Ricordo di aver letto che all’epoca ci fu una polemica con l’industria del porno che accusava il regista di avere una visione distorta dell’industria stessa. In pratica pur ammettendo che c’erano delle situazioni limite, ma giustamente facevano notare che questo capitava anche nel cinema cosiddetto normale, le ‘grandi case’ che producevano film pornografici facevano tutto nella più completa legalità. Ora io non posso metterci la mano sul fuoco, ma considerando che avevano il fiato sul collo di tutti quei pazzoidi, e negli Stati Uniti ce ne sono tanti, che facevano crociate contro la pornografia è ovvio che cercavano di stare il più attenti possibile a quello che facevano.
Infatti una cosa che non mi piace del film di Schrader è la visione davvero troppo “oscura” della pornografia. Mi viene da dire, con un pizzico di cattiveria, che Schrader da giovane doveva farsi più seghe, e andare meno in chiesa. Gli avrebbe alleggerito… la mente! ![]()
P.S. E parliamo di uno che, all’epoca, pippava coca come un aspirapolvere. Insieme al suo amico Scorsese. Alla faccia di moralità e moralismo … ![]()
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Ecco schramm, se spieghi a me povero ignorante in che cosa consiste questa educazione calvinista perché davvero proprio non riesco a capirlo. Diciamo che da noi che pure abbiamo il Vaticano in casa alla fine ognuno fa come crede meglio, anche tra chi è credente e praticante, negli Stati Uniti no. Non è la prima volta che sento parlare di gente che è stata educata religiosamente una determinata maniera e che in quella maniera si deve comportare. Certo, in passato capitava anche qui ma ormai sono decenni che la religione in Italia praticamente non ha più nessun reale peso.
p.s.: Quante volte nei film e telefilm americani abbiamo visto poliziotti, soprattutto neri, che conoscono passaggi della Bibbia a memoria. Ve la immaginate una cosa del genere qui?
per non portare il discorso troppo in là scavalcando il film, mi limiterò a dirti che il protagonista interpretato da scott la incarna pienamente ed è sintetizzata nella discussione che ha con niki quando siedono facendo merenda assieme. scott lascia chiaramente intendere che contrappone non solo al peccaminoso mondo dell’hard, ma al mondo tutto, l’egemonia del verbo biblico, la sovranità del divino, il dovere di servire sempre e comunque dio e la gloria di quest’ultimo che ogni uomo è chiamato a incarnare e diffondere, che sono appunto i quattro principi cardinali del calvinismo: formale il primo, materiale il secondo, etico il terzo e preminente il quarto. per schrader, se vai a vedere non solo questo film ma tutti gli altri, tutto è graticolato dall’incontrastabile volontà divina.
tutto il resto che appunti in merito al diverso sentire religioso delle nazioni meriterebbe approfondimenti, ma porterebbe in un amen (appunto) fuori contesto. dico solo che non si dovrebbe valutare lo spirito di schrader col sentire religioso nazional-popolare italiano, che oltretutto allora era marcatissimo e tutt’altro che in via di estinzione. non so però se ho risposto chiaramente a quanto domandi.
La famiglia in cui Schrader crebbe, non gli permise di andare al cinema fino a 18 anni. Non so se è costume della dottrina calvinista in senso assoluto, sia chiaro. Se lo è, bella porcata oscurantista…![]()
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beh si, si tratta di una dottrina molto rigida e puritana. penso che si evinca chiaramente anche solo dai primi 10’ del film, dove viene addirittura messo in discussione un colore perché troppo accesso e sensuale.
Bonagura … Una voce di per sé bonaria e gentile , che di tanto in tanto sapeva diventare autorevole, o addirittura minacciosa.
Non avresti potuto dir meglio… Con una lievissima inflessione lombarda appena percettibile.
Zardoz, è sempre un piacere parlare con te di doppiatori. Pensa che in Hardcore fino ad ora sembra che nessuno, e men che meno io, sia riuscito a identificare la doppiatrice di Season Hubley, cioè la ragazza che collabora con George Scott alla ricerca della figlia.
AGGIORNAMENTO: vedo adesso che su Wikipedia hanno messo alcuni doppiatori (fino a poco tempo fa non c’erano). Hanno identificato anche loro Feliciani su Scott, ma nemmeno loro hanno identificato la voce della Hubley…
Ode a te Shangai Joe! Un doveroso recupero per un personaggio sconosciuto ai più ma che fu artefice di grandi successi dei Rolling Stones.
rivisto in un buon br finalemnte,dopo secoli in cui lo vidi su rete4 in seconda serata,si riconferma grandissimo film con un monumentale c.scott,ottima ost,vero,forse il finale un po buonista stona un po’(forse imposto)ma per il resto un autentica,incredibile, discesa agli inferi per un padre ultraconservatore e bigotto ,ma non stupido.da ignorante in materia anch io la cosa dei cavinisti la capisco poco..ma non vengono dall’olanda ,famosa per bordelli,case chiuse e ultra permissivismo??forse quando approdano negli states subiscono un stravolgimento a 360 gradi…per quel che so io l ‘etica calvinista riguardava sopratutto il lavoro..momento cult i colloqui per assunzione pornodivi in cui il padre fa delle brutali conoscenze di certi appetiti della figlia..a proposito della figlia io non ho capito pero’ se sostanzialmente era una porcona repressa,o era stata drogata e costretta..o rimane l ambiguita’ di fondo,che non sarebbe male