Dorme (Eros Puglielli, 1995)

Non so bene da dove cominciare nello scrivere qualche riga su questo particolarissimo film che ha attraversato come una iridescente meteora il panorama del cinema italiano degli ultimi 30 anni.

È un film che ho scoperto ed apprezzato durante l’adolescenza, a 16 o 17 anni, età ribelle nella quale si mettono in discussione regole e consuetudini istituzionali. Puglielli aveva più o meno la stessa età quando l’ha realizzato (diciannove anni per l’esattezza) e nel film riverbera forte la voglia di sperimentare, rinnovare, eccedere, ribaltare quelli che sono i canoni del cinema tradizionale, dissacrando e distorcendo ironicamente e con garbo, sempre con intelligenza e cura, con la voglia di divertirsi e fare qualcosa di fresco ed originale.

Ed è così che un ragazzetto appassionato di cinema alle prime armi, che non ha a disposizione una produzione o un budget ma solo tanta creatività e tanto tempo libero si getta in un’impresa folle e scrive e gira con gli amici del quartiere una storia stramba ma divertente, sopra le righe ma arguta, smargiassa ma sensibile.
Sfruttando al meglio i mezzi tecnici che aveva a disposizione (una videocamera in formato vhs e poco più) realizza una vicenda ambientata nel contesto che meglio conosce, il quartiere di Primavalle (tra palazzoni di periferia e case popolari), inserendo però elementi fantastici, surreali ed onirici che lo rendono un mondo a sé stante, fantastico ed un po’ irreale, con delle regole sociali sui generis che derivano dalle dinamiche tipiche della vita di quartiere, reinterpretate e trasfigurate.

La storia è scritta incredibilmente bene, forte di una costruzione coerente e arguta che si svela sotto i nostri occhi poco a poco col procedere dell’assurda vicenda; ci si stupisce nel rendersi conto che ai deliranti elementi surreali e fantastici si accompagnano analisi introspettive molto delicate e una psicologia dei personaggi matura e ponderata.

La vicenda è quella di Ruggero Acque (Cristiano Callegaro, co-sceneggiatore e sodale del regista anche nei film successivi), che viene lasciato dalla fidanzata perché è troppo basso. Non riuscendo ad accettare questa situazione Ruggero farà di tutto per riconquistarla, finendo per sfidare il suo nuovo fidanzato, un pericolosissimo teppista di quartiere che sfreccia a tutta velocità col suo motorino riempiendo di botte tutti quelli che trova sul suo cammino. Per riuscire in questa impresa Ruggero farà affidamento ad alcune pilloline che gli daranno fiducia in sé stesso, sostituendo le immagini che nel suo subconscio gli creano insicurezza con altri elementi che, sopiti nella sua mente, sono immagine di forza e potenza: nella fattispecie, l’amore per Mazinga ed i supereroi.
Ed è così che Ruggero si trova a combattere il nemico agghindato con tutina e mantello, facendo mosse speciali e calci volanti in un combattimento senza esclusione di colpi.

Oltre alla poetica della periferia che traspare per tutto il film, altri elementi degni di nota sono il gusto per le inquadrature ed i punti di vista creativi ed insoliti, che donano dinamicità e brio alla pellicola. Per non parlare della capacità di creare personaggi memorabili ed irresistibili, come i mitici Fratelli Riccio, ovvero il teppista psicopatico dalla doppia personalità, che ha contemporaneamente dentro di sé due fratelli aggressivi ed attaccabrighe che litigano continuamente tra loro mente interagiscono con le persone intorno.
Una nota di merito anche al personaggio del padre di Ruggero (interpretato dal padre di Puglielli), grottesco e burino, che non fa altro che mangiare carne cruda, dedicarsi al turpiloquio e spronare il figlio in maniere estremamente poco ortodosse.

Un lavoro realizzato tra amici ma con un sacco di idee ed una poetica estremamente chiara in testa, che diverrà cifra stilistica nei primi lavori del regista.
Il film è stato girato tra 1993 e 1994 (l’intento di Puglielli era quello di presentarlo all’esame di ammissione del Centro Sperimentale) ed ha iniziato a circolare in via non ufficiale attraverso VHS duplicate, diventando oggetto di culto tra la gioventù cinefila romana.
Nel 1995 è stato messo in concorso al Bellaria Film Festival ed in questo modo se ne è iniziato a parlare a livello nazionale; il suo stato di cult movie continua ad accrescere tramite il passaparola finché nel 2000 la Indigo Film lo acquista e lo gonfia trasferendolo su pellicola 35 millimetri, distribuendolo finalmente in sala appoggiandosi a Lucky Red.
Ora che finalmente il film è stato sdoganato a livello mainstream arriva anche qualche passaggio televisivo su Tele+ (è così che ho potuto vederlo per la prima volta).
Incredibile ma vero nel 2012 ha una seconda edizione cinematografica ad opera di una distribuzione indipendente.

Veniamo alle note dolenti: ero entusiasta quando un paio di mesi fa avevo acquistato il dvd, se non sbaglio la prima edizione home video ufficiale del film. Immaginavo un’edizione curata e restaurata, piena di extra interessanti che celebrasse degnamente una tale opera, assurta alla status di cult movie grazie all’acclamazione popolare.
E invece grande delusione… Il master è ancora più scadente di quanto mi ricordavo, digitalizzato male. Quando in campo ci sono dei movimenti veloci si verifica una sorta di effetto scia, a volte si vedono pixel enormi, c’è qualche problema di espoisizione che fa in modo che certe inquadrature siano sovrailluminate ed altre estremamente buie.
E soprattutto il film non è nel formato originale, si è voluto adattare il 4:3 nativo ai televisori di oggi tagliando una fetta di immagine sopra ed una sotto per ottenere le dimensioni rettangolari del widescreen (ed in molte scene la perdita della porzione di immagine è evidente…). Ma come può un’edizione così tanto attesa riservare al film un trattamento simile? Per scrupolo appena possibile andrò a verificare la mia vecchia registrazione da Tele+, ma sono quasi certo che il master utilizzato per il passaggio televisivo non presentasse tutti questi problemi.
Per quanto riguarda i bonus, il dvd presenta una lunga ed interessante intervista originale a Puglielli sul film. Mi sarei aspettato però che fosse l’occasione per vedere finalmente pubblicati su qualche supporto ufficiale anche i primi corti del regista, che da anni girano in formato francobollo su emule e similia (e non sono reperibili in altro modo) o in alcuni casi non si trovano proprio da nessuna parte. E invece niente, oltre all’intervista nessun altro contenuto aggiuntivo.

Mi congedo lasciandovi la scansione in alta definizione della locandina relativa alla prima uscita cinematografica del film, direttamente dalla mia collezione personale:

Infine una curiosità, magari qualcuno di voi saprà rispondere:
la location nella quale Ruggero, dopo aver preso le pilloline, entra in contatto col suo inconscio e vede rifesse nello specchio le immagini del padre e di Mazinga, mi è sempre sembrata la stessa location di Maladolescenza in cui i tre bambini vanno svolgere i loro giochi crudeli. Si tratta di rovine di un grande edificio, o meglio di un complesso di edifici, totalmente diroccato. Qualcuno può confermare se si tratta dello stesso posto o quanto meno ipotizzare dove questa location si trovi?
Metto qui uno screenshot che può forse aiutare l’identificazione:

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Con quei due soldi che aveva per realizzare il film non credo che sia andato a sbattere fino in Austria.

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Perché, il film di Murgia è girato in Austria?
Sóunasega io! :sweat_smile:

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Sì, venne girato in Austria.:love_you_gesture: