Mi son sempre chiesto perché ad un certo punto gli sceneggiatori hanno deciso di cambiare radicalmente il carattere del personaggio. Infatti nei primi due film La Silvani pur non priva di asprezze, tutt’altro, è anche una persona che cerca di darsi un tono e in qualche frangente è quasi affascinante. Nel terzo non c’è, ma nel quarto appare radicalmente cambiata. Sboccata e parolacciara. In una parola: sgradevole e mi son chiesto ‘ma perché?’. Come attrice la Mazzamauro avrebbe meritato molto più di quello che ha avuto, ma penso che alla fine non tanto per il fatto di essersi legata a quel personaggio ma di averlo interpretato in maniera così greve deve averla non poco danneggiata. Almeno ho questa impressione.
Fatta salva l’indubbia bravura della Mazzamauro (attrice che, almeno al cinema, è stata clamorosamente sottoutilizzata rispetto alle sue effettive capacità artistiche), ho sempre avuto l’impressione che la vera “merdaccia” della saga fantozziana fosse proprio la Silvani. Pensateci un attimo: è un cesso di donna, che si atteggia a strafiga. Una ignorantona, che vuol fare “la dama”. Una presuntuosa, che non vede al di là del proprio naso. La cosiddetta “involuzione” del personaggio, rilevata da Rodar, è il percorso più logico che lei merita. Devono aver pensato proprio questo, gli sceneggiatori. Se la Mazzamauro ha apprezzato o appoggiato tale scelta, non saprei. Di sicuro, si è “adattata”. Con indubbio talento…![]()
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La clonazione non l’ho visto ma in Il ritorno credo raggiunga il vertice della volgarità forse rendendosi conto, alla fine, di avere esagerato.
Secondo me, fu un puro adeguamento imposto dalla comicità che stava cambiando nell’Italia anni '80 e penso ovviamente dai riscontri positivi di mercato.
Due anni prima di rientrare nella saga Fantozziana, la Mazzamauro aveva già reinterpretato una Silvani più involgarita in “Fracchia la belva umana”, diretto da Neri Parenti, il quale aveva già diretto il terzo Fantozzi (andrà poi a dirigere tutti i successivi).
Tra l’altro, Parenti reinserirà una pseudo Silvani in “ho vinto la lotteria di capodanno” riproponendo il cliché della collega concupita da Villaggio-Ciottoli.
Io comunque adoro la Mazzamauro doppiatrice in “senti chi parla 2”!
Vero!
Ma lei è bravissima, l’hanno usata male.
Secondo me dipende dalla regia con Salce erano tutti perfetti e non volgari . Con l’arrivo di Neri Parenti pian piano si è involgarita la saga
Sì questo è indubbio. Quello che mi lascia perplesso è che Villaggio fu d’accordo. Basta leggere i due primi romanzi per rendersi conto che era una comicità graffiante ma assolutamente non volgare.
Per soldi si fa questo e altro purtroppo ![]()
Credo che tra Villaggio e Salce il sodalizio si sia rotto dopo una serie di insuccessi (Vedasi “Il Belpaese”, “Prof Kranz tedesco di Germania” e “Rag. Arturo De Fanti, bancario precario”), dove si cercava di riproporre sempre più stancamente i clichés fantozziani). Il progressivo involgarimento della saga dovuto si è detto giustamente per motivi smaccatamente commerciali (Neri Parenti non brilla certo per raffinatezza) ha ridotto il personaggio a una mera macchietta indigeribile e male invecchiata. Chi guarderebbe oggi “Fantozzi va in pensione” o “Fantozzi in Paradiso”?
Il… Belpaese non andò male, gli altri due sì. O quantomeno non andarono secondo le aspettative. Kranz è veramente brutto. Oltretutto c’è, chissà perché, Gianrico Tedeschi doppiato!
No quello era dottor jekyl e gentile signora di Steno Tedeschi era in quel film
Giusto! Quei due film li ho sovrapposti, tanto sono brutti! ![]()
C’è da dire che anche in ambito letterario, Fantozzi subisce ancora era assai più volgare dei precedenti libri di Villaggio. Suppongo c’entri il vostro ragionamento sul venire incontro ai gusti corrivi del pubblico, alla fine la Silvani era sempre stata sgradevole come personaggio (in uno dei primi due finge di sedurre Fantozzi ma lo usa e getta via appena Calboni torna all’ovile), non è che il suo essere meno triviale la rendesse meno stronza eh. ![]()
No, no. L’ho scritto sopra: non era priva di asprezze. È quella che a Roma si chiama una approfittona. Non sapevo che Fantozzi subisce ancora fu anche un romanzo.
S’, sì: edito da Rizzoli, come i precedenti. A dire il vero, già Fantozzi contro tutti era più volgarotto degli altri due; ma in Subisce ancora ci sono dei passaggi davvero osceni, improponibili in un adattamento cinematografico. Infatti la versione filmica è più moscia, tutta la parte con Franchino è assai tenuta a freno.
Devo recuperarlo a questo punto.
Eppure, Fantozzi va in pensione ha dei momenti non sgradevoli, c’è una punta di malinconia dietro le risatacce… perfino la Silvani si rivela patetica, nei suoi tentativi di seduzione per combattere la solitudine. Lo considero più dignitoso di altri scarti fantozziani di quegli anni.
Credo lo apprezzerai, comunque si ride parecchio ed è stato l’ultimo scritto fantozziano degno di interesse.
Sul prof Kranz lo stesso Villaggio definì a Stracult(il programma di Marco Giusti) il film “una merda totale”
E’ ispirato come detto già da altri al comandante con totò
Sì, be’, che Fantozzi va in pensione citi Totò e altri classici della commedia nostrana è abbastanza evidente (la trovata dell’INPS che elimina i pensionati viene da I Viaggiatori della sera, di Tognazzi). Non è tanto un riproporre un singolo film quanto un rubacchiare idee e gag qua e là… però funziona più di altre robe fantozziane di quegli anni come dicevamo, ricordo che anche a mio padre non era spiaciuto (probabilmente perché, da pensionato, in certe cose ci si identificava). Ma ci siamo allontanati troppo dall’argomento del thread per sposare una linea “tutto Fantozzi”, tornerei alla Silvani. Che, appunto in questo film, fornisce l’immagine di una persona egoista sicuramente ma anche patetica, che poi era sempre stata quella l’idea (la segretaria che tutti in azienda considerano una gran figa pur essendo un cesso a pedali perché quello passa il convento); la compagna ideale per Calboni, allucinante cazzaro che si atteggia a gran figo ma è un mitomane da guinness dei primati. Ha sempre avuto dei tratti volgari perché il personaggio così era stato concepito, realisticamente; chiaro che, come dicevamo, col passare degli anni la commedia italiana consentiva maggiori trivialità (negli anni 70 si beccavano un divieto ai minori già per il turpiloquio, per dire) e quindi anche i copioni si allargavano di più, nel riproporre il personaggio della Mazzamauro.