Ebbene sì, la memoria spesso tira dei brutti scherzi.
Figuriamoci dopo i cinquanta…
Visionato almeno vent’anni fa (e passa), me lo ricordavo più appariscente, più bizzarro, più coinvolgente soprattutto… forse al tempo l’avrò visto con… “altri occhi”.
È una confabulazione di Luigi Soldati e Arduino Sacco, un prodotto di quella Melissa Films che già mi aveva entusiasmato con Messalina oggi (assieme al quale condivide la peculiarità stilistica degli affissi, tutto sembrano presentare tranne un porno) perché nel raccontare la sua favoletta esibisce seppur dilettantisticamente un minimo di cura formale impiegando un numero consistente di attori, costumi da impero romano e location appropriate. Porno-puttanate, per carità, che però si elevano per originalità fra decine di prodotti coevi dove si punta tutto sulle congiunzioni sessuali, saltando a piè pari quei fronzoli che all’interno del genere più ripetitivo in assoluto fanno la differenza. Almeno stando ai miei gusti.
Giuliano Rosati è invitato dal mefistofelico prof. Cornelius (Roberto Malone, che in questa fase artistica si firma nientemeno che Bob Holmes) nel suo castello affinché lo aiuti a decifrare un antico manoscritto di stregoneria. L’ambientazione verosimile e suggestiva è anche qui uno dei (pochi) punti a favore del film, dovrebbe trattarsi di un maniero nei pressi di Roma, comprensivo di cantine, segrete e catacombe, sarebbe interessante smascherarne l’identità. Fatto accomodare nella sua camera, Giuliano seduce subito una delle due assistenti del professore: Valerie Siddi. Questa attrice secondo i miei parametri è una delle meno peggio del porno italiano seconda metà degli ottanta, non eccezionale di faccia vanta però appetibili curve dal colore candido (il lato B è uno dei più rotondi, pare sia stato violato in una sola circostanza cinematograficamente parlando, vi terrò informati) e una certa spigliatezza nelle scene di sesso - forse non tutti lo sanno ma avanzò pure nella zoofilia in un dittico di film che la vedono protagonista. Il vestito che indossa qui ha due spalle larghissime, modello Ufo Robot, e come tipa non deve piacere molto a Rosati - o forse era rimasto schifato vedendola in Valerie la calda bestia - che anche dopo infiniti baci e strusciamenti rimane barzotto per oltre metà della fin troppo prolungata scena. Bisogna sottolineare infatti che molte sequenze sono afflitte oltre che dalla palese lentezza e dalla insufficiente illuminazione perfino dalla mascolina flosceria, di contro, come annotato puntigliosamente sul DizionHard, Guido Sem mostrerebbe un membro molto più lungo del solito… me ne sono accorto anch’io… boooh!? La Siddi comunque ce la mette tutta, sembra alternare foga e dolcezza, prova a baciarlo di nuovo, Rosati sposta la testa. Si riscatterà nel finale della galoppata, e anche il regista, regalandoci una bella ripresa da sotto. Cornelius intanto li spiava, pensando tra sè: “Non potrai sfuggire al mio volere”. E inizia ad inneggiare a Satana…
Dopo avergli consegnato il libro di cui sopra presenta Giuliano ai suoi adepti, come prevedibile il padrone di casa è uno stregone dedito a messe nere che sfociano in peccaminose orge dove “tutte le energie vitali sono offerte al re della lussuria”. Goal a sfavore: i dialoghi, una delle cose peggiori del film, poco ispirato l’autore, si salvano le cavolate sparate in adorazione del demonio da Malone col viso tutto dipinto di bianco o indossando una maschera a tema (vanta un doppiatore di razza che io non saprei identificare, terribilmente fuori sincrono però, come gli altri).
Per completezza (e solo per quella) vi elenco le altre… attrici. E come le devo chiamare!? Pornostars? Denise Dior, macilenta e spettrale anche lei assistente del dottore;
le adepte sono invece Giusy Bella, Rosa Indelicato (due anonime fototipo 6 con tratti, criniere e peluria molto mediterranei) e una sconosciuta dalla pelle d’ebano che tutti i protagonisti muoiono dalla voglia di spruzzare in viso.
