Italiani, brava gente?

Sabato ho acquistato quest’ultimo libro scritto da Angelo Del Boca, edito da Neri Pozza nella collana I colibrì. (16,00 euro, 318 pagine- www.neripozza.it)
Del Boca, il massimo esperto della storia coloniale italiana, in questo libro esamina gli episodi più efferati, quelli che costituiscono le pagine più buie della nostra storia nazionale: i massacri di intere popolazioni del meridione d’Italia durante la cosiddetta “guerra al brigantaggio”, l’edificazione nell’isola di Nocra, in Eritrea, di un sistema carcerario fra i più mostruosi; le rapine e gli eccidi compiuti in CIna nel corso della lotta ai boxers; le deportazioni in Italia di migliaia di libici dopo la “sanguinosa giornata” di Sciara Sciat; lo schiavismo applicato in Somalia lungo le rive dei grandi fiumi; la creazione nella Sirtica di quindici lager mortiferi per debellare la resistenza di Omar El Mukhtàr in Cirenaica; l’impiego in Etiopia dell’iprite e di altre armi chimiche proibite per accelerare la resa delle armate del Negus; lo sterminio di duemila monaci e diaconi nella città conventuale di Debrà Libanòs; la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei, votati a sicura morte.
E’ vero che molti popoli si sono macchiati di orrendi delitti, tuttavia, soltanto gli italiani hanno gettato un velo sulle pagine nere della loro storia ricorrendo ossessivamente e puerilmente a uno strumento autoconsolatorio: il mito degli “italiani brava gente”, un mito duro a morire che ci vuole “diversi”, più tolleranti , più generosi, più gioviali degli altri, e perciò incapaci di atti crudeli.
Per restare sul cinema: bisognerebbe recuperare il film, guardacaso bandito in Italia, LION OF THE DESERT, con Anthony Quinn.

Lo vado a comprare approssimativamente… ADESSO.

Grazie caro, ti adoro quando sei ti parola, se fai a modo, oggi iniziamo a leggerlo. :wink:

Saggio Caltiki…

Ho iniziato la lettura, di volata le prime cinquanta pagine, il capitolo introduttivo sulla storia d’ Italia effettivamente indispensabile per affrontare un’ opera del genere, e non vedo l’ ora di divorare il resto, fermo restando che ancora devo entrare nel vivo del libro.

Urca, mi accorgo ora…Saggio?? parola grossa :smiley: azz, t’è arrivato praticamente subito, dove l’hai preso?
Su’ccuntento che t’interessi.
Il capitolo introduttivo è giusta premessa a quello che segue…impressionanti i giudizi dei vari viaggiatori che hanno percorso l’Italia nell’800. Credo che la lettura di questa parte può far ben comprendere quali siano le “tare” che come italiani ci portiamo addosso. A me hanno impressionato le dichiarazioni di Gramsci, sulla questione meridionale, parole che non conoscevo.
I capitoli seguenti sono ancor più interessanti, io sono arrivato alla fine di quello dedicato al lager di Sciara sciat: allucinanti le condizioni dei prigionieri…costretti a giacere in buche alte 1,50 m…razione giornaliera di cibo: 300 grammi di farini, 10 grammi di té, 30 grammi di zucchero…
Impressionanti le condizioni in cui abbiamo affrontato la spedizione contro i boxers cinesi, oltre che le disfatte subite in Africa, ad Adua…

Comprato in una libreria qui vicino la mattina stessa ;):cool:

Il capitolo introduttivo è giusta premessa a quello che segue…impressionanti i giudizi dei vari viaggiatori che hanno percorso l’Italia nell’800. Credo che la lettura di questa parte può far ben comprendere quali siano le “tare” che come italiani ci portiamo addosso. A me hanno impressionato le dichiarazioni di Gramsci, sulla questione meridionale, parole che non conoscevo.

Esatto, pare di sentire quasi il Bossi di adesso.

I capitoli seguenti sono ancor più interessanti, io sono arrivato alla fine di quello dedicato al lager di Sciara sciat: allucinanti le condizioni dei prigionieri…costretti a giacere in buche alte 1,50 m…razione giornaliera di cibo: 300 grammi di farini, 10 grammi di té, 30 grammi di zucchero…
Impressionanti le condizioni in cui abbiamo affrontato la spedizione contro i boxers cinesi, oltre che le disfatte subite in Africa, ad Adua…

Io son poco più aventi, devo iniziare il VI capitolo: “Le colpe di Cadorna”.
E il massacro del Maresciallo Graziani? Dove lo mettiamo? Te la immagini oggi una cosa del genere?
E quella del plotone di bersaglieri assediato? Alcuni inchiodati agli alberi, alcuni con gli occhi cuciti, altri evirati, altri sepolti sotto il sole nella sabbia fino al collo.

Riguardo la spedizione contro i boxer cinesi ammetto la mia più TOTALE ignoranza, non sapevo che gli italiani fossero stati coinvolti, impressionanti le condizioni di viaggio, arrivarono là in 40 giorni, con tifo e colera a bordo, gli abiti totalmente ammuffiti, e quando arrivano lì non hanno mezzi per sbarcare.

Bossi a confronto gli fa una pippa :slight_smile:

E il massacro del Maresciallo Graziani? Dove lo mettiamo? Te la immagini oggi una cosa del genere?
E quella del plotone di bersaglieri assediato? Alcuni inchiodati agli alberi, alcuni con gli occhi cuciti, altri evirati, altri sepolti sotto il sole nella sabbia fino al collo.

