Anni dopo Chuck Norris prese le distanze dal film definendolo eccessivo. Lui si giustificò col fatto che quando giri un film si impiegano un tot di mesi, ma non ti rendi conto di quello che hai fatto fino a quando non lo vedi montato e su grande schermo. Concluse dicendo, più o meno, che non si regolarono. E come il precedente Alba rossa il film non ebbe molto successo.
p.s.: Non dimentichiamoci che dopo anni in cui vari presidenti (Nixon compreso) cercarono di alleggerire i rapporti con l’Unione sovietica, poi arrivò quello psicopatico di Ronald Reagan che ricominciò con la corsa agli armamenti portando il mondo veramente sul bilico della Terza Guerra Mondiale (The day after nasce da quel comune sentire).
Non lo conoscevo. Ho letto la scheda su Wikipedia e pure immaginando che sia un filmetto non particolarmente riuscito: prodotto da una piccolissima casa e girato in una settimana, però magari qualche spunto di interesse potrebbe anche esserci. Il film con Chuck Norris invece è solo comico.
Zito se lo portò dietro dal suo quarto “Venerdì 13”. E non dimentichiamo “Rosemary’s killer”. Quando di trattava di buttare sangue in scena, il buon Joseph non era esattamente una timida verginella…
Qualche giorno fa mi è arrivato il br ispanico, con audio italiano incluso, del film di Zito. Preso per “dovere di completezza”. Diciamo, volendo trovare affinità elettive, che volevo accostarlo a quello di “Berretti verdi”. Altra opera della cinematografia yankee, non esattamente memorabile. Ma adesso che zio Chuck ha lasciato questo mondo, perfino il film di Zito va custodito gelosamente. All’insegna di un mix di affetto, nostalgia e consapevole rincoglionimento. Ad ogni modo, grazie ancora, Chuck…