I “ vecchietti” come me ricorderanno sicuramente che nella prima metà degli anni '70, la Rai, si distinse per l’ampio spazio riservato al cinema attraverso la realizzazione di cicli cinematografici.
Queste serie erano dedicate a celebri attori, registi iconici o a specifici generi cinematografici, permettendo al pubblico di riscoprire opere fondamentali e di esplorare nuove pellicole.
Ogni ciclo era accompagnato da una sigla caratteristica, spesso riconoscibile e amata dagli spettatori, che diventava parte integrante dell’esperienza visiva.
Le sigle, con le loro melodie accattivanti e i montaggi suggestivi, riuscivano a catturare l’attenzione e a evocare l’atmosfera dei film proposti.
Ad esempio, non era raro che la sigla di un ciclo dedicato a registi come Katharine Hepburn o Vittorio De Sica utilizzasse estratti delle loro opere più celebri, creando un ponte emotivo tra il pubblico e i film.
Questa attenzione da parte della televisione verso il grande schermo contribuì non solo a diffondere la cultura cinematografica, ma anche a creare un senso di comunità tra gli spettatori, che si ritrovavano davanti allo schermo per godere insieme di storie che avevano segnato un’epoca.
La memoria di quei cicli e delle loro iconiche sigle continua a vivere nel cuore di chi ha avuto il privilegio di viverli, oppure come il sottoscritto senza seguire il film per motivi censori, rimettendo sul piatto del giradischi, con una piccola “puntina” di nostalgia quei pochi minuti quella canzone che, da ragazzino ascoltavo da dietro la porta della mia camera.
Rai1 e soprattutto Rai3, sono stati la “formazione” essenziale per i giovani cinefili, fra gli '80 e i '90. “Cose mai viste”, come ricorderà qualcuno. E tutti quei film vanno perduti nel tempo, come lacrime ecc.![]()
![]()
![]()
P.S. C’è stata un’epoca in cui la Rai era un “servizio pubblico”. Poi è DIVENTATA un servizio pubblico. Chi vuole capire..![]()
![]()
![]()
![]()
Grazie Marco, la copertina del 45 giri di questa sigla era questa cantata da Fausto Leali.
La versione strumentale era inedita.
Però permettimi un piccolo appunto: Pianeta Totò non trasmetteva film completi del Principe, era più un documentario a puntate sulla carriera, ricordo le varie interviste a chi ha lavorato con lui, ed il programma andava in onda sulla Rete 2 dopo TG2 Sport sera, curato dal grande Giancarlo Governi.
Invece nei '70 i cicli dei film erano curati da gente come Claudio G.Fava (gli devo moltissimo), Callisto Cosulich (concittadino di Zardoz), Francesco Savio (che poi, ahimè, si è suicidato), Pietro Pintus (antipaticissimo), e altri minori.
Il mio ciclo preferito? Quello su Humphrey Bogart, curato da C.G.Fava, indimenticabile, addì 1974 o 1975.
Caro @A_N era il 1975.
Hai fatto benissimo a citare Claudio G.Fava…era un grande.
io ricordo soprattutto:
- i bambini ci guardano
- lo specchio scuro
- horror all’italiana (che beneficia di un thread a sé)
- l’urlo della città (grazie per sempre enrico)
- schegge di futuro
di quasi tutti se ne è più volte discusso in altri threads
@schramm ricordi in che periodo?
il periodo di discussione qua dentro o della messa in onda dei suddetti cicli?
mi è sovvenuto anche un ciclo interamente dedicato a truffaut, non ne ricordo il nome
@schramm era il 1977 ecco la sigla …
Volevo sapere quando sono andati in onda, credo anni 80-90…perchè prima non ho i 45 giri delle sigle.
Sì giusto era un programma di Governi
Ho trovato questo invece come per Tognazzi è anni 90
Comunque la Rai un tempo si occupava moltissimo di cinema e di una memoria collettiva. Oggi lasciamo perdere ![]()
![]()
@jobarman l’urlo della città a cavallo tra l’82 e l’83, coi seguenti film:
- ispettore callaghan il caso scorpio è tuo
- i nuovi centurioni
- new york ore tre l’ora dei vigliacchi
- distretto 13 le brigate della morte
- quel pomeriggio di un giorno da cani
- panico a needle park (sostituito all’ultimo minuto da non ricordo quale altro perché essendo un vm18, pur non essendoci ancora la mammì, la rai impose dei trimmering e ghezzi si rifiutò di passarlo censurato. purtroppo non sono mai riuscito a ricordare con quale altro venne rimpiazzato fuori programma)
schegge di futuro ebbe due edizioni nell’83 e nell’85, dei pacchetti ricordo solo le prime tv di testament e brainstorm e il computer con le scarpe da tennis
lo specchio scuro e i bambini ci guardano credo 84 o 85 entrambi su raiuno.
di queste credo si trovi intubata solo la sigla di schegge di futuro.
MMMMhhhhhh Tognazzi è andato in onda nel 1981…mentre Totò (anni 90) li mandavano in onda a seconda come gli girava al programmista, anche prima delle partite del Mondiale italiano.
Grazie, @schramm.Chissà che non riesco a trovare le presigle di questi cicli.
l’urlo della città cercata per mari e per monti anch’io. il logo era andy robinson cecchino sull’attico visto da dietro in dirty harry con titolo del ciclo in rosso
ah, un altro era un ciclo su tutta la fase di poe di roger corman (i vivi e i morti, la maschera della morte rossa, la tomba di ligeia, il pozzo e il pendolo etc). anche questo è del 1983, non ricordo il titolo esatto (oggi mente locale fuori servizio causa scarso sonno, sorry)
ok edit in extremis, questa è la sigla:










