Grindcore (ma anche Death Metal)

Orsù, chi come me ama il genere? Io ormai tra alti e bassi è da quando sono ragazzino che adoro farmi travolgere dalla furia-core mischiata con il metallo della morte (escluso però il melodic dm scandinavo che in generale non mi piace), e tuttora cerco di seguire le cose che escono.

In passato, il miei preferiti erano Napalm Death, Brutal Truth, Death e Morbid Angel - ma anche altri, dagli Obituary ai Dying Fetus, in questi ultimi tempi vado matto per Anaal Nathrakh (che a dire il vero sono vicini al black metal, genere che però non mi fa impazzire), Benighted, Whorecore, Japanische Kampfhorspiele, Mistress, Phobia, Antigama, Nile (che sono in giro già da un bel pò, comunque) e Mumakil. Qualche altro adepto che abbia voglia di parlarne un pò, giusto per scambiarsi uscite e segnalare il meglio? :val:

Mai stato appassionatissimissimo del genere, apprezzo però molto alcuni gruppi che mi regalano ancora buone sensazioni… per esempio ritengo tuttora “scum” e “from enslavement to obliteration” dei Napalm Death due autentici capolavori che ascolto sempre volentieri, così come i primi due Carcass (ma anche quelli successivi spaccano). Tra le cose più underground ho sempre amato gli Agathocles e il loro mince-core, i Meat Shits, i Dahmer. Ma come grindcore mi fermo bene o male qui.

Discorso diverso per il death metal, che pur non essendo tra i generi che amo di più ha comunque il suo bel posto nella mia personale discografia. Premesso il fatto che sono per l’old-school a oltranza e che le sonorità moderne poco mi acchiappano, ho ascoltato e ancora ascolto i dischi dei Death, i Bolt Thrower (forse il mio gruppo death preferito, l’ultimo album tra l’altro è una bomba), i Morbid Angel, i Deicide (anche qui l’ultimo era un disco magistrale), gli Incantation, i primi Obituary, gli immensi Atheist… e tutta la bella gentaglia svedese tipo Entombed, Carnage, Dismember, At The Gates… ma ce ne sarebbero ancora altri.

Tornando un po’ al grind, anche se ho sempre trovato riduttivo definirli così, un posto d’onore lo occupano senza dubbio i nostrani Cripple Bastards.

fan e venditore di entrambi i tipi di musica

più passano gli anni è più prediligo il grind

interessanti sono secondo me, i nuovi gruppo gore e porno grind

e spesso vengono utlizzate delle chicche come intro di canzone

Sono appassionato di Hardcore ma non dipprezzo i gruppi grind-core ed a parte i vari Napalm Carcass ecc… anche io cito i CRIPPLE BASTARDS…grandi!!!:slight_smile:

Ehi, come mancare. Un tempo ascoltavo tutto il grind immaginabile, ora faccio un po di selezione e ascolto sempre i soliti gruppi. Tra gli altri, per citarne qualcuno, i miei preferiti sono gli Agoraphobic Nosebleed. E i Dahmer.

Anche io seguo con piacere il genere (solo grindcore, metal non mi piace) anche se non posso ritenermi un esperto. Per quanto riguarda l’italia non c’è storia che tenga, i signori del mio avatar sono i padroni incontrastati del genere. Dei quali apprezzare molto anche le incursioni nel cinema violento italiano. Sempre in italia anche i grandi Comrades.

Internazionalmente parlando seguo Anal Cunt, (ovviamente Napalm death), Pig destroyer, Regurgitate e più verso il crust Extreme noise terror e tanti altri che però non sono proprioamente grindcore.

Ricordo che un periodo ero in fissa totale con gli Anal Massacre e tutti i gruppi di quel giro. Poi ho avuto, sempre nel grind, una svolta un po meno ‘marcia’.
Ma i Comrades esistono ancora?! Cazzo che bello lo split con gli Eversor. Entrambi i lati. E’ incredibile come quel 7" riassuma i miei gusti musicali così lontani tra loro: da sempre capace di sfondarmi le orecchie con il grind piu pesante e poi coccolarmi con emo di tutte le razze.

Oh si, gli Agoraphobic Nosebleed piacevano anche a me! Tra l’altro, il signor Scott Hull ovvero mr.Agoraphobic Nosebleed (e Pig Destroyer…) ora come ora è secondo me il miglior produttore in area death-grind. Pulito e potentissimo.

Per rimanere nell’ambito, a me non dispiacciono nemmeno le derive cybergrind, come i folli Genghis Tron o - ancora meglio - il bellissimo Grist di Drumcorps (a.k.a. Aaron Spectre), un felice connubio tra breakcore e grind.

Sono un grande appassionato di metal.
Oltre ai gruppi già citati per quanto riguardo il Grindcore meritano una menzione i Nasum (grandissimi).