Il 90% delle riprese viene effettuato quando gli elettricisti sono in pausa pranzo, quindi immerse nell’oscurità, a tal punto che in questa prima orgia i due proseliti dalla pelle nerissima arrivano quasi a scomparire. Si intravedono solo gli occhi e i denti.
Ma a destare il mio interesse sono in particolare due partecipanti che non hanno un volto familiare:
Chi di voi conosce i loro nomi?
Il primo non sono riuscito a percepirlo con certezza, ma il secondo, quello che somiglia a un incrocio fra Stefano Masciarelli e Giancarlo Magalli, prende parte attivamente alle scene hard.
Ce ne sarebbe anche un terzo forse mai visto, un giovanissimo in evidenza durante il sabba, a lungo nascosto da una maschera caprina è sfuggito ai miei flash.
Rosati inizia la lettura del libro, e già prima che il primo tempo finisca inizia a fare capolino l’impareggiabile inventiva frullata alla frenesia di vedere il lavoro finito montando le immagini in alternato alla come va e come viene, una delle manie di Dudy Stell: “Al rogo! Al rogooo!!!”, improvviso salto indietro nel tempo, Malone (ribattezzato Gutierrez!!), Valerie e Denise sono portati in catene davanti a un tribunale composto dagli stessi attori/attrici di prima più lo stesso Soldati vestito da frate, tragicamente nei panni di un sadico inquisitore in una performance da recita di Natale alle elementari:
Lo svolgersi di questo segmento narrativo (presumibilmente un sogno ad occhi aperti di Giuliano) piombato a ciel sereno e che vi lascio immaginare (
Beeeh… il film vive delle cazzate risapute di Arduino sommate a quelle dal gusto estetizzante di Soldati, lo spunto iniziale sarebbe pure interessante, ma rimane giusto uno spunto, ci si poteva, ci si doveva allargare un po’, dare vita a qualche immagine più potente, più blasfema, non biasimatemi perché l’argomento lo avrebbe permesso. Poca roba la minzione scaricata da Cornelius nel vaso dorato, nel citato Messalina oggi Malone ripete l’exploit, ma la scena è indubbiamente più “forte” mantenendo peraltro coerenza con la situazione. Anche qui i presupposti per sconvolgere lo spettatore c’erano alla grande, invece tutto si risolve quasi in una mascherata, lo spazio per le fibrillazioni è poco e il pathos del film si sgonfia. Non lo rinvigorisce di certo l’interpretazione delle donne coinvolte seppur focosa (sono fra quelle che si impegnano di più, almeno nell’orale), la tecnica è ripetitiva e per i quattro quinti possiamo convenire che siano in sostanza prossime all’inguardabile: senza offese, una pare scappata da San Patrignano, le altre due caricate su direttamente dai viali, la negretta - come dicevo degna di una puntata di “Chi l’ha visto?” - sprofondando nel buio pesto non ha idea di cosa stia facendo e spaesata sembrerebbe proprio domandarsi “Ma come diavolo ci sono finita qua dentro?”. Inani anche le partiture musicali di Jay Horus, non aggiungono nulla, già abbondantemente sfruttate non ci azzeccano quasi mai niente con quello che accade, sarebbe servito qualcosa di gotico, cupo, tenebroso. Nota di merito infine per il torinese Malone, credibile e spigliato come capo della setta riesce perfino a trattenere le risate davanti alle cialtronerie orchestrate dalla coppia di allucinati cineasti.
Un pizzico di annotazioni per gli amanti della storiografia: diffuso al tempo (1987) in formato VHS da Video Dreams Company, gloriosa label responsabile di lasciti di un certo spessore, venne accolto subito calorosamente dagli intenditori di X Eros in Video (“meritevole di un’attenta visione”), ma finora nessuno si è voluto prendere la briga di riproporlo in DVD, neppure i tedeschi della Ribu che di boiate e supercult marchiati Pollak come pure Dudy Steel ne hanno rimessi in giro non pochi.