La vendetta per l’attentato a Graziani ha generato una reazione italiana di una violenza inaudita, le cifre sui morti africani ancora non si conoscono ufficialmente. Ovvio che, capitati nelle loro mani, non ci fosse scampo…il repertorio di modalità di uccisione, torture ecc. inflitteci è spaventoso (noi d’altro canto siamo stati al passo, innalzando forche ovunque e impiccando a destra e a manca gente che non aveva nessuna colpa)

Riguardo la spedizione contro i boxer cinesi ammetto la mia più TOTALE ignoranza, non sapevo che gli italiani fossero stati coinvolti, impressionanti le condizioni di viaggio, arrivarono là in 40 giorni, con tifo e colera a bordo, gli abiti totalmente ammuffiti, e quando arrivano lì non hanno mezzi per sbarcare.

è un episodio che conosco poco anch’io. Conosco abbastanza bene quanto fecero i giapponesi a Nanchino, avendo letto diverse cose sull’argomento…
nel '37 a Nanchino morirono torturati e violentati 300.000 cinesi, in modi che farebbero impallidire i carnefici dei nostri bersaglieri. Conoscerai le varie immagini su questa strage…

Idem, hai letto “I medici del sol levante”?
Cercati anche “Samurai - sword of horror” che cito nel topic dei libri antichi nel forum principale :wink:

no, questo no, ho letto quello di Chang, Lo stupro di Nanchino edito da Corbaccio. Merita?

costa troppo! :frowning:

Cercatelo su ebay :wink:

Oltre al mio l’ ho visto un altro paio di volte a buon mercato.

ok, thanks :wink:

Male, male, ci si atteggia ad esperti di cinema, e poi non si conosce un caposaldo come 55 giorni a Pechino, di Nicholas Ray???

http://www.imdb.com/title/tt0056800/

Viene dato spesso sulle tv italiche, supercast con Charlton Heston, David Niven, Ava Gardner, Philippe Leroy, Massimo Serato per l’Italia…
Nel film l’intervento italiano è documentato.

Trivia for
55 Days at Peking (1963)

* Director Nicholas Ray walked off the set. 'Marton, Andrew' and 'Green, Guy' finished the film.

* Due to mainland China's hostility and isolation from the Western world, a full-scale 60-acre replication of Peking 1900 (sewers and all) was built in the plains outside Madrid, and Chinese/Asian extras were flown in from all over Europe to provide the local Peking (the old name of Beijing) citizenry. A number of costumes for the Royal Chinese Court (the Empress, Prince Tuan's, etc.) were authentic ones from Tzu Hsi's actual court. They were loaned by an illustrious Florentine family (which wished to stay anonymous) but was able to rescue them from the collapse of the dynasty right after the Boxer rebellion.

* The film, which was shot in Spain, needed thousands of Chinese extras, and the company sent scouts throughout Spain to hire as many as they could find. The result was that many Chinese restaurants in Spain closed for the duration of the filming because the restaurant staff - often including the restaurant's owners - was hired away by the film company. The company hired so many that for several months there was scarcely a Chinese restaurant to be found open in the entire country

preso anch’io, su ibs.it

Attendo i tuoi commenti, allora…specialmente su quel macellaio di Rodolfo Graziani. Intanto ho in coda sul mulo, a buon punto, Lion of the desert, una buona copia da dvd

Troverai anche delle parti che raccontano dei trascorsi come ufficiale degli ascari di Indro Montanelli…leggi, poi ne riparleremo.

Conosco il macellaio, confermo tutto. Ad Adis Abeba c’è un museo per i crimini di guerra degli italiani…

Vorrei spezzare una lancia in favore della colonizzazione italiana in Africa e in Albania oltre che l’episodio dei Boxer in Cina. In Cina c’erano gli eserciti britannici, americani, russi, tedeschi, austriaci e francesi che si sono coperti di atrocità ben peggiori, l’episodio dell’uso dei gas è stato un episodio marginale mentre gli americani in Vietnam hanno sparso napalm e altre sostanze pericolose i cui effetti si vedono anche sui soldati americani. Tante altre nazioni hanno avuto le colonie e hanno commesso stupri, rapine e altre atrocità ma nessuno ha processato Mitterrand che durante la guerra d’Algeria era ministro degli Interni e redasse una circolare sulle torture da usare nei confronti dei ribelli algerini, nessuno ha processato i generali francesi per le marocchinate, o i generali americani per Dresda o i dirigenti politici jugoslavi per le foibe. Però dopo tanti anni si scrive ancora di quanto siamo stati cattivi con gli etiopi, con gli eritrei o con i libici. Nessuno scrive che sono stati costruiti ospedali, strade, ferrovie che gli abbiamo dato un sistema fognario che non esisteva. Nessuno dice che se l’Italia non fosse intervenuta in Albania le altre nazioni confinanti l’avrebbero invasa e se la sarebbero spartita. Avrei anche potuto inserire i massacri perpetrati dagli americani verso i nativi americani, dei francesi in Messico durante la campagna del 1863 - 1867, di quello che fecero i nordisti e gli schiavi liberati finita la guerra di secessione o infine gli israeliani verso i palestinesi. Avete mai trovato un libro che parla di tutto questo?

Mio nonno combattè assieme al Maresciallo Graziani prima nel 1935 - 1936 e poi dal 1943 al 1945 durante la R.S.I., forse quel nomignolo “Macellaio” andrebbe dato a Tito o a qualcun altro non a un eroe di guerra che ha difeso la patria

Invadere la terra altrui non lo chiamerei “difendere la patria”.E anche mio zio ha combattuto in Africa,ma da qui a giustificare il colonialismo ne passa.Quanto ai paragoni del tipo “gli Inglesi hanno commesso più porcate di noi”,li trovo d’una futilità disarmante:mi pare evidente che noi italiani siamo più civili nel riconoscere i nostri errori,no?