Eussr

http://www.italianiliberi.it/Edito06/uetotalitaria.htm

http://www.junepress.com/coverpic.asp?BID=741

Un po’ delirante come tesi, come il sito d’altro canto (italianiliberi.it)

Sarà, ma io continuo a sentire un fastidio alle parti basse, pur non essendo uranista. Sarà che tu vivi a Brux e vedi solo la base, ma io la punta, dall’Italia, la sento eccome.

Mah, la punta la sentono tutti, in qualunque paese. Poi è facile dare la colpa al “cattivo ente supremo”. Soprattutto quando i nostri impreparati politici lo usano come scaricabarile per ogni cappella commessa da loro. Vedi, una tantum, la vicenda “quote latte”. È sempre più facile dare la colpa agli altri che pensare ai nostri problemi.

Beh, questo è un paravento sottile, visto che l’ingresso nell’EU l’hanno deciso loro e la costituzione EU l’hanno scelta loro, senza consultare la popolazione, come invece è successo in altri Paesi. Insomma, si trincerano dietro una loro decisione…

Epperò un sacco di gente si beve le balle di questi politici, a turno leghisti, ds, forzisti o AN…

In realtà l’Italia riceve dall’UE molto più di quello che da, ma questo non porta voti a nessuno e non lo si strombazza.

Vero, peccato che la maggior parte dei fondi siano finiti in Calabria per “operazioni” poco chiare :smiley: :smt093

Beh, no, la Calabria è quella che ha truffato di più. Ma, purtroppo, i truffaldini ci sono ovunque. In Emilia Romagna, che piantano 3 ulivi, importano l’olio dalla Tunisia e si fanno dare i fondi per l’olio. In Campania e Sicilia, dove prendono i soldi per ammodernare la flotta di pesca, li spendono senza cambiare le imbarcazioni, e poi si lamentano col governo che le loro imbarcazioni sono fuori legge. Comunque di soldi ne arrivano, tanti, e si fanno anche ottime cose. Se poi ci sono i truffaldini, mica possiamo dar la colpa al governo centrale europeo.

(per inciso, sto a Brux ma come molti sanno non lavoro né in Parlamento né in Commissione, indipercui non è che stia a fare difesa d’ufficio, è che spesso i fatti vengono deformai ad arte da TG e politici)

Si lo so Marco, era per fare una battuta :slight_smile:

Ma quei soldi da dove arrivano? Non credo che crescano sulle piante a Brux…

Cmq io la mettevo su un piano diverso, cioè sul fatto che l’EU, per come è concepita, sia un abominio: un silenzioso, strisciante ed inesorabile tentativo di cancellazione coatta delle piccole e grandi differenze tra le varie etnie e popolazioni europee, in nome di un modello standard di “cittadino europeo” definito a tavolino da un gruppo di poche decine di persone. Poi il discorso è scivolato, non a caso, sulla questione economica…

Da tutti noi, cittadini europei, tramite le tasse.

Cmq io la mettevo su un piano diverso, cioè sul fatto che l’EU, per come è concepita, sia un abominio: un silenzioso, strisciante ed inesorabile tentativo di cancellazione coatta delle piccole e grandi differenze tra le varie etnie e popolazioni europee, in nome di un modello standard di “cittadino europeo” definito a tavolino da un gruppo di poche decine di persone.

Ma è proprio su questo che non sono per niente d’accordo. Capisco che la “casalinga di voghera” possa avere una visione simile, capisco che a molti (politici e non) faccia comodo far passare questa idea. Ma non è assolutamente così. Anzi. Le piccole e grandi differenze vengono protette ed esaltate, sennò che ci starebbe a fare il Comitato delle Regioni. L’Europa la facciamo noi, non c’è un grande vecchio che prepara a tavolino le strategie. Quindi, se andiamo là (in Parlamento o Commissione) e poi non partecipiamo ai lavori, è inutile lamentarsi dopo.

Tempo fa c’era un sito web che analizzava la presenza dei parlamentari alle sedute del parlamento europeo. Gli italiani erano gli ultimi, per numero di presenze (gli ultimi due in particolare era un certo berlusconi e un certo dell’utri, ma l’assenteismo era trasversale). Ricordo quando si votò la regolamentazione sul burro di cacao, con Sgarbi che uscì dal parlamento e non sapeva nemmeno su cosa aveva votato…
E questi son solo esempi.

