Leggo che il nuovo film di Zalone ha incassato in un solo giorno quasi 6 mln di euro. Ora io questi incassi li ho sempre trovati sospetti, non so perché. Tenete presente che la Medusa, che però non ha più la quota di mercato di un tempo sostituita soprattutto dalla Vision, coi film di Zalone ha sempre ‘militarizzato’ le sue sale occupando l’occupabile (ricordo la foto di una multisala barese in cui in tutte le nove sola c’era solo Quo vado), ma il punto è un altro. Almeno secondo me. Quand’ero bambino non esisteva IL film di Natale. C’erano film di varia natura tra cui i film veramente per tutti (Lo chiamavano Trinità uscito a Natale del 1970), i capolavori (Amarcord uscì per il Natale del 1973 o C’eravamo tanto amati uscito l’anno dopo) e pure le commedie sexy (L’infermiera uscito per il Natale del 1975). Su tutti, però, c’era Disney. Tutti i natali non poteva mancare il cartone animato Disney. Se non ce n’era uno nuovo, c’era la riedizione di questo o quello e sempre con grandissimo successo. Poi, con l’arrivo delle videocassette, tutto questo è andato a sparire (per quanto ha tolto la possibilità di vedere film altamente spettacolari su grande schermo e tenete presente che erano pure in pan e scan). Oggi leggo di ‘controprogrammazione’. Ma di cosa? Voglio dire Zalone sicuramente incasserebbe anche ad agosto e per il resto? Intendo dire che, chessò, La mia famiglia a Tapei (ma la I Wonder dovrebbe informarsi se i film che distribuisce non sono già stati messi su Netflix all’estero) poteva uscire in un qualsiasi periodo dell’anno, tanto l’esito rimarrebbe quello. E’ un film di nicchia. Oppure Norimberga che negli USA ha incassato neanche 15 mln di euro e che qui, per ora, sta sui due. Non mi sembra sta gran cosa (ricordatevi del flop del film di Almodovàr l’anno scorso). Allora mi chiederete se va bene lasciare campo libero ai cinepanettoni (che neanche esistono più) o ai filmoni tipo Avatar 3. No, ma è anche vero che Natale al cinema un tempo almeno era soprattutto una festa per i bambini. Oggi gli animati escono letteralmente tutto l’anno e, per quanto mi riguarda, il concetto di ‘controprogrammazione’ (come se lo spettatore adulto sia in qualche modo ‘obbligato’ ad andare al cinema sotto Natale solo perché tale) mi sembra anacronistico. Spero di essermi fatto capire.
Se vuoi dire che il cinema,o meglio IL FRUIRE DI ESSO IN SALA, non è più quello di una volta, ti sei fatto comprendere senz’altro. Ma è una cosa che, specie dopo il 2020, è diventata ovvia, forse inevitabile. E non lamentiamoci per Zalone, che incasserà una valanga di euro, SEPPELLENDO Cameron e i suoi puffi giganti. Gli esercenti ringraziano, anzi accendono un cero. Di tre metri minimo. Perché se aspettiamo che altri film italiani (quasi tutti…), o titoli stranieri “d’essai” (quei pochi rimasti a livello globale…), riempiano le sale, allora sì che possiamo fare partire il requiem. In memoria della Settima Arte…![]()
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Si, d’accordo, ma come scritto sopra, il Natale al cinema era soprattutto una festa per i bambini. Poi si sono inventati i cinepanettoni, ma è stata, a stringere, solo una fase che ovviamente non poteva andare avanti in eterno e così è stato. Zalone, e ho già scritto anche questo, può incassare in qualsiasi periodo dell’anno, mentre Cameron ha a disposizione il mondo intero. Che si parli di contro programmazione, insisto su questo, come se lo spettatore adulto debba andare a vedere un film solo perché sotto Natale lo trovo insensato. E al giorno d’oggi, ripeto, anacronistico.
Quando danno film natalizi degni di nota ci vado, dipende. Per me non è anacronistico, semplicemente al cine ci vado un po’ quando mi pare e se per un certo periodo non propongono nulla che m’interessi, ovviamente diserto. Io ricordo distribuzioni pre-natalizie di classici come Rambo, ET, Angel Heart, Opera… quest’anno l’ultimo film visto in sala prima di Natale è stato L’Ombra del corvo, molto bello per me. A Dicembre uscita robetta, almeno per i miei gusti.
ps. Teniamo presente che molti spettatori non sono cinefili come noi, magari a Natale vanno al cine con tutta la famiglia e frequentando meno di noialtri genterispettosi scelgono Zalone o qualcosa che ancora tiene da Novembre o che so io. Si accontentano insomma. Comunque, con la scomparsa dei flani dai giornali anche le pubblicità sui presunti “film di Natale” sono praticamente sparite, a prescindere dall’andare al cinema sotto le feste oppure no.
