Lo comprai già qualche anno fa dopo averlo beccato in tv perchè mi piacque molto e lo rivedo sempre con piacere: sicuramente uno dei miei film preferiti
edito dalla General Video sembra sia già fuori catalogo
Du Rififi chex les hommes
Francia, 1954
Noir, durata 116’, b/n
Regia di Jules Dassin
cast Carl Moehner, Jean Servais, Robert Manuel, Magali Noël
trama: Due bande rivali si battono duramente per il bottino di una gioielleria svaligiata. Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all’alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz’ora. Dopo 4 anni di purgatorio, Dassin, messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America.
Il dvd General dovrebbe essere integrale (con alcune scene in francese sottotitolato in italiano). Dura ovviamente molto di più dei 116 minuti indicati.
Abbastanza fedele al libro di Auguste Le Breton, che comunque ha collaborato alla sceneggiatura e ai dialoghi. Certo il libro è più crudo e violento, inoltre il personaggio di Jo lo Svedese è piuttosto snaturato rispetto al personaggio di Le Breton.
Celebre la scena del furto.
Ecco, uno (penso a me prima che le solite code di paglia si offendano) passa il tempo a vedere Bergonzelli o I Gabbiano volano staminchia, e poi non ha mai visto questo capolavoro fondamentale.
Jules Dassin pare francese ma in realtà è del Connecticut, in USA ha già spaccato il derriere ai passeri con roba tipo Naked City, Brute Force & Night and the City. Ma è costretto a scappare in Francia causa McCarthy (dove poi il figlio diventerà famoso cantante con Les Champs-Élysées), se la passa male, zero soldi, e così insegna ai francesi a fare il noir, o se vogliamo il noir incontra la nouvelle vague. Prende attori sconosciuti (c’è anche un giovane Robert Hossein), perché le major hanno i tentacoli lunghi e minacciano rappresaglia anche in Europa, addirittura interpreta lui stesso un personaggio, Cesar il milanese, esperto di casseforti. Ma è un trionfo, miglior regista a Cannes e nomina alla Palma d’oro, come beffa la National Board Review americana gli da il premio come migliore film straniero.
Quella mezzora in silenzio per la rapina è da antologia (notare il cambio scarpe), tema musicale che divenne famoso, in Italia lo interpretò Buscaglione. Imprescindibile.
Il film uscì in Italia con 15 minuti di tagli eliminando tutti i nudi, che portarono qualche problema anche in Francia, e i riferimenti alla droga. Nonostante questo si beccò il divieto a minori di 16 anni lo stesso.
Notazione interessante, Rodar. Grazie. Ammetto che a tutt’oggi, purtroppo, il film non l’ho visto. Ma negli ultimi anni,ho perso tempo con Mario Landi e Andrea Bianchi, per cose che nemmeno voglio nominare. Il cinefilo talvolta è una bestia incomprensibile…
Io non mi sento chiamato in causa perché ho cominciato con il cinema impegnato. A 14 anni andavo all’Accademia Italia-URSS a vedere i film di Vertov e Dovzenko in lingua originale… Vabbè, bel fesso direte voi…
Comunque ecco cosa scriveva Arturo Lanocita sul “Corriere”: <Rififi è uno dei migliori film sul banditismo che siano mai stati fatti>. Come dargli torto?
Se vogliamo considerare il genere “heist movie”, è sicuramente il faro, il film che ha creato il genere. Interessante (leggevo tra i trivia di iMDB) che il film sia stato bloccato in Messico dopo troppi furti che usavano la medesima tecnica.