Il numero oscuro della criminalità (Giorgio Trentin, 1998)

Cinema politico senza capo né coda, fondato su un’idea in sé assurda e sviluppata in modo dilettantesco, sia a livello di scrittura che a livello formale e tecnico.

Una giovane sociologa ed il suo fidanzato si mettono in testa di scoprire la verità dietro alla strage di Bologna.
Iniziano così ad azzeccarsi a personalità più o meno di spicco del terrorismo nero, tra vecchi combattenti della Repubblica di Salò e faccendieri intrallazzati coi servizi deviati.

Non si capisce perché le persone in questione debbano dare delle informazioni tanto riservate e taciute per anni ai primi due curiosi che passano di lì. A quale titolo i protagonisti stiano indagando e perché ritengano di poter riuscire a carpire la fiducia di persone disoneste e pericolose, dalle visioni politiche opposte alle loro, che rappresentano i poteri occulti ed i loro interessi.

In un grande calderone Trentin mescola (senza peraltro riuscire ad amalgamarli per bene) tutti gli ingredienti che gli passano per la testa, dalle stragi di stato al comunismo internazionale, dalle ingerenze statiunitensi post WWII alla strategia del terrore, dalle rappresaglie delle bande partigiane dopo il 25 Aprile '45 a complotti dei poteri forti.

Dialoghi semplicistici in una specie di delirio tuttologico che vuole spiegare per filo e per segno cosa c’è dietro a tutti i segreti di stato che hanno caratterizzato il periodo dal dopoguerra ad oggi.
Il tutto affidato ad interpreti non all’altezza, dotati in alcuni casi di vere e proprie capacità anti recitative.
Nel progetto è capitato pure uno spaesatissimo Silvano Tranquilli, che viene coinvolto tra l’altro in una sequenza assurda, nelle quali ai campi e controcampi vengono sostituite delle panoramiche a schiaffo accompagnate da un commento sonoro imbarazzante.

Tutto il progetto appare troppo didascalico, discontinuo, superficiale, stereotipato, come se un bambino volesse raccontare tutto serio una vicenda troppo complessa per quelle che sono le sue possibilità di comprensione e le sue abilità rappresentative.

Difficile combinare un pasticcio più grosso di questo, soprattutto per quanto riguarda la forbice tra gli ambiziosi obiettivi iniziali e la sorprendente modestia dei risultati raggiunti.

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La domanda è doverosa: dove hai recuperato codesta putt…, volevo dire opera bizzarra e curiosa?:face_with_open_eyes_and_hand_over_mouth::relieved::roll_eyes:

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Circola uno screener tra i collezionisti.

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Non ho capito; ma e’ un film o un ususale post/video su una rete sociale? :joy: :wink:

Ciao!
C.

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