Holy Lola - La piccola Lola (B. Tavernier, 2004)

Bertrand Tavernier per il sociale.

Una coppia francese va in Cambogia per adottare una bambina, ma lì scopre che non tutto funziona come si sarebbero aspettati. In un paese povero e ancora fortemente segnato dal genocidio, l’adozione diventa innanzitutto una questione di denaro e mazzette anche se si percorrono le vie legali, per non parlare di quando ci sono di mezzo intermediari senza scrupoli che trafficano bambini venduti dalle disperate famiglie di origine o addirittura rubati.
In questo contesto seguiamo per due ore buone le peripezie della coppia, sulle cui dinamiche relazionali e vissuti psicologici è incentrato il film (più che sulla denuncia della situazione delle adozioni internazionali in sé, che fa quasi più da sfondo).
Mi è sembrato all’inizio interessante, ma poi pian piano sempre più fine a se stesso e pesante, con sempre meno cose da dire; una volta compresa la situazione, trovavo un po’ vuoto continuare a seguire nel dettaglio tutte le esperienze, speranze, illusioni e delusioni dei protagonisti. Verso i tre quarti di film già non vedevo l’ora che finisse.

Al termine della propria odissea la coppia riesce ad adottare la bimba; quando montano in aereo per tornare in Francia il film si conclude. Stop.