L’urlo del nuovo proprietario dell’Inter, il cinese Zhang Jindong:
FOZZA INDA! 
L’urlo del nuovo proprietario dell’Inter, il cinese Zhang Jindong:
FOZZA INDA! 
Manco biscardi… 
Pagliacci da circo. Pure Thohir quando si mise a bofonchiare la sua personalissima versione di “chi non salta rossonero è”.
Che cazzo di bisogno avrà un top manager cinese di 50 anni di mettersi a strillare fuzzaaa indaaaa!! rendendosi ridicolo al mondo intero lo sa il porco, davvero. Mah.
potrei esordire con un “Non sono razzista ma…” e non lo farò
però veramente
che le due squadre di milano, due simboli assoluti, finiscano in mano cinese è na roba che dovrebbe innescare delle riflessioni catartiche e non mi capacito di come non lo faccia
Mah, io non mi meraviglio più ormai. In tutti i settori l’Italia ha ormai svenduto i suoi gioielli di famiglia allo straniero… il calcio è forse l’ultima piazza rimasta, e appunto quanto accade a Milano dimostra che si sta svendendo anche questo.
Infatti…la riflessione casomai avrebbe dovuto essere fatta diversi anni fa quando è iniziato il lento spoglio dei gioielli di famiglia, ma si sa che in Italia i fenomeni non si pianificano e non si indirizzano, succedono e basta.
Anzi il calcio perlomeno è legato al luogo, allo stadio, alla tifoseria, non è come un marchio il cui stabilimento produttivo poi lo spostano dove pare a loro.
E con i precedenti inglesi e del PSG penso che i tifosi siano pure felici che arrivi qualcuno col portafoglio gonfio, anche se con gli occhi a mandorla.
Casomai si potrebbe discutere sul senso di appartenenza e il tifo per una squadra che ha proprietari stranieri e rosa composta da un 90% abbondante di stranieri, con se va bene un italiano in campo.
Io sono juventino convinto, ma se non avessimo proprietà italiana e sempre 4-5 italiani in campo seguirei la squadra con molta meno convinzione, però capisco che per molti questo non è un problema e basta “la maglia”, boh.
C’è anche il punto di vista opposto: meglio cinesi, arabi, americani o ebrei piuttosto che gli Agnelli. O i Burlesquoni.
ovviamente il discorso è molto articolato, complesso e complicato, ci si potrebbe fare un forum a parte
però esemplificando ai massimi livelli
io trovo che la juventus che è sempre stata in mano agli agnelli, il napoli che è in mano a un napoletano e tutti gli altri in fila sia un valore aggiunto, non il contrario
poi penso pure, il PSG, i manchester, il chelsea mi sembrano giocatolini in mano a gente con soldi che gli escono dall’ano, bello finchè dura poi quando non durerà più chi lo sa, ma non è questo il punto
i cinesi in tutto questo che ci azzeccano? thoir che minchia è andato a fare all’inter? a buttarci dentro un centinaio di milioni per rimanere con un pugno di mosche in mano fino a che la moglie non gli ha detto oh riprenditi?
questa è la prima cosa che mi sfugge ma ce ne sta pure un’altra, più filosofica
l’inter e il milan, in periodi diversi, sono state due cose simboliche, molto sopra il semplice gioco del calcio
un simbolo del made in italy, del boom del dopoguerra (l’inter di moratti senior), dell’italia gaudente (il milan di burlesqoni non politico) ma anche il simbolo di milano capitale morale, o da bere, o entrambe non importa
e finiscono tutte e due in mano ai cinesi che sono il simbolo opposto, il simbolo delle cose fatte alla cazzo, dell’invasione della paccottiglia che ti si rompe se la guardi troppo intensamente?
