. Nel primissimo forum di nocturno mi ricordo c erano gare a chi trovava più errori nel citato dizionario. Ma ad un certo punto basta infierire. E’ uno strumento utile, con le sue pecche, ma utile. Mi infastidisce l accanirsi contro il lavoro altrui.

Ma ricordo male io o la trama de “La frusta e il corpo” e’ totalmente sbagliata?

Con tutte le sue imperfezioni è comunque uno strumento che può rivelarsi utile… se poi vogliamo parlare di trame sbagliate andate a leggervi quella di Sedotti e Bidonati de Il mereghetti:slight_smile:

A me invece infastidisce chi ruba il e specula sul lavoro altrui.

Ma infatti non vorrei che le mie critiche fossero viste come un accanimento. Ho detto prima infatti che il libro è comunque molto utile come vademecum per carpire al volo brevi nozioni o dati tecnici riguardo ai film italiani (imdb portatile). Ma d’altro canto in quanto acquirente e avendo speso quasi 30 euro per il libro in questione mi sento anche in diritto di muovere delle legittime (non offensive credo) critiche verso un qualcosa che non mi ha soddisfatto appieno.

io ce l’ho e lo uso più che altro per divertimento, alcune recensioni sono spassosissime, vedi ad esempio Joan Lui di Celentano…

Non so se Paolo si riferisce alle citazioni continue di Nocturno, Delirium e Cine '70… Certo è che sono davvero tante…

Infatti. Non sono pentito dell’acquisto nonostante i difetti. Dipende da come ci si pone nei confronti di questo lavoro. E’ divertente da leggere a cuor leggero senza pretendere chi sa cosa. Per analisi approfondite sui film ci sono altri strumenti.

È un “raccoglitore di film” come Mereghetti & co. E come tale è molto imperfetto. Come tutti gli altri “raccoglitori”, va usato cum grano salis.

Già, direi proprio anch’io. Imperfetto ma utile soprattutto perché di velocissima consultazione, come tutti i dizionari.

Ma per carità: le citazioni sono il sale della conoscenza. Si scrive nella speranza di essere citati. Figurati - ad esempio - che uno degli indici internazionalmente riconosciuti per valutare il peso scientifico di un lavoro o di un autore è il numero di citazioni che esso ottiene (il cosiddetto citation index).

Il problema è quando si rubano dati, informazioni e addirittura interi pezzi senza citare la fonte di provenienza.

In una tesi di laurea è fondamentale, per esempio. Più testi citi, più la commissione d’esame apprezza il tuo lavoro.