E aspetta! E che diamine! Abbiamo pazientato quarant’anni!!!
Ok, ok, c’hai ragione pure te… Jacqueline Duprè in “La bimba di Satana”
La crisi economica morde sempre più, gli italiani lavorano ormai solo per pagare tasse comunali, provinciali, regionali, statali, i costi lievitano senza sosta e remore mentre gli stipendi rimangono quelli, alle povere partite IVA anche il Natale commerciale lascia una scia d’amaro in bocca per le deludenti vendite e c’è addirittura chi è stato costretto a rinunciare a passare le feste in famiglia rimanendo lontano dai propri cari perché appiedato dai salatissimi prezzi di treni e aerei. Ci mancava giusto la crociata di un politicante che non vuole permetterci neppure di affogare i dispiaceri nell’alcool. Da un po’ la gente non sorride più, si è chiusa nelle case, non fa più niente… ma ecco con un urlo tremendo e gelido… no, aspetta, quello era Sasuke… ecco che a bordo della sua scopa Dyson arriva la… Befana! Quest’anno mi sa che abbiamo fatto sul serio i bravi perché è stata davvero prodiga, niente cenere e carboni, dai collant autoreggenti appesi al caminetto tiriamo fuori un grosso regalo, una bella sorpresa, una “sensazionale” scoperta! Come da me pignolescamente riportato ormai possiamo fieramente dire che “La bimba di Satana” è arrivato in tutto il mondo, dall’Europa continentale agli States… ma come no!? Uff!
(Volantino promozionale U.S.A. del distributore Ryko ultime uscite in DVD (anno 2007) con Satan’s baby doll (Severin) in bella mostra fra altri classici horror, c’è pure “La sindrome di Stendhal”)
Allora, a oltre quarant’anni dall’uscita nessuno dei nostri compatrioti se n’è accorto, né tantomeno spagnoli (Miskatonik), francesi (Le chat qui fume), austriaci (Cineploit), tedeschi (X-rated), inglesi (Shameless) e americani, basta così se no scoppia la Terza Guerra Mondiale. Certo, il compianto Mario Bianchi ci aveva mandato fuori strada dichiarando “Credo, porella, che abbia fatto solo quel film” (Cine70 e dintorni - anno III numero 5) ma la revisione accuratissima del tremendo “Messo comunale praticamente spione” con successivo incrocio dei dati raccolti mi ha permesso finalmente di poter dare un nome a Jacqueline Duprè: trattasi senza paura di smentita di Antonella Prati. La giovane sarebbe originaria di Ostia - sempre stando ai ricordi di Alan W Cools - e in Messo comunale impersona la figlia del sindaco democristiano Aldo Ralli, divenuta mora la potete ritrovare in “Che casino… con Pierino!” nel ruolo di Marisa, la ragazza per cui smania il protagonista. Per completare la filmografia ho scomodato A_N che mi ha suggerito la sua comparsa anche in “Funny Frankenstein”, presente in archivio ma non ancora visionato a dovere.
Nel magico paese del Sol Levante ordunque un domani potranno spocchiosamente per la prima volta riportare sulla cover dell’ipotetico blu-ray “con Antonella Prati, Mariangela Giordano, Aldo Sambrell e Marina Hedman”. Ancora una volta e non senza un pizzico d’orgoglio corriamo a correggere Wikipedia.
Siamo in due e non solo da lei. Tra social, cazzi e mazzi (ti ricordi Guadagnino che a forza di far così aveva svelato mezzo Suspiria?) diventano molesti, mentre sui set di questi film non c’era nessuno che andava a fare un dietro le quinte o a intervistare attori e regista. Ma così andiamo fuori argomento.
Qui lo dico e qui lo nego. Su Facebook e simili capitano profili di Antonella Prati, Gramignano o Sandy Samuel… il problema è avere una risposta. Chi scrive è fra i pazzi che tenta per principio tutte le strade possibili. Purtroppo sono svantaggiato dalla residenza geografica…
Fossero almeno stati quelli della Dania.
Non solo, Agnese e… (o Funny Frankenstein) è un porno a tutti gli effetti, del Pierino con Raggetti Cersosimo disse che per quel film aveva girò una sequenza hard (non con lei, lo so) di La Bimba sappiamo (lei non fa scene hard ma comunque si prestò a una spintissima). Rimane Che casino con Pierino (allora erano meglio i porno). Avrà capito che più di quello non avrebbe ottenuto e allora lasciò perdere senza considerare che forse le avranno pure chiesto di spingersi oltre e lei non volle. Ma rimangono e rimarranno solo delle supposizioni.
Le motivazioni che spingevano giovani ragazze a tentare la strada del cinema sono comprensibili, più interessante scoprire come si finiva (e soprattutto cosa succedeva) in queste produzioni. Naturalmente non è facile, soprattutto volendosi interfacciare con una donna che magari per incoscienza giovanile, magari per voglia di trasgredire, magari perché bisognosa di soldi, si ritrovava a fare cose che poi passata quella fase avrebbe voluto cancellare per sempre.
Eh, queste sì che sono cose interessanti da sapere. Ma il fatto che i più non ne vogliano parlare da’ idea che non fosse bell’ambiente. Altrimenti che problema c’era? Sicuramente tutte queste persone non si saranno mai immaginate che un giorno ci sarebbe stato un nutrito gruppo di pazzi interessato al quel tipo di cinema. Ti immagini di qualcuno che riesce a rintracciare la Prati, che oggi avrà sui 65 anni, per chiederle ‘signora mi parla della Bimba di Satana?’. Minimo ti mena. Dimenticavo, poi c’è questo continuo riproporre questi film su supporto video. Ovviamente gli attori, o meglio, chi è rimasto vivo (Bianchi è morto nel 2022, Sambrell addirittura nel 2010), non percepisce un soldo mentre invece sarebbero felicissimi di cancellarlo dalla faccia della Terra. Ma è la tecnologia bellezza e tu non puoi farci niente.