Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma' e la poliza

Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia
(1973) dur. 1h35’14’’
di Luca Davan, con Lino Banfi, Francesca Romana Coluzzi, Aldo Giuffrè.

L’inetto brigadiere Pasquale Zagaria, dopo l’ennesima figuraccia rimediata, viene cacciato dalla polizia, per lui più di una ragione di vita. Per riscattarsi affronta una banda di criminali con l’aiuto dell’atletica moglie e, dopo una esilerante serie di peripezie, troverà una magra soddisfazione (DVD.IT)

Etichetta: TERMINAL
DVD-5, Video: 4:3 (1.33:1) Qualità insufficiente, spuntinato, nessun segno di restauro, visibile desaturazione del colore. Poco meglio di una VHS.
Audio: Italiano originale Dolby Digital 1.0 (rilevato dal decoder come 5.1 ?) - segnale pulito, niente sottotitoli.
Extra: Presentazione della collana “Zero in condotta” (si sono sprecati).

Che ignobile trattamento per il cult di Banfi. Inconcepibile pure il prezzo di uscita (si trovava nella media dei 16 euro - ora su Nannucci.it a 3.99). Speriamo in qualche riedizione degna di questo gioiellino naïf. Di cattivo gusto poi la sigletta di presentazione della collana “Zero in condotta”: sembra proprio che ci prendano gusto a perder tempo dietro a queste cavolate invece di curarsi della qualità dei master.

Ieri lo hanno trasmesso su Telenorba e si sono dimenticati di togliere la sigla “Zero in condotta presenta”
Riguardo il film molte scene mitiche, la parola d’ordine con Aldo Giuffrè ma soprattutto:

Nonostante Lino Banfi nasconde in ogni dove il microfono tutti lo scoprono dicendo “ma perche’ quel microfono?”

a me piace la scena del computerbrrrr.zzzzz…bidibidibidi,lo stesso di "vieni avanti cretino"a chi altri?:-p

Sotto lo pseudonimo di Luca Davan si nasconde NANDO CICERO???

Gia’ Alfonso Tomas!

No,Trattasi di Mario Forges Davanzati

Lino Banfi, peraltro, usa il suo vero nome per il Protagonista…:wink:

Gran film! Deliziosa la canzoncina anche. “Fiore di preto, la memma è morta quando io sono neto…anche la polizia mi ha abbandonèto…”.

Film del primo periodo della carriera comica di Lino Banfi, quando non era ancora definitivamente “esploso”.
Simpatico e divertente in qualche occasione, da segnalare la Francesca Romana Colussi ed il grande Alfonso Tomas (Il calcolatore)
Lino si ostinava in questo film a portare un terrificante riporto.

Nonchè grande classico delle tv private. Lo trasmettono praticamente un giorno si e l’altro pure. Tutto sommato divertente anche se (o forse proprio perchè) ultracasereccio.

Non so se dipenda da motivi affettivi, perchè nella golden age delle TV private passava con la stessa frequenza dei telegiornali e quindi avevo imparato tutte le battute a memoria, ma amo questo film. L’ho rivisto qualche giorno fa dopo tantissimi anni e mi sono trovato ancora a ridere di fronte a parecchie gag del Lino nazionale. La scena del convento è tra le mie preferite. Questo film è un concentrato della comicità banfiana che poi si evolverà nei decenni seguenti (per esempio qui è ancora presente la desinenza “-olo/i” es. Zoppoli).

Quello che non capisco è come mai sia l’opera unica di Mario Forges Davanzati. La regia è efficace ed il prodotto è ben confezionato (è un dettaglio ma l’uso di quella musichetta ogni volta che appare l’amante di Francesca Romana Coluzzi è riuscitissimo).

Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, il film va spedito per circa tre quarti poi un po’ si perde ed anche il finale con tutti i protagonisti che si ubriacano alla sagra del vino è un po’ troppo sciatto pur in un film rustico come questo. Comunque un’ottima opera prima da protagonista per Banfi.