Ieri e oggi (1967 * 1980 §§ Lino Procacci §§ Romolo Siena)

Il programma “Ieri e oggi” debutta sul Secondo Programma martedì 21 novembre 1967, appena quindici giorni dopo la mia nascita (ehm…scusate) Una coincidenza personale che rende ancora più speciale il ricordo di una trasmissione capace di lasciare un segno profondo nella storia della televisione italiana.
L’idea di Leone Mancini e Lino Procacci era semplice, ma fu per l’epoca decisamente rivoluzionaria: invitavano due o tre grandi personaggi dello spettacolo o della canzone e mostrare loro alcuni filmati d’archivio, ripercorrendo gli esordi, i successi e i momenti più importanti della carriera.
Attraverso un lavoro certosino di ricerca e catalogazione degli archivi - chissà come venivano organizzati allora - “Ieri e oggi” è diventato uno specchio fedele dei cambiamenti sociali, del costume e della tecnologia televisiva, dagli anni della nascita del mezzo fino all’epoca della messa in onda nel 1980.
Gli ospiti si ritrovavano spesso circondati da monitor con matasse di cavi elettrici e a uno schermo sul quale rivedevano se stessi da giovani, talvolta impacciati, alle prese con le prime telecamere e con un mondo dello spettacolo ancora in trasformazione.
Il confronto tra passato e presente generava un cocktail (scusate dimestichezza professionale) irresistibile pieno di ironia, commozione, racconti inediti e retroscena storici.
Si creava così un ponte carico di sorrisi tra gli ospiti, il pubblico presente negli studi di via Teulada a Roma - anche se alcune puntate furono realizzate a Milano e Torino - e noi telespettatori da casa.
Nel corso delle diverse edizioni, ha cambiato spesso padrone di casa, mantenendo però intatta la struttura originale.
Ogni conduttore riuscì a imprimere alla trasmissione una personalità diversa, grazie al proprio stile, alla simpatia e al rapporto con gli ospiti.
Il primo presentatore fu Lelio Luttazzi, raffinato ed elegante come le sue canzoni.
Forte dell’esperienza maturata con “Studio uno” e della consacrazione ottenuta con “Doppia Coppia”, conquistò rapidamente il pubblico con una conduzione garbata e a volte anche fiabesca.
Arnoldo Foà grande attore teatrale e interprete dalla voce inconfondibile, regalò al programma un’atmosfera intensa e magica. Non mancavano le battute spontanee, spesso nate dal confronto con gli invitati: memorabili, in questo senso, le sue conversazioni con Raimondo Vianello.
Paolo Ferrari, brillante come un lenzuolo lavato con la sua marca di detersivo che reclamizzava a Carosello e rassicurante, riusciva a mettere gli ospiti perfettamente a proprio agio, creando un clima familiare e rilassato.
La sua conduzione aveva il calore di una conversazione domestica, senza mai perdere ritmo e professionalità.
Poi arrivò Mike Bongiorno, the King of Quizzes. La sua curiosità, accompagnata talvolta da una certa presunzione, poteva mettere in difficoltà gli ospiti, spiazzati da domande molto dirette. In alcune puntate (spesso replicate) si notano persino stacchi e montaggi evidenti: chissà cosa era accaduto durante la registrazione.
Enrico Maria Salerno proponeva invece un’impostazione più intellettuale e riflessiva.
L’ultimo conduttore(almeno fino a quando seguivo il programma) fu Luciano Salce, con il quale poteva succedere davvero di tutto. In quelle puntate gli ospiti arrivavano persino ad accendersi una sigaretta durante l’intervista o una performance canora. Indimenticabile resta l’appuntamento con Stefania Rotolo e Renzo Montagnani.
Per molti telespettatori e appassionati della TV del passato, “Ieri e oggi” rappresentava l’unico modo per rivedere frammenti di spettacoli ormai lontani.
Vecchi varietà, sceneggiati in bianco e nero e performance musicali tornavano a vivere sul piccolo schermo.
Personalmente non mi stanco mai di riguardare quei filmati.
Questa passione mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze, di cercare con attenzione i 45 giri delle sigle e di avvicinarmi a tanti protagonisti della televisione italiana. Anche grazie al mio lavoro ho avuto l’occasione di incontrarne diversi: davanti ai miei interventi enciclopedici, sempre esposti con discrezione e rispetto, alcuni si sono lasciati andare, e “sbottonandosi” mi hanno raccontato aneddoti coloriti e spesso sorprendenti.
Concludendo … il programma non è stato soltanto un calderone dedicato ai ricordi. È stato un grande laboratorio di memoria, capace di dimostrare quanto si potesse creare attraverso il lavoro degli autori, dei tecnici, degli archivisti, dei conduttori e degli artisti.
Quelle immagini hanno conservato il volto di un’Italia che cambiava, insieme ai suoi gusti, alle sue abitudini e al suo modo di guardare il mondo.
Per questo, ancora oggi, il programma continua a rappresentare una pagina indimenticabile della nostra amata scatola magica, rendendo la televisione del passato - e la sua memoria - davvero immortale.
Una piccola parte della sigla è stata pubblicata in due 45 giri (che girano a 33) nel 1967 e 1968, curiosi che non sono mai stati distribuiti nei negozi ma regalati ai dipendenti Rai, come disco promozionale.










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