pps. A ben vedere, è sparita pure la tradizione dei film natalizi riciclati alla tele (Frankenstein Junior, Una poltrona per due eccetera). Con la vasta scelta di piattaforme streaming di cui si può disporre, chi li segue i palinsesti?
ppps. Negli anni 80, quand’ero adolescente, i “film di Natale” non erano necessariamente a tema natalizio. I flani sopracitati sponsorizzavano determinati titoli usciti a Dicembre, per cui Rambo lo vedevi pubblicizzato come “il film di Natale” nel senso che “a Natale, se non sai cosa andare a vedere, buttati su questo e garantiamo che non te ne pentirai”. Poi magari film di ambientazione natalizia uscivano in altri periodi dell’anno, tipo Gremlins che in Italia uscì a Novembre. Non era manco detto che fosse film “per tutta la famiglia”, che Rambo ad esempio non lo vietarono ai minori ma violento in alcuni frangenti un po’ lo era (poi in seguito han fatto uscire cose come i sopracitati Angel Heart e Opera - il film di Argento era addirittura un vm. 18). Se poi vivevi nei paesini e dovevi basarti sui cinemini di periferia, vedevi quello che passava il convento: ricordo che il cinema Ritz di Eboli (abitavo a Battipaglia, a pochi Km di distanza) proponeva di tutto, da avventurosi come Il Grande ruggito a thriller come Tenebre di Argento.
Nel 1995 erano film “natalizi” pure “Seven” e “I soliti sospetti”. La gente andò a vederli eccome. Due anni dopo, un “L’avvocato del diavolo”, nelle medesime giornate, fece ottimi affari. Ma, come suol dirsi (banalmente quanto realisticamente
), erano proprio “altri tempi”. Per le sale, e per gli spettatori…![]()
Infatti il punto è questo: non c’è mai stata una “tradizione natalizia” nel cinema italiano, prima di vacanze di Natale e dei cinepanettoni (della serie, “male che vada questi qualche soldo lo tirano su”). Anche Amici miei atto II lo presentarono come film di Natale, con tanto di trailer in cui l’allegra brigata indossava costumi da Santa Claus; manco a dirlo, di natalizio aveva nada (paradossalmente, nell’immaginario comune è diventato “film di Pasqua” per la celebre gag del Melandri alla Via Crucis). Tant’è: allora i distributori sparavano le ultime cartucce a fine anno, contando sulle vacanze degli Italiani per invogliarli a spendere qualche svanzica in più al cinema; oggi ai distributori non frega più di tanto, che con lo streaming la sala non è l’unico sbocco possibile per guadagnare.
Mah! A me i successi abnormi dei film di Zalone mi han lasciato qualche sospetto.
Il problema non è Zalone. È la pigrizia di quel pubblico che sposta le chiappe da casa una volta l’anno, o una ogni cinque anni. Gli esercenti, tutto sommato, se ne fregano di quisquilie filosofico-intellettuali. E badano al sodo: oltre 41 milioni in 8 giorni di programmazione. Le sale sono salve. Fino al prossimo Natale. Che sarà senza Zalone…![]()
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Valutando che Netflix ha acquisito la Warner e si propone di tenere i suoi film in sala solo 17 giorni per poi portarli subito in streaming, la prospettiva dei titoli natalizi che dovrebbero salvare il cinema mi sembra sempre più una chimera.
Tanto negli States il grosso degli incassi viene fatto in estate, da loro questo problema non esiste…![]()
P.S. Invece, se davvero andrà in porto l’acquisizione e con simili modalità di programmazione, poche illusioni. Sarà una manna, per molti attori e registi (Netflix STRAPAGA tali categorie , spesso molto più del loro effettivo valore artistico. Nomi, non ne faccio..
). Ma un potente doloroso calcio in bocca, per i cinefili di tutto il mondo. Teniamoci pronti a soffrire…![]()
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Io non ho mai visto un film di Zalone perché non mi interessa, però mi viene sempre in mente che Celentano incassava miliardi negli anni '80 con film dove la trama manco c’era (quasi). Io quei film tutt’oggi li riguardo sempre perché adoro il Molleggiato nel cinema ed immagino che oggigiorno succeda lo stesso con Zalone. Non interessa la storia: interessa vedere Zalone e sorridere come reazione pavloviana.
A mio modesto parere, c’è una sorta di accanimento misto invidia tipica italiana. Il problema non è Zalone e la qualità dei suoi film (sinceramente lascio perdere l’ipocrisia del voler dir male sulla battuata di Gaza/Palestina…prima di 2 anni fa il 90% degli italiani manco sapeva dove stesse la Palestina se non per parlare del Cristo…forse…); il problema è che non c’è altro da proporre (e lasciamo perdere il filmino italiano indipendente da cinefilo intenditore…).