Elle s'appelait Sarah (G. Paquet-Brenner, 2010)


http://www.imdb.com/title/tt1668200/

Bel film (che forse è uscito anche in Italia in concomitanza col Giorno Della Memoria) dedicato, in parte, ad uno degli episodi più oscuri e vergognosi della Seconda Guerra Mondiale, avvenuto a Parigi.
Trattasi del rastrellamento degli ebrei parigini (avvenuto nell’arco di due giornate del luglio 1942) che poi vennero rinchiusi nel velodromo cittadino, in condizioni inumane prima che i sopravvissuti venissero mandati nei campi di concentramento. Una storia resa ancora più drammatica dal fatto che il rastrellamento fu effettuato dagli stessi francesi e non dai tedeschi.

Il film si svolge su due linee temporali ben distinte. Segue in parte gli eventi di quei giorni e le loro conseguenze e parallelamente viene mostrata la vita di una giornalista newyorkese (l’algida Kristin Scott-Thomas) che, per motivi personali, si interessa ai fatti del luglio '42 quasi settant’anni dopo.

Le parti migliori sono sicuramente quelle ambientate durante la guerra, spesso davvero terribili (anche se non viene mostrato praticamente nulla in maniera esplicita) e il film parte da una situazione davvero molto forte (che non svelo) che ovviamente si risolve in maniera molto drammatica.

La seconda parte del film è più debole, ci sono anche un paio di imperdonabili cadute di stile (la parte a Firenze, per esempio) e un attore (quello che viene incontrato a Firenze, non dico di più per non svelare troppo) totalmente inadeguato e, soprattutto, incapace di recitare. Sembra un dilettante buttato in mezzo ai professionisti, atroce.
Ho poi scoperto che si tratta di Aidan Quinn, agghiacciante.

Resta però un bel film, davvero potente e toccante nella rievocazione del dramma storico e un po’ più fiacco nella parte contemporanea.
Il blu ray francese è ottimo. Il film è parlato sia in francese che in inglese.