Idoli controluce (Enzo Battaglia 1965)

Con Omar Sivori, Massimo Girotti, Valeria Ciangottini, Riccardo Garrone

http://www.archiviodelcinemaitaliano.it/index.php/scheda.html?codice=AG1688

Bizzarro film di Enzo Battaglia con Omar Sivori nel suo unico film. Nel cast anche Beppe Barletti, storico volto di 90° minuto da Torino, e i Gufi.

Era uscito in vhs per la Logos video 30 anni fa.

Conosco bene la colonna sonora di Morricone, una delle piú sconosciute ma degna di una riscoperta.

Aiuto regista nientepopodimeno che Sergio Nasca… Lo sto visionando ora su vhs Logos tv

Film strano, metà documentario sportivo su Sivori e la Juve dei primi anni sessanta, e metà storiella - invero poco interessante - su un giocatore fittizio della Juve, tale Nanni Moretti (!) e su uno spaesato Massimo Girotti scrittore che vorrebbe fare un libro su Sivori e si fa aiutare proprio da questo Moretti, non riuscendo ad incontrare il Cabezon.

Tecnicamente molto modesto. Musiche utilizzate in modo maldestro; a metà film parte un pezzo di quasi 10’ di filmati calcistici in b/n dell’istituto Luce (credo) che spezza clamorosamente il film in 2. Boh. Sivori è doppiato in modo francamente comico, oltretutto.

C’è anche Riccardo Garrone, nei panni di un fortissimo ex portiere :smiley:

Ma non potrebbero aver inserito questo spezzone per aumentare il metraggio dopo i tagli subiti dal film grazie alla censura come testimonia Italiataglia?

Posto una rece per questo curioso oggetto di modernariato sul mondo del calcio del tempo che fu.
Curioso oggetto di modernariato consistente in uno spaccato, a onor del vero non molto riuscito ma per lo meno sincero, sul mondo del calcio del tempo che fu e dei relativi personaggi di contorno.
Il giornalista Ugo Sanfelice (Massimo Girotti) intende scrivere la biografia del grande Omar Enrique Sivori, che fece la fortuna della Juventus del famoso “Trio Magico” con Boniperti e Charles, vincendo ben tre scudetti consecutivi.
Nella difficoltà di incontrare l’epònimo calciatore, il nostro si rivolge a un compagno di squadra - il tal Nanni Moretti (sic!) - interpretato da Gaspare Zola, appena trasferitosi da una squadra di serie C.
La crisi di Sivori, segnata dalle incomprensioni con l’allenatore Heriberto Herrera, il cinismo dei dirigenti e colleghi giornalisti, nonchè il carattere volubile del giovane Moretti, che lascerà la fidanzata (Valeria Ciangottini) per preferire la vita mondana della contessa Alexandra (Johanna Skimius), porteranno il Sanfelice ad abbandonare il progetto.
Uscito con il divieto ai minori di anni diciotto per averci fugacemente inquadrato da tergo i giocatori mentre fanno la doccia (che scandalo!), nonchè per via di un’altra sequenza in cui i fidanzatini Zola e Ciangottini sono a letto insieme “en deshabillé”, il poco noto Enzo (all’anagrafe Gaudenzio) Battaglia tenta maldestramente di commistionare realtà documentaristica e finzione, intervenendo fra l’altro in uno dei momenti meno felici della carriera del campione argentino.
Le immagini di repertorio, che riguardano più che altro la “Juventus delle meraviglie” di qualche anno addietro rispetto al girato, si intervallano a una trama piuttosto confusa incentrata sulle vicende del giovane Moretti, preso, a differenza di Sivori, da quelle mille distrazioni (soprattutto femminili) che gli impediranno di esprimere a pieno le proprie potenzialità. Non vorrei che gli autori, nell’inventare il personaggio, avessero preso a modello il talentuoso Gianfranco Zigoni, anch’egli in forza alla Juventus, il quale, a causa delle sue intemperanze, subì per certi versi un destino simile al più famoso ex compagno di squadra.
Sul versante interpretativo, se la partecipazione di Sivori (assai limitato come attore) si riduce a pochi momenti, il film si dipana tra personaggi ora scialbi (Zola e Ciangottini), ora poco convinti (Massimo Girotti). Efficace e simpatico come sempre Riccardo Garrone nella parte di un subdolo dirigente. Curiosa la partecipazione in veste canterina del “Teatrino dei Gufi” che si esibiscono in alcune delle loro canzoni irriverenti e “nonsense”.
Colonna sonora a firma di Ennio Morricone, ancora sotto contratto come direttore d’orchestra per la RCA, con il brano “Le cose più importanti” cantato da Pierfilippi, il cui refrain farà da tormentone per tutta la durata del film.

1 Mi Piace