Hôtel du Nord - Albergo Nord (Marcel Carné, 1938)

Dopo Il Porto delle Nebbie e prima di Alba Tragica Carné gira questo film senza il fido Prevert (che era occupato), cercando di fare un film meno politico e divisivo del precedente, e girando in fretta perché Hitler si è pappato la Cecoslovacchia e i venti di guerra soffiano. Per motivi pratici non girano sul vero canale ma ricostruiscono tutto in studio. È un film sul popolino di Parigi, tra prostitute e felici cornuti (un giovane Bernard Blier), ladri ravveduti o in cerca di vendetta, giovani sprovveduti e sognatori. Un film sul coraggio di morire e la paura di vivere, un film sul sangue (chi lo dona, chi lo riceve, chi lo spreca), che inizia e finisce allo stesso modo (con un dolly strepitoso) come fosse l’Ulisse di Joyce, dove molti se ne vogliono andare (Annabella, Arletty, Jouvet) e molti alla fine rimangono. Cast impressionante, con Arletty sopra tutti (il suo “Atmosphere” è la frase più celebre del cinema d’oltralpe) Jouvet enigmatico, pseudoduro ma poi in realtà no, Annabella che ci fa o ci è. Comunque un filmone.

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Complimenti, bella sintesi. Tuo papà è stato un buon maestro… :wink:

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