La Favorita - The Favourite (Yorgos Lanthimos, 2018)

https://www.imdb.com/title/tt5083738/

Regno Unito inizi del 18mo secolo, guerra con la Francia. Due cugine si contendono con ogni mezzo le attenzioni ed i favori della Regina Anna, tra giochi di potere e intrighi più o meno amorosi.

Primo film di Lanthimos in cui non compare nella sceneggiatura, e credo che un po’ si senta, nonostante allo spettatore non venga risparmiato praticamente nulla della parte più marcia e squallida di una nobiltà tanto imbellettata e imparruccata di facciata, ma con un indole più nera e sporca che proprio non si può. E allora se proprio non mi lasciate scrivere, vi faccio un film che a virtuosismi tecnici, movimenti di macchina e uso smodato di lenti, faccio venire un attacco di bile a Sorrentino. Così sembra un po’ aver pensato il regista Greco che piazza una messa in scena sontuosa, ma talmente sontuosa che pure a me che sono un noto dandy esteta, a un certo punto ha rotto pure un po’ il cazzo. Prima volta in cui Yorgos si cimenta con il potere femminile, e signori qui sta davvero tutta la bellezza di questo film. Tre protagoniste, perchè è difficile dire chi non sia protagonista, che si sfidano nella storia e sullo schermo in maniera sublime, cagando dallo schermo, grazia, indolenza, dolcezza, fetenzia, eleganza e volgarità come se in quegli abiti ci fossero davvero nate e cresciute. Gli uomini infatti ne escono davvero con le ossa rotte, con i loro trucchi e parrucchi davvero imbarazzanti e una profondità che al massimo arriva ai tronisti di Uomini e Donne. Per me siamo dalle parti di un film bello, anzi molto bello, direi perfetto per il regista greco che però scivola troppo nell’autocompiacimento e leva un po’ della forza naturale delle sue opere precedenti. Non ho visto il film della Close, ma al netto di ciò per me l’Oscar a Olivia Colman è strameritato.

Un filmone. Il triangolo delle protagoniste è meraviglioso (la colman si mangia il film, però, e l’oscar non è meritato, di più!), la messa in scena sontuosa, kubrickiana, con gli obbiettivi in fish-eye che distorcono l’immagine, illuminazione alla barry lyndon, fotografia meravigliosa, a tratti veramente esilarante (quando ballano non smettevo di ridere, anche perché ripensavo a top secret e una palottola spuntata!), montaggi alternati e rallenti non gratuiti ma messi dove e come devono stare. Sì, capisco che tanta opulenza a qualcuno può venire un po’ a noia a lungo andare ma a me non ha toccato. Forse quando lo rivedrò a mente fredda noterò i difetti ma, a prescindere, questo è un gran bel film. La sua vetta resta il cervo sacro, la glacialità di quel film è per me il suo marchio di fabbrica e qui, per forza di cosa, viene a mancare e in effetti anche l’assenza di lanthimos e del suo collaboratore filippou alla sceneggiatura si sente. Ma che film, ragazzi!

E il finale… mamma mia. Mi ha perseguitato per giorni.

Oh Tony che poi per l’amor del cielo girare con tale maestria e tanta padronanza dei mezzi per me non è che sia un difetto, ma alla lunga mi ha preso un po’ l’ansia che fosse tutto un po’ fine a se stesso, e anche io non vedo l’ora di rivederlo per rimodulare il mio giudizio. Ah cazzo si il balletto straordinario, a me invece ha fatto venire in mente Pulp Fiction. Se ti va mi dai una tua interpretazione del finale, che per altro mi pare uno dei finali più compiuti dei suoi film, a parte l’amarezza infinita che lascia, ripenso per esempio al finale di Dogthoot che ti lascia lì in una sospensione angosciante

The Favourite, secondo me, è il miglior film di Lanthimos dai tempi di Dogtooth. Anche se gli è anche superiore in molti aspetti, come le mostruose interpretazioni, i personaggi poliedrici, l’ottima fotografia, la scenografia e la colonna sonora, per me Dogtooth resta il suo capolavoro grazie all’inesauribilità delle forme allegoriche.

Per quanto riguarda il finale: secondo me mostra la vanità della guerra tra le due donne. Infatti entrambe le donne, ma sopratutto Abigail, hanno sprecato tante energie solo per guadagnare un posto che infatti non è tanto prestigioso come sembra e non valeva davvero la pena. Alla fine Abigail si rende conto di aver fatto tutto quello solo per fare parte di una infinita mandria di conigli, costretta a leccare la regina per il resto dela sua vita, come un spregevole coniglio