io lo so che renato non sarà d’accordo che vuole che sirvio e galliani spariscono il prima possibile magari stasera stessa, epperò il lungo traccheggiare del berlusca a dare via la società mi sembra che nasconda il concetto di salvaguardare tutto questo
mi viene da pensare che lui soffra in primis di avere una serie di figli uno più rincoglionito dell’altro che non hanno un decimo della sua passione, e in secondis di non riuscire a trovare a milano un milanese che si accolli la squadra e gli faccia proseguire la sua storia in modo decente da milanese però
Tralasciando tutto il resto, ché se no devo scrivere 200 righe. Su questo punto Pier non sono d’accordo: in Italia negli ultimi 20 anni abbiamo una luuunga e ricca tradizione di squadre fallite. Tu ne sai qualcosa, mi pare.
TUTTE andate a gambe all’aria quando erano saldamente nelle mani di mascalzoni italiani. Non faccio un elenco, perché ci vorrebbero 200 righe pure qua. Non è che adesso arrivano gli americani, o i cinesi, e tu puoi dire “Urca, eravano economicamente al sicuro, chissà cosa succederà domani”… No. Eri a rischio cialtroni bancarottieri prima, lo resti anche ora. Anzi, forse capace pure che sei più al sicuro con questi grossi investitori stranieri.
Avete in parte ragione tutti e 2.
Vedere squadre che hanno fatto la storia del nostro calcio volare in mani estere è sicuramente parecchio triste, da un punto di vista romantico, e penso anch’io sia il motivo per cui nonno Berlusca tentenna così tanto, ma come ho detto prima quello che sta succedendo nel calcio non è altro che il proseguimento del processo di impoverimento del paese avviato con la “crisi” (che altro non è che un grande processo storico di spostamento della ricchezza), e che prima di arrivare nel mondo del palone ha interessato tanti marchi storici dell’industria. Quello che caso mai rattrista è vedere che alcune società (Juve, Udinese, Sassuolo, in parte la Roma) hanno dimostrato che anche nel nostro paese si può gestire una società in maniera equilibrata e sostenibile, facendola al contempo crescere.
Anche perchè come dice Renato di cialtronate ne abbiamo già viste tante senza bisogno che arrivassero gli stranieri, basta pensare ai pagliacci che negli anni più o meno recenti hanno affondato Parma e Ancona, al cazzone sardo che voleva prendere il Bologna, per dire i primi ch emi vengono in mente senza bisogno di citare i falliti “big” Benetton, Tanzi, Cragnotti, Cecchi Gori ecc…
Quindi dal punto di vista della solidità ben vengano gli stranieri, se possono essere un po meno cialtroni dei nostri…lo stesso Tohir, che non verrà ricordato come il presidente che più ha scaldato il cuore degli interisti, non ha però lasciato buchi o situazioni strane, non ha fatto altro che trattare l’Inter come una qualsiasi società che si compra, si vede se si può fare dell’utile e quanto, e diversamente si rivende senza lasciarsi macerie dietro. Anzi il simpatico faccione mi pare di aver capito che si è portato a casa anche un pacchettino di milioni, dall’affare.
Tiramm’ innanz’
Sul lato cosiddetto “romantico” non hai torto.
Purtroppo o per fortuna io con l’odio viscerale che nutro per i due vecchi dimmmerda che gestiscono il Milan, beh quel lato l’ho salutato da tempo. Quindi ben venga chiunque sia meno irritante delle due cariatidi: cinesi, arabi, napoletani, mi vanno bene tutti.
e barbara?
Sta bene, grazie.
I cinesi non mi stanno certo simpatici (anche se mangio più nelle rosticcerie cinesi che non da McDonald, intendiamoci…), ma son ben lieto che vengano loro al posto del Kav B. Mi accontento di poco, che volete farci…
P.S. Ai giocatori lavativi piazzeranno una pistolettata alla nuca, nevvero? Le SANE abitudini da importare…
Motivo in più per dar loro un caloroso benvenuto.
La famiglia di Merdolivo si prepari a pagare il costo della pallottola, com’è giusto che sia.