Caspita si, una delle migliori realtà in ambito grind/brutal! Quando morì il cantante a causa dello Tsunami ci rimasi troppo male…ho ascoltato anche il disco dei Coldworkers, il gruppo formato dai reduci dei Nasum, ma non mi è sembrato granchè.

grandi i Cripple Bastards
già il fatto di intitolare un loro disco almost human (milano odia) li fa salire di livello

bhe io sono un “etichetta” anche grindcore…
infatti il primo LP italiano di grindcore l’ho fatto io :-p

ossia Strage/Egotismo LP (i primi sono la versione italiana dei Crossed out mentri i secondi assomiglino un po ai discordance Axis… la figata delle figate e che i due cantanti (pibe dei strage) e marcella (dei egotismo [anche no somos nada) all epoca del diswco erano morosi!!!

chi non c’e la e’ GAY

http://www.myspace.com/bibarecords

Riesumo il thread per un po’ di bieca autopromozione… è infatti uscito per la casa editrice per cui lavoro la BIBBIA di ogni appassionato di death & grind che si rispetti. Se volete avere una panoramica esaustiva sulle origini del genere, questo libro è per voi.

[i]
Nel 1986 nessuno poteva immaginare che il Death Metal ed il Grindcore avrebbero avuto un così forte impatto sulla cultura popolare. Questo amalgama di punk hardcore e heavy metal avrebbe definito il significato di “musica estrema” negli anni a venire. Circolati inizialmente solo tramite scambi di cassette in ambito underground, il Death Metal ed il Grindcore si sono diffusi velocemente come un’epidemia, facendo sorgere nuove band in ogni parte del mondo. Nel 1992 la prima casa discografica dedicata al genere, la Earache Records, aveva già venduto oltre un milione di album Death Metal e Grindcore solo negli Stati Uniti. Choosing Death esamina la nascita, la caduta e la resurrezione del genere, attraverso gli occhi e le orecchie degli artisti, dei produttori e dei proprietari delle etichette che hanno lanciato il movimento.

“Penso al Death Metal e al Grindcore come al ritorno ad un punk più estremo”, dice il celebre DJ britannico John Peel. “Questa musica ha rappresentato un ulteriore passo verso territori musicali più aggressivi di qualsiasi altra cosa mai sentita prima”.

Albert Mudrian, nato in Pennsylvania nel 1975, è attualmente il capo redattore della rivista Decibel, considerata non solo in America la rivista di riferimento per la musica estrema.[/i]

A brevissimo in libreria (Interno 4, Feltrinelli, Fnac, etc. dovrebbero averlo di sicuro o poterlo procurare). Per qualsiasi info, sono a disposizione. :wink:

Tra i miei gruppi preferiti del genere :

Obituary
Napalm Death
Benediction
Death
Cannibal Corpse

Mmmh, micca micca male! Si può raccontare un po’ com’è strutturato il libro? Tipo Storia+dischi fondamentali recensiti? Dicci dicci. Quante pagine sono? Prezzo o prezzone?

Dunque… innanzitutto i dettagli “tecnici”: le pagine sono 282 e sono riccamente illustrate, ci sono davvero tantissime foto inedite, flyers, etc. Per chi ha presente l’edizione originale del libro, l’impostazione grafica è esattamente la stessa. Il prezzo di copertina è di 20 euro.

Il libro è strutturato proprio come una storia del genere, raccontata per tappe. Si parte dall’hardcore-punk inglese e americano per poi toccare tutti i vari punti salienti: il tape-trading, i primi gruppi ad apparire sulla scena, la nascita del grind, la earache, l’avvento del death metal, la Florida, gli Svedesi… insomma viene raccontata nel dettaglio la storia, lo sviluppo, la caduta e la successiva rinascita dei due generi.

Ovviamente NON è un’enciclopedia, quindi non c’è da aspettarsi che vengano citati nomi iper-iper-oscuri o che ogni singolo disco venga analizzato brano per brano (ce ne vorrebbero almeno tre di libri così), e altrettanto ovviamente il focus è sui gruppi principali che hanno creato e plasmato e mantenuto in vita il genere. Ma non per questo il libro manca di profondità, anzi tra aneddoti, resoconti, stralci di interviste etc. viene fuori davvero una mole di informazioni notevole, con il vantaggio che il libro è molto scorrevole e la storia si segue quasi come fosse un romanzo, più che un saggio.

Per quanto può valere, da fan del genere ho letteralmente adorato la versione originale quando venne pubblicata negli USA, e ho spinto davvero parecchio perché venisse realizzata questa versione italiana. Diciamo che è una piccola soddisfazione personale il poter proporre questo libro anche agli appassionati di casa nostra. Spero davvero che piaccia.

E l’anno prossimo si replica con il metallo nero. :wink:

Bene bene, grazie delle info man.

Considerando il numero medio di tracce che solitamente compongono un album grind, una analisi brano per brano prenderebbe altro che 3 libri!!! :smiley: Sarebbe comunque folle. Chiedevo solo se si parla a livello generale degli album fondamentali (quindi non roba di nicchia ovviamente).