Ma quale casalinga di Voghera! Ciò che io critico non è il progetto Europa in sé, ma la sua portata. Sono ben contento che tra gli stati europei sia stata istituita la libera circolazione delle merci e delle persone, facilitata anche da una moneta comune. Vedrei anche di buon occhio un esercito comune. Ma non ci si poteva limitare a questo? La realtà è che alla base dell’EU c’è un’ideologia progressista che mira a creare la società perfetta. Con la continua definizione di standard, giustificata ufficialmente dalla necessità di armonizzare i parametri del mercato, si vuole, alla fine, creare una società livellata e asettica. Questa è l’origine della mia euro-preoccupazione: non l’EU in sé, ma la piega che sta prendendo sulla base di un’ideologia progressista. Il mio atteggiamento scettico, anzi preoccupato, deriva da motivazioni antropologiche. Pur essendo un “uomo tecnologico” e di mentalità piuttosto aperta, sono legato alla cultura della mia terra, una cultura di base contadina dove il singolo è autonomo, pur essendo ben integrato in una comunità. Dove è l’uomo a fare il mercato, non ne è schiavo, e chiunque ha un’uscita di sicurezza dalla miseria della schiavitù: un pezzo di terra da coltivare e in cui allevare due polli ed una capra. Oppure la libera iniziativa privata. Il cittadino europeo a cui si tende, invece, a lungo termine (ora ce ne accorgiamo appena), è schiavo senza un’ancora di salvezza. Oggi, per motivi igienici, si vieta lo zucchero nei bar che non sia confezionato nella bustina. Domani si vieterà il consumo di ortaggi che non siano stati opportunamente disinfettati. Dopodomani (complice qualche altra prima pagina dei giornali su un paio di vittime vietnamite di SARS) si vieterà l’allevamento personale delle galline. Addio mio bell’orticello: per mangiare sarò costretto ad acquistare verdure e pollame col bollino “EU approved” al supermercato (ma così il mercato ne trarrà beneficio: più consumatori, evviva!). Ieri la proposta di brevettabilità del software in Europa è stata, per chissà quale miracolo, bocciata. Domani (già si vocifera) qualcuno ci riproverà, e prima o poi ci riuscirà -> per proporre software innovativo non basterà più l’iniziativa individuale di uno o di un gruppetto di brillanti programmatori: bisognerà avere alle spalle una grossa, grossissima azienda che sia in grado di tutelare il copyright e nello stesso tempo di pagare i brevetti e brevettini accessori all’innovazione. Fine della libera iniziativa individuale. A quando il divieto di cambiare da sé una lampadina in casa? (bisogna pagare il tecnico!)
Il cittadino europeo, a lungo termine, vive in un mondo asettico ed è uno schiavo che ha bisogno del mercato pure per tenerlo in mano quando piscia. Capisco che per chi è già abituato ad affidarsi a terzi per fare qualunque cosa le mie considerazioni possano sembrare deliranti, ma penso che mi capirà chi, come me, ha una certa manualità ed è abituato a fare da sé molte cose, dall’impianto elettrico della casa alla riserva di frutta e verdura.

Su questo sono d’accordo. Io pure amo il bricolage e preferisco fare le cose da me. Però rimane il fatto che spesso certe “vessazioni” che subiamo dall’UE avvengono solo per la nostra incapacità politica di opporsi ad esse. Queste cose vengon votate, se i nostri politici non ci pensano c’è poco da fare.

Si, ma siamo da capo. Se i politici italiani votassero in favore della “diversità” italiana, se quelli francesi votassero in favore della “diversità” francese, ecc… Insomma, se un politico di un certo paese agisse per difendere la diversità del proprio, si arriverebbe a nulla. O meglio, vincerebbero sempre le questioni favorevoli ai paesi più rappresentativi. La realtà è che l’UE è un’unione con base fondamentalmente economica, volta a creare un mercato protetto di mezzo miliardo di persone, come evoluzione naturale dei vari trattati economici stipulati tra stati europei a partire dal secondo dopoguerra. Fin quì nulla di male, anzi, ma purtroppo l’appetito vien mangiando e l’aspetto economico finirà per invadere, inesorabilmente, campi che finora erano lasciati all’arbitrio delle diversificate popolazioni. In nome del “dio mercato” e dei suoi moderni sacerdoti, gli economisti (possibilimente liberisti d’assalto), che guarda caso negli ultimi anni sono in prima fila tra le alte cariche degli stati. E così arriviamo all’assurdo concetto di “cittadino europeo”, creato a tavolino senza basi storiche ed antropologiche.

Se non l’hai ancora letto, ti consiglio questo libro:

http://www.unilibro.it/find_buy/libro/bompiani/contro_l_europa_tutto_quello_che_non_vi_hanno_detto_di_maastricht.asp?sku=79753&idaff=0

Che, pur se con qualche eccesso, analizza la questione dal punto di vista antropologico.

a me sinceramente quando le considerazioni sull’europa (ma non solo) iniziano a virare verso caratteri antropologici e culturali mi inizia a venire un vago senso di orticaria :pollanet:

questo perchè non solo in europa non esiste una vera identità antropologica e culturale e di tante altre cose ancora, ma non esiste neanche in italia, e salvo casi abbastanza rari neanche all’interno della stessa regione e spesso manco nella stessa provincia, senza contare che molte, moltissime persone si sono spostate dal proprio luogo di origine per i più svariati motivi senza per questo doversi dimenticare da dove si è partiti e senza neanche doversi chiudere a riccio davanti al ‘nuovo’ che si trova davanti

una ‘cultura locale’, quando è ‘vera’ e radicata non può nè essere imposta per legge nè per legge eliminata, sopravvive in barba a qualsiasi tipo di organizzazione che l’uomo tenta di dargli

è evidente che l’approccio che l’europa ha dato a certi mercati è arrivato a livelli di bizzarria, tipo quando si è stabilito il diametro dei preservativi e si diceva che i cazzi tricolori dentro non ci stavano, è anche vero che il bollino CE su una serie di prodotti, dai giocattoli agli involucri per i prodotti alimentari dovrebbero, dico dovrebbero, essere una garanzia per il consumatore e se per il produttore rappresentano invece una menata sono poi cazzi suoi, comunque io il principio per cui si certifica che un prodotto è stato fatto sulla base di norme certe e condivise non lo trovo sbagliato

non penso si possa arrivare al punto che venga vietato di tirarsi su delle galline davanti casa oppure un porchetto o di farsi la salsa di pomodoro di per sè

ovvio che però se vendi o regali le uova e chi le prende si becca la salmonella, o se col porchetto o la salsa ci avveleni qualcuno perchè auto-referenzialmente hai valutato che erano venuti bene poi sono tutti cazzi tuoi senza appello…

non proprio. Altri paesi tutelano egregiamente la loro diversità, e problemi non ce ne sono. Ripeto, paghiamo anni di disinteresse politico verso l’Europa. Che viene vista vuoi come una gallina dalle uova d’oro, vuoi come un grande fratello vessatore. È solo un’opportunità, un’ottima opportunità di creare una comunità in un posto che per secoli ha conosciuto solo guerre fratricide.