Quando si parla dell’età dell’oro del varietà in bianco e nero, il ricordo torna immediatamente a pietre miliari come Studio Uno, Canzonissima, Milleluci e tanti altri.
Eppure, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, la televisione italiana ha vissuto una delle sue transizioni più audaci e moderne grazie a un programma apparentemente semplice ma strutturalmente rivoluzionario: “Doppia coppia”.
Se la prima edizione del 1969 aveva avuto il merito storico di sdoganare la satira politica sul Programma Nazionale, fu la seconda edizione del 1970, andata in onda dal 2 maggio al 6 giugno 1970 a sancire il definitivo passaggio del testimone verso una televisione più giovane, dinamica, pop e spietatamente ironica.
Il varietà ideato da Antonio Amurri e Dino Verde, la regia di Eros Macchi con l’autorevole direzione musicale del maestro Franco Pisano rimane un esperimento televisivo unico, capace di fondere le nevrosi dell’Italia calamitati dalle réclame di Carosello con la forza dei cantanti eroi, osannati dei teenager.
Sul fronte comico vennero confermati i due giganti della prima edizione, Alighiero Noschese e Bice Valori, sul versante musicale gli autori decisero di osare, sostituendo la classe sofisticata di Lelio Luttazzi e il fascino francese di Sylvie Vartan con due giovanissime promesse della canzone italiana: Massimo Ranieri: diciannovenne, reduce dal successo travolgente di Rose rosse al Cantagiro e il terzo posto a Canzonissima(Se bruciasse la città), portò nello studio una carica vocale, un’energia teatrale e una passionalità napoletana verace che stregarono il pubblico.
L’altra promessa era quella di Romina Power: appena diciottenne, icona di grazia e freschezza, incarnava la modernità internazionale (figlia delle star hollywoodiane Tyrone Power e Linda Christian) fusa con la melodia italiana. I due non si limitavano a cantare i propri successi, ma davano vita a duetti rimasti storici diventando, di fatto, la coppia ideale della gioventù italiana dell’epoca.
La non riconferma al programma della Vartan è legata ai suoi capricci da star internazionale. Nel periodo delle registrazioni “risiedeva” insieme al compagno Johnny Hallyday all’Hotel Hilton distante dal Teatro delle Vittorie,pochissimi chilometri, si presentava sempre in ritardo, costringendo colleghi e cast tecnico a degli assurdi straordinari. Questa testimonianza mi è stata raccontata da un’amica, che a suo tempo, faceva parte come figurante e inserita tra il pubblico che assisteva al varietà per tutte le sei puntate. Se per le prime due puntate il regista e tutto l’entourage la perdonarono, a quelle successive persero veramente le staffe “dde brutto”
Alighiero Noschese era l’indiscusso re degli imitatori italiani, e grazie all’enorme successo ottenuto l’anno precedente riuscì ad ampliare ancora di più le sue caratterizzazioni per portare i politici in Tv (che fino ad allora era un tabù assoluto imposto da un politico con le orecchie a sventola)
L’imitatore napoletano non si limitava a “copiare” perfettamente la voce (alcune volte perfino toppava) ne studiava la postura, i tic nervosi e la retorica, trasformando la satira politica in uno specchio deformante ma lucidissimo della Prima Repubblica.
Se Noschese, sbeffeggiava gli uomini del potere (e non solo) immensa fu Bice Valori quando metteva in scena la vita quotidiana dei cittadini.
Attrice caratterista dalla mimica facciale straordinaria e dai tempi comici perfetti, la Signora Panelli bissò a Doppia coppia 1970 la continuazione del suo storico filone di sketch.
Dopo il successo clamoroso della sua nevrotica “Centralinista Rai”, l’attrice concentrò i suoi monologhi e le sue gag in coppia con Noschese sulle contraddizioni della modernità. In particolare, rimasero celebri le scenette dedicate al mondo dei trasporti (treni, taxi, aerei ai disservizi della nascente tecnologia telefonica). Una passerella di ospiti leggendari regalarono prestigio al varietà testimoniato da coloro che si alternarono sul palco nel corso delle sei settimane di programmazione.
Mina si esibì all’ultima puntata quella del 6 giugno 1970, regalando alla storia della musica italiana una delle sue esibizioni più iconiche, presentando dal vivo (strano visto che molti preferivano il playback) “Insieme”, capolavoro firmato da Mogol e Lucio Battisti.
Domenico Modugno: Il cantautore pugliese scelse lo show per ammaliare il pubblico con le note intense e il testo emozionante di Enrica Bonaccorti con “La lontananza”, un brano che avrebbe dominato le classifiche di quell’anno. Con la fine della stagione del 1970, il sipario su Doppia coppia calò per sempre ma l’impatto sul modo di fare televisione fu indelebile.
Amurri e Verde dimostrarono che il grande varietà del sabato sera non doveva essere per forza ingessato o puramente celebrativo; si poteva fare intrattenimento di altissimo livello unendo il pop più fresco dei giovani alla satira più pungente, lasciando che la comicità graffiante entrasse nelle case degli italiani senza bussare.
Un gioiello in bianco e nero che, a distanza di decenni, conserva ancora adesso intatta, la sua freschezza intellettuale.
Piccola curiosità: quel sabato 6 giugno a mezzanotte i telespettatori rimasero svegli perché ci fu l’ultima partita di qualificazione della Nazionale nei mondiali del Messico commentata da Nicolò Carrosio.
Nonostante gli sbadigli (non certo per l’ora della messa in onda) e la gran noia, il pareggio fu un ottimo risultato strategico per l’Italia.
Grazie alla vittoria al debutto contro la Svezia (1-0, gol di Domenghini) e al successivo pareggio con l’Israele, gli azzurri vinsero il Gruppo 2 e si qualificarono ai quarti di finale segnando un solo gol in tre partite, il resto lo sapete…è storia del calcio.
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Ricordo una gag devastante di Noschese in cui imitava un politico (La Malfa?) la cui mano smentiva il verbale. Non sono riuscito a ritrovarla.
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@King_Ghidorah dovrei rivedere tutte le puntate che possiedo (certo non ora) e le dirò di quale puntata si tratta…sempre se la cosa può farle piacere…
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