Fuori dal giorno

1982
Durata 74
Origine ITALIA
Colore C
Genere AZIONE
Produzione MEBO
Distribuzione FONIT CETRA VIDEO
Regia Paolo Bologna
Attori Leonardo Treviglio (Leo) Ennio Fantastichini () Angelica Ippolito () Andrea Franchetti () Vinicio Dimanti () Francesco Comegna () Lidia Broccolini ()
Soggetto Paolo Bologna
Sceneggiatura Paolo Bologna
Fotografia Roberto Meddi
Musiche Maurizio Giammarco
Montaggio Paolo Bologna

http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=12096&url_target=http%3A//www.cinematografo.it/bancadati/consultazione/schedafilm_2009.jsp%3Fcodice%3D37600%26completa%3Dsi

Leo ha un sogno: realizzare un film. E per finanziarsi fa di tutto, arrivando anche allo spaccio di cocaina. Ma il suo sogno svanisce una notte,

Il piccolo film d’esordio (produttivamente sottocosto-35 milioni di lire), insieme al suo protagonista maschile, dalla critica italiana ed internazionale[4][5]; certo perché il protagonista stesso, Leo, era un regista indipendente, che per la ridottissima troupe e budget produttivo (da 1 a 5 persone), che le tecniche di ripresa con lenti hi-speed con pochissime luci aggiunte, il tutto decisamente desueto nel cinema ufficiale. Si girava con una piccola cinepresa, nei bar ed in ogni luogo della città, la gente nemmeno se ne accorgeva.

A maggio il dvd Cecchi Gori.

Ma il regista chi è? c’entra qualcosa con Ugo Bologna, suo figlio magari?

Oltre a Fuori dal giorno ha diretto un altro film, Il senso della vertigine (vedi Dizionario Gremese, I registi).

Anche:

http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Bologna

E’ un recupero interessante, non ne avevo mai sentito parlare.

Preso il dvd cecchi gori.
Il master è passabile, bisogna calcolare che alla base c’è un film in 16mm(immagino) con molte riprese notturne. La durata è di 72 minuti contro gli 86 indicati in copertina, ma credo che sia integrale.

Racconto dall’alba alla notte di un personaggio limite, senza casa, senza identità ( ecco forse il perchè delle ossessive carrellate su insegne di negozi, come a indicare che ogni cosa ha un ruolo e un nome, mentre il protagonista è un essere fuori dalla realtà) che spaccia droga solo (forse) per prodursi un film nel quale replica quello che fa nella vita.

Nulla di entusiasmante, non mi pare quel cult degli anni '80 strillato in copertina, nè tanto meno meritevole dei plausi di ottime penne come Alberto Farassino e Roberto Silvestri, perchè è un film vagabondo che alla fine non dice nulla e si affida troppo alla forza di una Roma sporca e nascosta e alla camminata, oltre che alla presenza, di Leonardo Treviglio. Le situazioni episodiche finiscono per essere poco incisive e la messa a fuoco del protagonista è ovvia dopo pochi minuti.

Detto questo, innegabilmente il film ha quel fascino degli oggetti un po’ sperimentali di inizio anni '80, la cui rimozione da qualsiasi dizionario cinematografico attuale e da qualsiasi passaggio televisivo, rende il film forse più appetibile di quello che in realtà è.

Personalmente ne consiglio comunque l’acquisto, per una volta che in home video arrivano film smarriti e inclassificabili, bisogna sostenerli.

Incredibilmente c’è persono un extra, una conversazione con il regista e con Treviglio, anche se di soli 8 minuti e poco esaustiva.

Curiosità: è un super low budget, però in colonna sonora si sentono, tra gli altri, Vicious e Goodnight Ladies di Lou Reed…