Il senso di una trasposizione cinematografica

Il dubbio che mi assila è il seguente:
Un film, tratto da un romanzo da una storia vera ecc…ha il suo motivo di esistere?
Se è vero come è vero che il cinema è arte, perchè sento spesso il ricorrente ritornello che il film non fa giustizia alla storia?
Perchè trarre un film da una storia vera o inventata se si sa già che il leggere non è come il vedere?
Qualcuno mi disse che i film e il cinema in :swat: è per i pigri che si siedono a subiscono passivamente le immagini e la storia, mentre chi legge è sicuramente più partecipe più coinvolto e in :swat: più soddisfatto.
Allora?
Qual’è la verità? Se esiste?

Non credo che il cinema sia per i pigri che non han voglia di leggere.Una storia serve sempre per fare un film,si tratti di un racconto letterario o di un soggetto creato appositamente per farci il suddetto film.Alla fine il risultato è sempre qualcosa di diverso dalla parola scritta,bello o brutto che sia.Io adoro il romanzo di Robert Bloch Psyco,e mi piace da morire la versione cinematografica di Hitchcock.Alla fine son due cose diverse,il Norman Bates letterario è proprio un altro personaggio rispetto a quello impersonato da Anthony Perkins sullo schermo;sono affezionato a tutt’e due,è incredibile come il medesimo racconto possa essere vissuto in maniera differente a seconda del fatto che si legga il libro o si guardi il film.Semmai il problema è quello della fedeltà al testo ispiratore.C’è chi sostiene che non sia importante,ma non sono del tutto d’accordo.E’ ovvio che il regista è innanzitutto un artista e voglia lasciare il suo “marchio” inconfondibile nell’opera che si appresta a girare,e mi va benissimo che apporti modifiche al testo originale se il risultato finale è qualcosa di altrettanto notevole;ma se sostituisce una buona idea con una banalità perchè magari pensa di accontentare i gusti del pubblico la cosa non mi sta bene.E anche il non rispettare lo spirito del romanzo o racconto ispiratore mi sembra discutibile;voglio dire,se hai comprato i diritti di quell’idea vuol dire che la trovavi intrigante,no?E allora perchè stravolgerla?Senza contare l’onestà nei confronti del pubblico:vuoi fare un film sul Signore degli Anelli?Ok,ma sai benisimo che la maggior parte del pubblico che andrà a vederlo sarà composto da aficionados di Tolkien.Perchè illuderli e poi presentare loro qualcosa che con la saga non c’entra nulla?E perchè scrivere sui cartelloni “tratto da un racconto di”?Allora scrivici “liberamente tratto da un racconto di”,che almeno so che col libro non c’entra una mazza e di conseguenza so cosa devo aspettarmi,se decido di andare al cinema.

Fra l’altro,anche la faccenda del “subire passivamente” non mi convince.Se un libro ti prende e lo leggi fino alla fine non è solo merito della tua fantasia che ricrea gli scenari e le situazioni evocate dal racconto,ma anche e soprattutto dell’abilità dello scrittore.Se un romanzo è scritto da cani lo lasci perdere dopo una trentina di pagine,poco importa quanto tu sia dotato a livello d’immaginazione.Al cinema succede la stessa cosa;è solo un modo diverso di stimolarti sensorialmente,alla fine ci vuole sempre e comunque un autore di talento per farlo(scrittore o regista,cambia poco).